Colleferro. Il Comitato ex lavoratori: «Amazon, un’azienda immorale che pubblicizza di offrire opportunità ma impiega maestranze “usa e getta”». Presto una nuova manifestazione

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COLLEFERRO – A proposito della manifestazione che si è svolta ieri, 10 Maggio, a Colleferro [qui l’articolo •>], giunge in redazione un comunicato stampa degli ex lavoratori Adecco/Amazon di Colleferro.
Lo pubblichiamo di seguito.

«Si avvisano gli organi di stampa, le istituzioni e tutte le forze sindacali e sociali interessate alla vicenda, che il giorno 10 Maggio 2021 a Colleferro si sono svolte le tre manifestazioni programmate per denunciare davanti a tutti l’uso indegno da parte di Amazon di somministrazione a tempo determinato di migliaia di ex lavoratori scelti appositamente dalle agenzie per il lavoro come lavoratori svantaggiati per aggirare il tetto massimo previsto dalle norme italiane che pure dovrebbero contrastare il precariato.

Una rappresentanza di ex lavoratori del magazzino Amazon di Colleferro, assunti per pochi mesi e poi sostituiti da altro personale precario, ha manifestato ieri 10 maggio 2021 davanti al magazzino suddetto, davanti alla filiale di Adecco di Colleferro, davanti al comune di Colleferro.

Amazon non ha accettato alcun dialogo o confronto con gli ex lavoratori, limitandosi a fornire agli organi di stampa un comunicato laconico in cui viene descritta una realtà “parallela” in cui l’azienda giustifica il ricorso che fa del lavoro somministrato come temporaneo per i famosi “picchi” stagionali di maggiore flusso di vendita, per poi però dire che comunque l’azienda si serve di personale somministrato in maniera minore per tutto il periodo dell’anno.

Ricordiamo a tutti che l’attività di Amazon non ha alcuna valenza stagionale per la legge italiana, tant’è che l’azienda non può in nessun caso offrire contratti stagionali. Amazon riferisce di aver assunto attualmente per il magazzino di Colleferro oltre 350 persone a tempo indeterminato, senza dire che per la maggior parte si tratta di personale trasferito dal suo magazzino di Passo Corese, ma soprattutto si guarda bene dal fornire anche il numero dei somministrati a tempo determinato attualmente presenti nel magazzino, che sono in quantità nettamente superiore agli stessi 350 riferiti da Amazon per quanto riguarda il personale stabile.

Amazon riferisce altresì che durante i “picchi” questi numeri sono ancora più grandi, di fatto ammettendo l’uso del personale somministrato precario con le percentuali abnormi di cui gli ex lavoratori sono stati diretti testimoni. Il vero volto dell’azienda, al di là delle chiacchiere, è quello che si è presentato ieri: un’azienda immorale che pubblicizza di offrire opportunità e rispetto ai propri lavoratori, ma intanto chiude ogni cancello e ogni possibilità di dialogo con gli ex lavoratori di pochi mesi fa, ex lavoratori che sono anche esseri umani, oltre che merce lavoro usa e getta come vorrebbe Amazon.

Rimane purtroppo in piedi la questione per cui Amazon può utilizzare tutto questo personale precario e aggirare i limiti che la legge normalmente impone sull’uso del precariato, in quanto Adecco ha continuato e continua tuttora a somministrare nuovo personale precario attingendo ai lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati, cosa per cui ovviamente non c’è risposta, né da parte di Amazon, né tantomeno da parte di Adecco, che nel giorno preavvisato della manifestazione ha pensato bene di chiudere direttamente la sua filiale di Colleferro e non rispondere ad alcuna domanda.

Si sono alla fine ascoltate solo in Piazza Italia, davanti al municipio, le voci di solidarietà del Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, dirette agli ex lavoratori che esponevano la loro triste vicenda. Il sindaco si è fatto promotore di portare, insieme agli altri sindaci delle zone dove opera Amazon, la questione davanti al tavolo regionale, cosa per cui gli ex lavoratori verificheranno l’esistenza.

La questione Amazon non è affatto risolta, anzi, visto il comportamento persino irrispettoso per non aver nemmeno provato a giustificarsi davanti ai suoi ex lavoratori che chiedevano un dialogo, i manifestanti hanno consultato i sindacati che si sono interessati alla vicenda in modo che venga organizzata nel più breve tempo possibile una nuova manifestazione davanti al magazzino Amazon di Colleferro, questa volta non motu proprio degli ex lavoratori, ma a cura degli stessi sindacati.

Altresì, si sta cercando di convergere le problematiche dei lavoratori del magazzino di Colleferro con quelle dell’altro magazzino Amazon di Passo Corese, in modo da organizzare una manifestazione davanti alla regione Lazio, con la prospettiva futura di arrivare a manifestare davanti al Parlamento, per denunciare l’uso distorto delle leggi contro il precariato, in questo caso il decreto legislativo 81 del 2015 e il decreto legge 87 del 2018 (il cosiddetto decreto “Dignità”) convertito nella Legge 96 del 2018, che fissano dei tetti al precariato ma consentono purtroppo un precariato senza limiti dei lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati.

Temiamo che Amazon sfrutterà questo sistema anche nei suoi prossimi magazzini in futura apertura previsti a Fiumicino e altrove in Italia, nell’angosciante silenzio delle istituzioni che per il momento consentono questo mercimonio di persone bisognose di lavoro.

Gli ex lavoratori di Colleferro hanno avuto modo di incontrare alcuni lavoratori dello stabilimento Amazon di Passo Corese che, a distanza di anni dall’apertura del magazzino, hanno lamentato lo stesso uso che fa Amazon dei somministrati a tempo determinato in tutti i periodi dell’anno.

Anche attualmente, nello stabilimento di Passo Corese, il numero dei somministrati a tempo determinato supera abbondantemente il numero dei lavoratori stabili assunti dall’azienda.

Stiamo cercando di unire tutte le testimonianze e i dati che confermano il sistema scientemente usato da Amazon, con la diretta complicità delle agenzie per il lavoro, nella selezione e nell’utilizzo di lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati che le norme di legge purtroppo sembrano consentire oltre il tetto massimo previsto normalmente, tutto a danno proprio delle categorie di lavoratori più “deboli”.

Ribadiamo la volontà di manifestare, insieme ai lavoratori precari ed ex lavoratori di Passo Corese, davanti alla sede della Regione Lazio. Sospettiamo fortemente che lo stesso sistema di sfruttamento del precariato dei lavoratori svantaggiati sia stato e venga attualmente utilizzato in tutti gli stabilimenti Amazon d’Italia, per cui sarà fatta manifestazione di denuncia davanti al Parlamento italiano, per chiedere a gran voce che le norme che regolano la somministrazione di lavoro a tempo determinato, contenute nel decreto legislativo 81 del 2015 e nel successivo decreto legge 87 del 2018, vengano riviste alla luce dell’uso distorto che ne fa scientemente Amazon e, temiamo, altre aziende».

F.to Comitato Manifestazione ex lavoratori Adecco/Amazon di Colleferro

 

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