“Colleferro Hospital – The Day After”. I conti non tornano. Ma non si può ridurre tutto ad una mera “questione di numeri”…

Nola Ferramenta Natale 2021Nola Ferramenta

COLLEFERRO (RM) – “Colleferro Hospital – The Day After”… Potrebbe suonare bene come titolo di un film d’azione, anche se di azioni da poter compiere ne sono rimaste ben poche e poi, purtroppo, non si tratta un film.

Stiamo facendo riferimento al comunicato stampa diramato nella tarda mattinata di ieri, Domenica 5 Luglio, dai Sindaci del territorio, all’indomani dell’incontro/trattativa fiume che li ha visti contrapposti al Direttore della “Cabina di regia” della Sanità del Lazio Alessio D’Amato, sulla questione relativa alla chiusura/trasferimento dei reparti di Ostetricia/Ginecologia e di Neonatologia/Pediatria dall’Ospedale di Colleferro a quello di Palestrina…

Stagione Teatrale Vittorio VenetoStagione Teatrale Vittorio Veneto

Se vogliamo tornare alla metafora di apertura… più che di un film d’azione, forse potrebbe trattarsi di un film giallo…
Il “giallo” è quello relativo al numero dei nati riportato all’interno del comunicato stampa.
Il dato dichiarato è 164 e si riferirebbe al periodo Gennaio-Maggio.
E se così fosse – volendo fare degli irrealistici calcoli matematici, come è stato fatto dai rappresentanti del Comitato Nazionale per la Bioetica – i conti tornano: facendo una semplice media matematica (e qui è l’irrealismo) 164 : 5 = 32,8 x 12 = 393,6 ≈ 394. Ed è proprio 394 il dato stimato (delle nascite presso il reparto di Ostetricia di Colleferro a tutto il 31 Dicembre) dai rappresentanti del Comitato Nazionale per la Bioetica.

Nascitexanno-Ospedale-di-Colleferro

Ma dai registri del reparto risulta che il dato relativo alle nascite nel periodo Gennaio-Maggio 2015 è diverso (vedi tabella qui sopra).
Secondo i dati in nostro possesso, i parti (e non i nati, dal momento che vi sono stati almeno un paio di parti gemellari), a tutto il 31 Maggio 2015, sono 178.
Facciamo di conto… 178 : 5 = 35,6 x 12 = 427,2 ≈ 427…
La distanza dal famigerato tetto dei 500 nati è un po’ meno distante…

Ma andiamo invece a fare due conti realistici… o almeno… statistici (ponderati)…
Ogni area territoriale ha, come dire… le sue “abitudini”, ed infatti – nel caso specifico – l’andamento delle nascite nel territorio di riferimento dell’Ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro non è costante nel corso dell’anno. Anzi, generalmente nel secondo quadrimestre dell’anno viene registrato un significativo aumento delle nascite, rispetto ai restanti due quadrimestri. Più in particolare, nell’ordine, i quadrimestri più “prolifici” sono il 2°, il 3° ed il 1°.
Guarda caso, l’intervallo di tempo considerato, per poi fare una mera media matematica, comprende integralmente il quadrimestre “meno prolifico” (anche su base semestrale – come espresso in tabella – il calcolo ponderato indica proiezioni su base annua diverse)…
Ma non si era detto di rivalutare la situazione a tutto Ottobre 2015?
Perché questa brusca accelerazione? Forse perché le proiezioni “ponderate”, ad ottobre, avrebbero fornito dati troppo favorevoli al mantenimento dei reparti?

In quel comunicato dei Sindaci del territorio si fa riferimento ad una non meglio precisata “sicurezza sanitaria” dei cittadini (rileggilo qui •>). In particolare, con riferimento ai parti, si “lamenta” l’eccessivo numero di parti con taglio cesareo. Anche qui, la valutazione del dato numerico non tiene conto della realtà… Si è fatto il calcolo di quanti parti con taglio cesareo erano “inevitabili” in quanto le gestanti avevano già partorito in precedenza con parto cesareo?
E se si “lamenta” il non utilizzo della “terapia del dolore” (puntura epidurale – che farebbe abbassare la percentuale dei parti con taglio cesareo), perché non si osserva che era stata in precedenza contingentata la presenza degli anestesisti necessari per tale procedura?
Guarda caso con la “promessa” terapia intensiva, tale pratica avrebbe potuto essere implementata senza alcun problema…

Comunque la si giri, la sensazione che prevale è quella di una decisione presa a qualsiasi costo, senza se e senza ma, ed in maniera assolutamente indipendente da una reale valutazione logistica e congiunturale del territorio che si va a colpire.

