17 Maggio 2026
Città Metropolitana di RomaRiceviamo e pubblichiamo

Colleferro. Il Comitato residenti ribatte all’Amministrazione comunale sul rigetto del ricorso al Tar di Italcementi

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COLLEFERRO – In merito alle dichiarazioni dell’Amministrazione comunale relativamente al rigetto del ricorso al Tar presentato da Italcementi contro la Regione Lazio, riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Comitato residenti Colleferro a firma di Ina Camilli.

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«Diritto di critica nel rispetto della verità e dell’interesse pubblico

Giulio Calamita SindacoGiulio Calamita Sindaco

Il Comune di Colleferro dedica la conclusione dei suoi comunicati (la parte più importante) sul progetto di Italcementi al Comitato residenti Colleferro, senza citarlo.
Siamo entusiasti nel constatare che tutti i nostri sforzi per rappresentare lo stato dell’arte siano andati a segno.

Doverosa una prima replica scritta a distanza, ma il confronto (non lo scontro) dovrebbe proseguire in una pubblica piazza, a cui invitiamo il Sindaco Sanna, se non negherà a noi e alla Città la Sua disponibilità, a partecipare, nell’interesse dell’opinione pubblica alla conoscenza dei fatti.
Dedichiamo questo spazio alla loro esposizione dal nostro punto di vista.
Negli ultimi anni la società ha presentato diversi progetti per l’utilizzo di rifiuti nel ciclo produttivo (sia nella mescola del cemento, sia per la combustione di rifiuti solidi secondari-Css), su cui il Comune di Colleferro, nelle diverse sedi, ha mantenuto una posizione e una condotta poco chiara.
Queste le motivazioni della nostra critica valutativa.

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La Regione ha aperto i procedimenti tecnico-amministrativi di autorizzazione, a cui partecipa il Comune di Colleferro e vari Enti pubblici, oltre a comitati e associazioni, che ne facciano richiesta.
L’Amministrazione comunale, come risulta dal box regionale, non è intervenuta e non ha ritenuto di dover presentare richieste, esprimere pareri ed osservazioni, omettendo volontariamente di adottare atti inerenti la sua competenza.

Il Comitato è l’unico che ha chiesto di partecipare, che ha depositato memorie in difesa del territorio e della salute pubblica ed ha informato la cittadinanza sull’esito dell’iter procedurale, mettendo in evidenza anche il comportamento passivo, contraddittorio e incoerente dell’Amministrazione comunale.
Del resto come interpretare l’assenza ingiustificata del Comune che ospita l’impianto nelle sedi ove si decide il rilascio o il diniego delle autorizzazioni sulla base delle motivazioni che vengono avanzate? Nel box documentale il parere contrario dell’Amministrazione ai progetti di Italcementi semplicemente non c’è.
L’Amministrazione pubblica “parla” per atti ed è quello che ha fatto la Regione, che non si è limitata a far “notare questo aspetto”, ma ha recepito l’unico parere negativo presentato da un Ente pubblico, Arpa Lazio, e ha adottato un provvedimento non favorevole.

Cosa sarebbe accaduto se la società non lo avesse impugnato, presentando ricorso al Tar del Lazio? Questi i “fatti che sono sotto gli occhi di tutti”.
In tale controverso contesto, dove la società vuole portare a casa i suoi progetti e il Comune non si esprime nelle sedi autorizzatorie, mantenendo una posizione ambigua, Italcementi ha contribuito con donazioni e iniziative a favore della città.
Ciò non infrange la legge ed è in linea con la missione della società, ma ci chiediamo se l’Amministrazione si sia posta il tema della inappropriatezza/inopportunità di tali liberalità rispetto ai procedimenti in corso e ad un potenziale pregiudizio del suo ruolo di rappresentante dei cittadini.

Immaginare che le lotte ambientali a Colleferro abbiano “caratterizzato l’ultimo periodo della storia della città” è una tesi ingannevole, come sanno bene le donne e gli uomini di varie realtà, che allo Scalo si sono opposti con molta forza all’installazione degli inceneritori».

F.to Ina Camilli – Rappresentante Comitato residenti Colleferro