Colleferro. Il Consigliere Gabrielli (Il Castello): «Un progetto per recupero dei Raee, a difesa dell’ambiente»

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COLLEFERRO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo dal Consigliere comunale Marco Gabrielli (Il Castello) un comunicato stampa relativo ad un progetto da egli stesso pensato e studiato riguardante il recupero dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), che potrebbe portare presto alla nascita a Colleferro di un centro specializzato…

«Un’idea per dare una risposta importante al rilancio di un territorio, quello di Colleferro, rimasto per troppi anni circoscritto in una crisi industriale e ambientale senza precedenti”. Così ha spiegato questo nuovo progetto Marco Gabrielli, consigliere comunale di Colleferro e presidente della commissione commercio, industria, artigianato, agricoltura e problemi del lavoro, che lo ha pensato e seguito in ogni fase.

La novità riguarda la proposta di creare un centro per il recupero dei cosiddetti rifiuti degli apparecchi elettrici ed elettronici (Raee), un settore in espansione a livello mondiale e che invece in Italia fatica a mettere piede. Ma soprattutto un progetto che rispetta l’ambiente visto che si basa sul concetto di riciclare quei materiali arrivati alla fine del loro viaggio. “Colleferro oggi deve diventare un punto di riferimento di politiche ambientali virtuose – ha aggiunto Gabrielli – e grazie a quest’idea finalmente potremo recuperare aree importanti del nostro territorio. Non più inquinamento, dunque, ma politiche attente all’ambiente e alla sua salvaguardia”.

Anejo - Agostino BalziAnejo - Agostino Balzi

Il progetto, che ora è al vaglio della commissione istituita dalla Regione Lazio che dovrà selezionare le proposte ritenute valide per accedere ai fondi europei, è stato approvato dall’amministrazione comunale di Colleferro lo scorso 26 novembre con l’obiettivo di “innescare e sostenere i processi di trasformazione del tessuto produttivo” per la “reindustrializzazione del territorio”. Il Comune di Colleferro sarà Comune Capofila del territorio per questo progetto che vedrà la nascita di un sistema logistico integrato dedicato alla raccolta e alla lavorazione dei Raee.

Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco della cittadina, Pierluigi Sanna: «Nel nostro programma l’aspetto del rilancio delle attività produttive è fondamentale e questo progetto va nella direzione giusta del riciclo dei rifiuti nobili che possono rappresentare un settore produttivo importante”.
Apprezzamento per il progetto ha mostrato anche l’assessore all’ambiente del Comune di Colleferro, Giulio Calamita, secondo cui “la gestione dei rifiuti è una responsabilità diretta della comunità che li produce. Con il sostegno a questo progetto vogliamo creare un’alternativa virtuosa nella gestione di questo tipo di rifiuti, rispettosa dell’ambiente, condizione imprescindibile, ed in grado di recuperare preziose risorse per creare un tessuto produttivo nuovo ed innovativo».

Per comprendere bene l’argomento, bisogna partire da un dato generale: in Europa si riciclano circa 3,3 milioni di tonnellate di Raee a fronte di una produzione che raggiunge i 9,4 milioni di tonnellate. Questo vuol dire che gran parte di questo rifiuto di lusso finisce in centri di lavorazione abusivi, oppure viene smaltito direttamente in discarica insieme ad altre tipologie di rifiuti, inquinando spesso le falde. Il giro d’affari è cospicuo e non sorprende che il primo Paese al mondo a fiutare l’affare sia stato proprio la Cina. L’Italia, invece, non ha saputo sfruttare l’opportunità e infatti oggi in questo settore è in forte ritardo. “In Italia – ci spiega Marco Gabrielli – ci sono attualmente 3.759 centri Raee, di cui circa 2.500 al Nord. Nel Lazio la situazione è addirittura paradossale, perché è una regione che produce molti rifiuti elettronici ma ha pochissimi centri autorizzati al trattamento. In questo contesto, quindi, abbiamo inserito il progetto Raee che potrà invertire la tendenza degli ultimi anni che ha visto Colleferro entrare in una crisi industriale e occupazionale senza precedenti. Anche perché – ha poi aggiunto – proprio nella nostra regione nel 2014 si è registrato quasi un 13% in più di raccolta dei Raee”. Quest’ultimo dato la dice lunga sull’espansione di questa tipologia di rifiuti e, visto che nel 2019 l’Italia dovrà raggiungere l’obiettivo di raccolta dell’85% di Raee, è fondamentale prevedere la nascita di centri di trattamento e recupero. In caso contrario saranno i centri illegali, quasi sempre legati alla criminalità organizzata, a trarne i benefici in termini di vantaggi economici e occupazionali.

“In questo progetto – continua Gabrielli – abbiamo coinvolto l’intero tessuto socio-economico della Valle del Sacco e di Colleferro in particolare. Non solo soggetti istituzionalmente preposti a preparare lo studio dal punto di vista scientifico, come l’Università di Roma La Sapienza e il CNR, ma anche le realtà industriali della zona, come Technosind, Eco Recycling e Lazio Ambiente, che è una società interamente partecipata dalla Regione Lazio, senza dimenticare l’associazione Confartigianato che ha dato un contributo importante dal punto di vista della conoscenza del territorio e della stesura dell’idea progettuale, e le organizzazioni sindacali confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che ci hanno supportato in ogni aspetto”.

A questo punto non resta che attendere l’esito della valutazione, dopodiché comincerà l’aspetto più affascinante che dovrebbe portare a dotare il territorio di un centro di recupero e trattamento dei Raee».

 

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