Nonostante quanto fin qui esposto, va comunque lodato e plaudito l’impegno ed il lavoro svolto dai Sindaci del territorio i quali, ne siamo certi, ce l’hanno messa tutta…

Reparti-secondo-atto-aziendale
Purtroppo molte delle “concessioni risarcitorie” erano già previste dall’Atto Aziendale (vedi foto qui sopra – click sull’immagine per ingrandire) e, tornando ai reparti chiusi, resta la questione relativa al reparto di Pediatria. Su quel reparto non è stata nemmeno fatta una questione di numeri…
Chiuso e basta!

Non stiamo qui a ritirare fuori la storia delle problematiche relative all’inquinamento dell’aria ed all’effetto che ha sui bambini… Non lo facciamo perché se si decide di “chiudere il reparto di Pediatria e basta”, evidentemente non vi è la sensibilità necessaria verso questo tipo di problematica…
Se poi si pensa che sostituire dei reparti di ospedale che hanno sempre lavorato con serietà e professionalità, con degli ambulatori di analoga branca, possa avere un senso… allora lo si faccia pure, ma non si parli di “sicurezza sanitaria”, anche perché di cronaca sulla “malasanità” non vorremmo proprio farne…

Ostetricia-Ginecologia-Neonatologia-Ospedale-Colleferro

Allargando poi lo sguardo alla Sanità nel Lazio, bisogna ammettere che sta vivendo un momento estremamente delicato.
Se da un lato gli artefici della riorganizzazione complessiva del Servizio Sanitario Regionale – il Presidente Nicola Zingaretti e la “cabina di regia” diretta da Alessio D’Amato – sono corroborati da ottimistiche previsioni di bilancio, dall’altro, nei territori, non tutti gli interventi vengono vissuti con altrettanto fervore.
La questione del Forlanini, l’accorpamento delle Asl RmA e RmE, quello dell’Asl RmB con la RmC, il taglio del 38% delle Uoc (unità operative complesse = reparti) e dunque dei primari (da 1774 a 1090 – risparmio=20mln annui)) e tutta una serie di stravolgimenti stanno cambiando la faccia della Sanità pubblica nel Lazio.
Lo scopo è quello di arrivare a fine anno avendo creato le condizioni per uscire dal commissariamento della Sanità Laziale.
E il tutto passerà, oltre che per gli accorpamenti e le riorganizzazioni delle Asl, anche attraverso la valutazione dei Direttori Generali (prevista per fine estate) il cui zelo in questi mesi rasenta l’inverosimile…
Meno reparti – dicevamo – uguale meno primari; meno Asl uguale meno Direttori Generali…
Hai visto mai che a Caroli scotti la poltrona…?

Una nota: il ricorso al Tar dal Lazio fatto per la chiusura dell’Ospedale di Anagni è stato rigettato perché presentato da semplici cittadini e non da Enti Locali…

Sia chiaro un concetto: non pensiamo che bisogna mantenere ospedali e reparti “costi quel che costi” ai bilanci…
Riteniamo che non si debba fare il contrario, “costi quel che costi”… alla collettività.

Altre note…

Per correttezza, oggi, 6 Luglio, non è “The Day After” (il giorno dopo), è proprio il giorno di totale cessazione delle attività dei Reparti di Ostetricia/Ginecologia e di Neonatologia/Pediatria presso l’Ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro.

Un augurio particolare a Giulia, l’ultima nata all’Ospedale di Colleferro…
Ironia della sorte, si chiama Giulia anche l’ultima nata del mese di Maggio, mese in cui… hanno “chiuso i conti”…

La-comunicazione-630

Giulio Iannone

 

Potrebbero interessarti anche...

Top