Colleferro. Il servizio di igiene pubblica dell’Asl Roma 5 risponde: «Beh signora, non muore nessuno se domani i suoi figli non faranno il tampone!»

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COLLEFERRO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice costretta in casa insieme al compagno – essendo entrambi positivi al covid-19 – e tre figli, fortunatamente “ancora” negativi.
Per i motivi che leggerete nella lettera i figli necessitano di fare un tampone…
Come andrà a finire?

«Beh signora, non muore nessuno se domani i suoi figli non faranno il tampone!»

Il 21 Aprile io e il mio compagno siamo risultati positivi al Covid-sars 19 dal tampone molecolare… L’esito è stato comunicato telefonicamente alla sottoscritta dalla Asl Roma 5, dalla quale ho avuto tutte le informazioni per le procedure da seguire.
Il mio compagno, cardiopatico non è stato contattato da nessuno.
Sono seguiti otto giorni intensi, carichi di impegni da gestire solo grazie al cellulare.
Pensate la difficolta nel contattare i centralini delle varie strutture.

Isolati dal mondo esterno, stiamo gestendo la spesa con l’unico supermercato di Colleferro che eroga il servizio di “spesa on line” e consegna a domicilio con pagamento Pos.

I miei figli sono isolati da noi genitori all’interno della stessa abitazione, da soli stanno gestendo la “dad” e sempre da soli stanno risolvendo la loro carica emotiva dovuta alla situazione.
L’unico mezzo per interagire è il balcone che abbiamo, dove, distanziati e con mascherina di protezione, scambiano due chiacchiere.

Oggi, 29 Aprile, dopo che non abbiamo “rotto le scatole” a nessuno, ho avuto la necessità di capire come poter far fare il tampone ai miei due figli minori, prenotato per domani alle 15 dalla Asl stessa.
Nel dubbio ho chiamato il servizio di igiene pubblica (0697221 – alle ore 9:57) per sapere se ci fosse la prenotazione del tampone a domicilio e nell’eventualità non fosse così sapere se un genitore “positivo” possa uscire e portare nella stessa auto i propri figli “negativi” a fare il tampone…

«La richiesta per il tampone domiciliare deve essere fatta dal proprio medico curante a mezzo e-mail a dipprevcovid19.colleferro@aslroma5.it»

È lecito voler evitare contatti ed eventuali contagi, o sarebbe stato opportuno “senza saper leggere né scrivere” che io domani insieme ai bambini mi fossi recata, incurante, al drive-in a fare il tampone, correndo il rischio prima di tutto di contagiare i miei figli e di venire multata in quanto uscita dai “domiciliari” perché positiva?

Non sussistendo l’appuntamento per la domiciliazione, ho dato per scontato che la prenotazione provenendo direttamente dalla struttura preposta, avesse previsto automaticamente anche lo screening a domicilio ed aspettavo solo comunicazione in merito, non che fossimo fuori dal mondo e dovessimo nel frattempo studiarci: Dpcm, Regolamentazioni Sanitarie, Previdenziali, Strutturali, Ministeriali ecc.

Se il decorso della malattia fosse stato quello peggiore e dal quale cerchiamo di difenderci da oltre un anno, come si gestiva il tutto in tal caso? Perché nessuno, dopo il primo giorno dalla risposta ha più chiamato per sapere come stiamo.

«Se non si facesse in tempo a prenotare il tampone a casa entro le 15 di domani?».
«Beh signora non muore nessuno se domani i suoi figli non faranno il tampone».

Non è passato millesimo di secondo che la mia emotività già a dura prova da un anno ansioso e dall’inizio della malattia non facile, sono stata male, ho scampato ma temuto il peggio.
Inizialmente il turbine di paure, emozioni e difficoltà prendono il sopravvento pertanto sentirsi rispondere che non “muore nessuno” ha scatenato un pianto isterico.
Tutte le persone morte per covid nel corso di questo anno, i familiari che piangono i propri cari, non meritano rispetto alla sensibilità soprattutto?

Se mio figlio non fa il tampone domani, non può recarsi in ospedale il giorno 3 Maggio a togliere il gesso al braccio, quindi, forse, se ho chiamato era per una difficoltà e non per voler disturbare gratuitamente chi sta lavorando. Volevo essere rassicurata di poter rispettare le regole ed avere assistenza.
Solo grazie al mio medico curante sono stata nuovamente contattata dal servizio di igiene pubblica al quale ho inviato e allegato a mezzo e-mail le ricette mediche per il tampone dei miei figli a domicilio per domani e se «potranno verranno».
Verranno?…

Checché se ne dica la persona malata che contrae il covid è sola e lo sono anche i familiari».

F.to Laura Corrirossi

 

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