Colleferro. Inaugurata nella sala Ripari la Mostra “Le terre dei Conti nelle carte topografiche antiche” [Foto]

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COLLEFERRO (RM) – È stata inaugurata nel pomeriggio di Giovedì 21 Dicembre presso la Sala A. Ripari (ex Konver) di Via degli Esplosivi a Colleferro la Mostra “Le terre dei Conti nelle carte topografiche antiche”, frutto di un progetto di collaborazione tra il Museo Comunale Archeologico del territorio Toleriense di Colleferro e l’Archivio Storico Innocenzo III di Segni.

L’iniziativa rientra nell’ambito del Progetto “Mirabilia – Visit Museum grandtour”, promosso dal Sistema Museale Territoriale dei Castelli Romani e dei Monti Prenestini, finanziato dalla Regione Lazio e fa seguito al Convegno “Le terre dei Conti. Storia ed eredità odierna di una grande famiglia (secc. XIII-XVI)” [•>] tenutosi a Valmontone nel novembre scorso, dedicato alla stirpe baronale la cui fortuna è fondamentalmente legata alla figura di Innocenzo III e per “promuovere la riscoperta della più autentica identità storica e culturale del nostro territorio.

Il rapporto tra storia e topomastica ha da molto tempo attirato l’attenzione degli studiosi.
La ricerca riguardante l’analisi dei documenti cartografici (mappe catastali, carte corografiche e topografiche) custoditi negli archivi storici, biblioteche o presso privati ha fatto riscoprire documenti di grande interesse ai fini della ricerca territoriale.

Presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Direttore dell’Archivio Storico Alfredo Serangeli, il Direttore del Museo Archeologico di Colleferro Angelo Luttazzi, il Consigliere comunale Luigi Moratti, graditi ospiti in sala Sua Eccellenza, Mons. Vincenzo Apicella – Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Velletri-Segni, l’Ass. alla Cultura del Comune di Valmontone Maria Grazia Angelucci, la Direttrice del Museo Archeologico di Valmontone Monica di Gregorio, il Consigliere Comunale di Labico Giulia Lorenzon, studiosi ed appassionati del settore e tanto pubblico.

Interessanti gli interventi di Alfredo Serangeli, che ha tenuto a sottolineare l’importanza delle carte in mostra, in parte originali e di proprietà dell’Archivio Storico Innocenzo III ed in parte copie, che come ha ben evidenziato Angelo Luttazzi sono le riproduzioni di originali che il Comune di Colleferro ha acquistato in digitale dall’Archivio Doria Pamphilj, patrimonio inestimabile di documenti, mappe ed altro del territorio.

Si può tra l’altro ammirare la Tabula Peutingeriana, copia del sec. XII-XIII di un’antica carta romana, che mostra le vie militari del mondo conosciuto e conquistato da Roma.
Il cartografo del tempo intendeva fornire al viaggiatore una vera mappa stradale che indicasse le distanze esatte tra un centro abitato e quello successivo, illustrando sulla carta, in maniera precisa il percorso viario, arricchito da informazioni utili al viaggiatore stesso.
Rinvenuta nel 1507 da Konrad Celtes, bibliotecario dell’imperatore Massimiliano I, attualmente la copia si trova presso la Biblioteca Nazionale di Vienna, ed è l’unica carta stradale (Itineraria) Romana giunta sino a noi.

Tra le carte esposte di proprietà dell’Archivio storico di Segni spiccano alcune rarità ed eccellenze, come la grande e splendida carta di G. Filippo Ameri del 1693, “ricca di dettagli incredibili, sicuramente un lavoro maestoso su quattro matrici, degna della Bottega dei De Rossi che la stamparono e la nuova pianta topografica dell’Agro Romano del Niccolai del 1803.
Ma tanto ancora si può ammirare per una visita che rappresenta l’occasione per un viaggio nella galleria del tempo.

Nel suo intervento conclusivo il Sindaco Pierluigi Sanna ha espresso soddisfazione per quanto fatto nel campo della cultura a due anni e mezzo dall’insediamento della sua Amministrazione, che ha fatto di Colleferro, insieme ad Artena, Labico, Paliano e Valmontone, Città della Cultura Lazio 2018, «titolo che sicuramente meritiamo per il grande impegno e lavoro espresso».
La Regione Lazio ha anche approvato il Progetto per l’Archivio Morandiano e Razionalista, il primo della nostra regione interamente dedicato al ’900 e all’architettura Liberty e razionalista di una città di fondazione come Colleferro.
Finanziato anche il restauro del palazzo attiguo al Museo che ospita sia la parte archeologica che paleontologica.
Notizie che rafforzano la visione di Colleferro quale polo attrattivo culturale e turistico.

Eledina Lorenzon

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