Colleferro. Il Polo liceale “G. Marconi” porta in scena sul palco del Teatro “Vittorio Veneto”, con grande successo, lo spettacolo “Dante e la Valle del Sacco”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) –
“Perché men paia il mal futuro e ‘l fatto,
veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,
e nel vicario suo Cristo esser catto.”
[Purgatorio, XX, vv. 85-87]
questi versi della Divina Commedia che fanno riferimento al celebre episodio avvenuto nel settembre 1303, più conosciuto come lo “Schiaffo d’Anagni”, che segna l’epilogo del lungo dissidio sorto fra Bonifacio VIII e il Re Filippo IV, detto Il Bello, hanno sicuramente ispirato gli studenti delle classi 4A – Liceo Scientifico, 4L – Liceo Linguistico e 4S – Liceo Classico del Polo Liceale I.I.S. Via delle Scienze di Colleferro per dare vita a “Dante e la Valle del Sacco” progetto interdisciplinare e pluridisciplinare di F.S.L. – Formazione, Scuola, Lavoro, ideato e coordinato dalla prof.ssa Cristina Ludovici, in collaborazione con le prof.sse Donatella Rosilici, Tiziana Roscioli, Alessandra Lorenzi, per la messa in scena di uno spettacolo straordinario tenutosi nella mattinata di Venerdì 8 Maggio al Teatro Vittorio Veneto di Colleferro.
Lo spettacolo ha visto una parte iniziale nella quale gli studenti hanno presentato il progetto nella sua interezza ripercorrendo i luoghi “danteschi” della Valle del Sacco, «terra antica carica di storia millenaria, densa di fatti di guerra, di invasioni barbariche, di lotte tra feudatari e papi che non ha mai perso l’aspetto mite ed idilliaco di un paesaggio reso umano dalla pacata operosità dei suoi abitanti, agricoltori e pastori tenaci».
Nel suo intervento la Dirigente Scolastica Prof.ssa Patrizia Fiaschetti, dopo i saluti alle studentesse e agli studenti, insegnanti e al pubblico tutto, ha evidenziato come la realizzazione dello spettacolo, al quale hanno anche contribuito le classi 3L, 4M e 5L del Liceo Linguistico, ha suggellato l’epilogo di un percorso didattico e laboratoriale lungo un anno, che ha visto gli studenti impegnarsi in attività di ricerca, studio, approfondimenti sul rapporto tra il Sommo Poeta e la Valle del Sacco, attraverso i luoghi, immaginari o reali, da Lui Stesso citati nella Commedia.
Nato e sviluppato nel tempo, il progetto ha visto una prima rappresentazione a Natale, poi riproposto in versione ridotta nella Giornata della Creatività ed sia stata anche realizzata una Mostra Mercato.
«Sono onorata – ha poi aggiunto – di avere come ospite Giorgio Colangeli, attore meraviglioso e stupendo e felice che abbia accettato il nostro invito, che è motivo di vero orgoglio».
L’attore, ha ricordato, è insieme a Roberto Benigni, tra i pochissimi ad aver imparato l’intera Commedia a memoria.
Il Vicesindaco Giulio Calamita dopo i saluti rivolti le studentesse e gli studenti, alle insegnanti e alla Dirigente scolastica e a quanti hanno collaborato alla realizzazioni di momenti di intensità e di grande qualità «che portano la scuola fuori dalla scuola , nei luoghi della cultura della nostra città che come sapete ormai, sono difficilissimi da prenotare, una difficoltà che però è un bel segnale che dimostra come la nostra città sia investita da un forte fermento culturale. Avere questi spazi, questi luoghi e queste possibilità di approfondimento rendono le comunità più forti, più sane e più belle».
Introdotto poi dal giornalista Vittorio Aimati è stato presentato e invitato a salire sul palco Giorgio Colangeli, «protagonista assoluto delle spettacolo italiano, un artista che ha saputo spaziare con straordinaria naturalezza tra il cinema d’autore, le grandi serie televisive e, soprattutto, il teatro, che è la sua vera casa».
Ha poi proseguito illustrando, in breve, la carriera dell’artista, vincitore del David di Donatello nel 2007 con il film “L’aria salata” e nel 2024 quale attore non protagonista nel film “C’è ancora domani”, Giorgio Colangeli «non è solo interprete raffinato, ma un vero atleta della parola. La sua presenza qui oggi, nell’ambito di questo progetto dedicato a Dante e alla Valle del Sacco, nobilita il lavoro dei nostri studenti e ci offre l’occasione rara di ascoltare i versi del Sommo Poeta attraverso una voce che cavalca le assi del palcoscenico con un’energia ed una sapienza uniche».
Ha quindi concluso il suo intervento, evidenziando come «Nonostante i mille traguardi, Giorgo è rimasto quello che molti definirebbero uno di noi.
