15 Maggio 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Inaugurata la nuova postazione di Ares 118 al pian terreno dell’Auditorium nel Quartiere Scalo

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COLLEFERRO – Nella prima mattinata di oggi, 25 Novembre, al piano terra della struttura che ospita l’Auditorio “Fabbrica della Musica”, nel Quartiere Colleferro Scalo, è stata inaugurata la nuova sede dell’Ares 118.

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Come si ricorderà, ormai da qualche tempo, l’Ares 118 era ospitato – in ubicazione temporanea -presso un prefabbricato sistemato all’interno dell’area dell’Ospedale “L.P. Delfino” di Colleferro.

Giulio Calamita SindacoGiulio Calamita Sindaco

Da questa mattina dunque l’ambulanza partirà dallo Scalo, ubicazione strategica rispetto alla stazione ferroviaria, all’autostrada, ed anche rispetto alla città, in considerazione dell’ormai imminente apertura di Via Romana.

Al taglio del nastro erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, i Consiglieri comunali Luigia Fagnani, Maddalena Renzi ed Umberto Zeppa, gli operatori sanitari che lavoreranno presso la postazione e Don Nando Brusca, storico cappellano dell’ospedale che ha impartito la benedizione ai locali ed agli operatori. Era presente anche il Sindaco di Labico Danilo Giovannoli nella sua veste di Direttore tecnico presso l’Ospedale di Colleferro.

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«Finalmente inauguriamo questa postazione – ha dichiarato l’operatore sanitario Fabio Coltrè – dopo essere stati ospitati temporaneamente presso l’ospedale di Colleferro, e per questo come Ares 118, ringraziamo l’Asl Roma 5 nella persona del Direttore tecnico Danilo Giovannoli.
Poi per fortuna, con l’impegno del Sindaco, dell’Amministrazione comunale e del Consiglio comunale di Colleferro, sono stati trovati questi locali che, con l’impegno economico dell’Ares 118 – che ringraziamo calorosamente – sono stati sistemati e ammodernati e quindi resi fruibili per noi operatori permettendoci di lavorare in condizioni sicuramente molto più agevoli ed adeguate alla nostra attività di servizio pubblico».

«Ci sono lavori ed impegni che bisogna amare per viverli bene – ha affermato Don Nando – e che meritano una sede adeguata.
Qui c’è l’acqua benedetta, che ricorda il battesimo, ma ricorda anche l’inizio.
La Bibbia comincia con quest’acqua che copre tutto il mondo e lo Spirito di Dio aleggia su queste acque.
L’acqua è fonte di vita, quindi è un segno simbolico, ma anche vero. Penso che tutti abbiano ricevuto il battesimo, da lì è cominciato anche il loro percorso cristiano, che è un percorso etico anche e soprattutto, di soccorso ai poveri, ai bisognosi, agli anziani, a coloro che vivono la vita dalla parte dei meno fortunati.
Quindi ecco la passione che ci vuole, bisogna trattare loro come si tratta in Dio.
D’altra parte, così dice Gesù Cristo che ci riconoscerà da come lo abbiamo noi riconosciuto negli altri.
Se hai assistito un morente, quello ero io.
Se mi hai riconosciuto, mi hai trattato bene e così farò anche io per te.
Sono le opere di misericordia corporale. Ospitare i profughi, dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, visitare i carcerati, soccorrere i malati…».

Prima dell’intervento del Sindaco Pierluigi Sanna, Don Nando ha benedetto i locali e gli operatori sanitari del 118.

