Colleferro. In occasione delle celebrazioni del 1° Maggio intitolate due strade alle figure di Oreste Fontana ed Oreste Tomei

COLLEFERRO Le celebrazioni organizzate dall’Amministrazione comunale in occasione del 1° Maggio, Festa Internazionale dei Lavoratori, si sono aperte con la deposizione di due composizioni floreali presso il monumento ai Caduti sul Lavoro dei Giardini Angelo Vassallo (attigui a Piazza Italia) e presso la targa dedicata al Caduto del Lavoro, sulla parete esterna della caserma dei Vigili del Fuoco in Via 1° Maggio.

A tutti gli eventi della mattinata – religiosamente assistiti da Mons. Luciano Lepore – hanno preso parte anche rappresentanti delle Forze dell’Ordine operanti sul territorio e rappresentanti delle Associazioni d’Arma.

In occasione della festività, il Sindaco Pierluigi Sanna ha deciso di unire alle celebrazioni anche l’intitolazione di due strade di Colleferro.

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La prima è quella che unisce via Romana Nuova (tra stazione ferroviaria e Via Casilina) a Via Romana Vecchia (ora chiusa prima del ponte sul Fiume Sacco), e che “costeggia la parte posteriore del Centro Commerciale Colleferro.
Questo tratto viario è stato intitolato alla memoria del Caporal Maggiore carrista Oreste Fontana, medaglia di bronzo al valor militare, primo cittadino di Colleferro morto in combattimento il 16 Giugno 1940 (sei giorno dopo la dichiarazione di guerra alla Francia e alla Gran Bretagna che aprì per l’Italia il II Conflitto Mondiale) a Sidi Omar in Libia. Aveva solo 23 anni, era nato a Colleferro il 1 Aprile 1917.

A scoprire la targa della toponomastica sono stati il Sindaco Sanna e Valentino Fontana, cugino di Oreste, che dopo estenuanti ricerche ne ritrovò le spoglie presso il sacrario militare di Oltremare di Bari riportandole a Colleferro dove riposano accanto a quelle dei genitori Nazareno e Gaetana Cascioli.
Dopo l’intervento del Sindaco, a ricordare la figura di Oreste Fontana è stato l’amico e collega Mario Galati che ha ricordato le vicende del “Nostro” nel suo libro “Colleferro 1935-1945. Prima durante e dopo”.

«Oreste Fontana – ha raccontato Galati – era Caporal Maggiore carrista di un carro, l’L3, che… non era un carro ma una “scatola di sardine” tanto che per sfregio i carristi lo chiamavano “Arrigoni”, come le scatole di pelati Arrigoni, denominazione che gli inglesi non furono in grado di capire.
All’inizio della guerra in un primo attacco gli inglesi conquistarono Ridotta Capuzzo (fortezza del Regio Esercito nella colonia italiana della Libia, – ndr), gli italiani contrattaccarono e riconquistarono il forte, ma la metà di quei carri andò distrutto e tra questi quello di Oreste (Sidi Omar, Libia il 16 Giugno 1940 – ndr).
Da allora per lungo tempo non si seppe più nulla del nostro concittadino. Per un anno la famiglia cercò di avere notizie del congiunto, anche tramite l’allora Segretario Comunale Pagnoni, e tramite la Croce Rossa, ad un anno dall’evento arrivò la tragica notizia della sua morte.
Allora fu celebrato un solenne funerale in pieno stile di regime, mentre nel frattempo Oreste era stato tumulato in uno dei tanti cimiteri libici. Successivamente “OnorCaduti” (il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa – ndr), recuperò la salma e la trasferì presso il sacrario militare di Oltremare di Bari. Grazie alla caparbietà di zio Valentino, le spoglie di Oreste furono rintracciate e trasferite – il 25 Aprile del 2009 – presso il cimitero di Colleferro dove riposa accanto alla tomba della madre…».

La seconda strada, poco distante dalla prima, è quella che collega Via Romana Vecchia alla Via Casilina.
A dire il vero il tratto viario era stato già intitolato ad Oreste Tomei, Sindaco di Colleferro tra il 1976 ed il 1978, ma la mattina del 1° Maggio è stata l’occasione per scoprire la targa toponomastica a lui dedicata.

Alla presenza dei congiunti, dopo lo scoprimento della targa e l’intervento del Sindaco Sanna – troppo giovane per ricordare la figura del suo predecessore – è intervenuto l’Assessore ai Lavori pubblici Umberto Zeppa che di Oreste Tomei ha raccontato la dignità e la compostezza conosciute nel periodo dei comuni trascorsi politici.

Zeppa ha raccontato alcuni aneddoti che hanno caratterizzato i suoi contatti diretti avuti con Tomei dapprima privatamente, proprio all’indomani del suo trasferimento a Colleferro, e poi politicamente con riferimento alle vicissitudini che appartengono alla storia politica della città.
«Ringrazio Oreste – ha concluso Zeppa – per essere stata una di quelle persone che hanno contribuito a formarmi, politicamente ma soprattutto come uomo».
Anche Mons. Luciano Lepore ha affermato di averlo conosciuto per aver abitato nello stesso stabile, in Via Aprilia, 2, ricordandone le origini di Roccamassima ed il periodo in cui Tomei ricopriva la carica di Sindaco, il parroco era Don Umberto Mazzocchi e lui viceparroco…

Ad entrambe le intitolazioni erano anche presenti il Vicesindaco Diana Stanzani, l’Assessore Sara Zangrilli ed il Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Stendardo.

 

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