È un artista che non ha mai costruito recinti tra se ed il pubblico, un uomo che all’applauso preferisce l’ascolto e che vive il mestiere dell’attore come un servizio, con una umanità che oggi è merce rarissima. Vedere un gigante della recitazione mettersi a disposizione delle ragazze e dei ragazzi e della nostra comunità, con la stessa dedizione che userebbe sul set o a teatro, ci ricorda che la vera arte non mette distanza, ma crea vicinanza».
E la magia si è creata all’improvviso, un silenzio ha avvolto il teatro , per ascoltare i versi del I Canto del Purgatorio, una cantica meno conosciuta, ma molto affascinante perché, come ha ben sottolineato l’attore: «tra le tre della Commedia dantesca è quella che propone delle anime purganti una immagine molto simile a quello che siamo nella vita.
L’inferno e un insieme di immagini fisse per l’eternità ed anche il Paradiso. Parliamo di due mondi che sono ormai definiti nella loro assenza di dinamica. Il Purgatorio è invece una cantica dinamica, le anime evolvono, ascendono il monte del Purgatorio e salendo, di cornice in cornice, espiano la colpa relativa a quella cornice, fino all’entrata nel Paradiso che prelude alla contemplazione di Dio.
È una condizione quindi simile a quella dei viventi, la nostra vita è un insieme di gradini da salire, qualche volta ahimè da scendere e comunque alla fine del percorso dovremmo essere migliori , ci auguriamo, ma sicuramente siamo diversi da come siamo partiti».
Protagonisti poi i versi, capaci di coinvolgere tutti, declamati con una dizione pura e forte che ha coinvolto, entusiasmato e catturato l’attenzione in modo totale, esplosa poi un un applauso caloroso e prolungato!
Ha poi letto il Canto XXVII, sempre del Purgatorio ed infine un brano tratto da ’L’ Italia di Dante. Viaggio nel Paese della «Commedia»” di Giulio Ferroni-professore emerito di storia della letteratura dell’Università “Sapienza” di Roma, dedicato al Monte Cacume, citato nella Commedia, e a Patrica dove, negli anni di piombo, fu tragicamente ucciso il Procuratore Capo Fedele Calvosa, l’autista Luciano Rossi i e l’agente Giuseppe.
Poi è toccato agli studenti-attori mettere in mostra il loro talento e davvero non hanno deluso. Ripercorrendo il cammino simbolico attraverso l’Inferno hanno messo in evidenza le conseguenze della perdita del senso civico, dell’egoismo, della corruzione e dell’indifferenza, nel Purgatorio abbiamo assistito al percorso di consapevolezza e di responsabilità del cittadino, nel Paradiso infine, i sentimenti più alti di armonia, giustizia e bene comune.
Ogni classe con il proprio contributo creativo ha interpretato e reso vivo il messaggio dantesco, ricordando come il Sommo Poeta , esule dalla sua Firenze, ma profondamente legato all’idea di comunità, ritenesse la cittadinanza non solamente appartenenza geografica, ma responsabilità morale.
Essere “civis” significa scegliere ogni giorno da che parte stare, se nell’ombra dell’individualismo o nella luce del bene comune.
Uno spettacolo collettivo di grande impatto emotivo, dove gli studenti si sono cimentati in diversi linguaggi espressivi e dove il pubblico ha potuto ascoltare passaggi recitati, assistere a coreografie studiate in autonomia, rileggere i canti attraverso ritornelli e frasi di canzoni celebri per un’operazione definita “Centone”, che consiste utilizzare musiche già note con testi diversi che ha svelato un talento teatrale vivo e pulsante, godere di brani cantati, in un connubio tra tradizione e creatività, tra il rigore della ricerca storica e la freschezza della performance teatrale, la realizzazione di riprese nei paesi limitrofi da utilizzare per il montaggio di un fantastico video che ha senza dubbio stimolato le capacità di ricerca e selezione per un coinvolgente spettacolo collettivo, applaudito calorosamente da un pubblico entusiasta.
A fine spettacolo i ringraziamenti della Dirigente Scolastica, visibilmente commossa ed orgogliosa , alle studentesse e agli studenti che con le loro professoresse e professori hanno realizzato un evento davvero fantastico , che ha stupito al di là di ogni più rosea aspettativa, uno spettacolo che Giorgio Colangeli ha definito da “Teatro Sistina”.
Un sentito ringraziamento è stato espresso all’Amministrazione Comunale per il sostegno e la vicinanza, alla Diocesi Suburbicaria Velletri Segni ed il Comune di Segni, con i quali è stata stipulata una Convenzione, necessaria per l’avvio del progetto di F.S.L., e alla Sartoria Storica di Segni per aver gentilmente offerto i costumi di epoca medioevale.




















