«Innanzitutto un saluto particolare alle donne presenti – ha detto il Sindaco Sanna – oggi è una giornata particolare, il 25 Novembre è la giornata che in Italia è dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne.
Ci pensavo quando siamo entrati, il mio primo incontro col 118 è stato a 19 anni, quando in Regione mi mandarono in Commissione Bilancio ed avevo sempre tutti i giorni Simone (Temofonte) che era sindaco di Montelanico con Ermete (Corsi) che era vicesindaco, che mi tormentavano perché non c’erano i soldi per finire la sede del 118… Io facevo solo il verbalizzante.
Facevano sempre le manovre finanziarie di notte e di notte si sa tutte le vacche sono grigie quindi alla fine si parlava di milioni di euro di qua, milioni di euro di là, il depuratore di Anagni, le strade di Colleferro…
Alla fine rimaneva un avanzo e quella notte ficcammo dentro – Don Nando se lo ricorderà – Casa Nazareth e la postazione di Montelanico del 118. Mi vengono i brividi quando lo racconto.
Nessuno se n’era accorto: c’era quel piccolo fondo – saranno stati nemmeno 200mila euro – e facemmo tutte e due, il tetto di Casa Nazareth e la postazione del 118.
Fui tanto contento perché a Casa Nazareth c’era un pezzo di cuore poi a Montelanico come devo il sindaco che ci teneva poveraccio Simone era proprio, Ermete pure, era proprio attento a questa questione.
Dopo, quando sono diventato sindaco, è arrivato il dramma che il Comune di Colleferro ha avuto con tutti gli immobili “ex Mandova”, praticamente siamo stati sfrattati dovunque e ancora oggi abbiamo un sacco di problemi, ce li abbiamo per esempio con la scuola sulla Carpinetana che andrà all’asta e non riusciamo a salvarla, ce li ha anche la Provincia che non riesce a sistemare bene la storia dell’Ipia sulla Palianese infatti sta facendo il nuovo Ipia a Colle dell’elefante perché lì non se ne esce; ce li ha la Regione col Distretto sanitario che non ne ha mai comprato…
[…]
Alla fine dopo tanti tentativi, la soluzione del “container” fu quella più immediata. Ogni volta che passavo là davanti guardavo quel container pensando «questa è una cosa posticcia loro hanno bisogno di spazio e ce ne avranno ancora, immagino, se qualcuno vorrà continuare ad investirci su quest’ospedale, spero di sì…».
[…] Alla fine però, devo dire la verità con il Consiglio Comunale, qua c’è anche Luigina (Fagnani), c’è Umberto (Zeppa) anche Maddalena (Corsi), l’ufficio tecnico, c’è Giuliano (Scafoni), che ringrazio, l’ho messo un po’ “sotto”, ho detto ma porca miseria, ma possibile che non riusciamo a trovare, nel patrimonio pubblico, un locale per il 118?
Lo abbiamo proposto all’asp Roma 5 in più di qualcuno, devo dire la verità però era sempre restia… Non so perché ad un certo punto per fortuna la cosa si è sbloccata ed abbiamo proposto il pian terreno dell’Auditorium. Non vi facciamo pagare l’affitto per parecchi anni, non mi ricordo quanti, e voi vi fate i lavori.
Abbiamo firmato la convenzione, ci siamo stati un po’ appresso – perché penso che Giuliano si sarà sentito con i vostri tecnici una milionata di volte – alla fine, anche il cambio di vertice non ha aiutato perché poi la Corradi è andata via ed è arrivato Mostarda con cui c’è un ottimo rapporto (lo conosco da tanti anni da quando era alla Asl Roma 6) alla fine però mi pare che il risultato sia un risultato dignitoso.
Si tratta di locali ben diversi dal prefabbricato che ho visto all’ospedale… […]
Poi, a Dio piacendo, il 4 Dicembre riapriamo la Via Romana, quindi avrete un accesso a Piazza Italia praticamente in due/tre minuti, sono 500 metri…
Vi auguro di lavorare il meno possibile… Tra l’altro rappresentate anche un bel presidio sanitario per Colleferro Scalo che da una borgata abbandonata, ora ha l’Auditorium, il 118, la Via Romana, il parco, la scuola, la Farmacia comunale.
Colleferro Scalo pure sta cambiando volto…».