Colleferro ha celebrato il Settantesimo anniversario del voto alle donne “1946-2016” con un dibattito organizzato dall’Anpi [FotoeVideo]

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COLLEFERRO (RM) – L’Amministrazione Comunale di Colleferro ha voluto ricordare il Settantesimo anniversario del voto alle donne “1946-2016”, con un dibattito organizzato dall’Anpi-Colleferro “La Staffetta Partigiana” e patrocinato dal Comune che si è tenuto in Aula Consiliare lo scorso Lunedi 6 Giugno.

Hanno partecipato all’interessante e seguitissimo evento la Prof.ssa Patrizia Gabrielli, Docente di Storia Contemporanea e di Genere all’Università di Siena -Sede di Arezzo e Vittoria Tota, Responsabile Nazionale Udi-Unione Donne Italiane ed il Sindaco Pierluigi Sanna, ha moderato la prof.ssa Amalia Perfetti-Presidente Anpi-Colleferro.

Dopo i saluti ed i ringraziamenti che Amalia Perfetti ha voluto rivolgere all’Amministrazione per la disponibilità e collaborazione, ha letto un messaggio di Marisa Ombra-Vice Presidente Nazionale Anpi, impossibilita a partecipare per sopraggiunti impegni.

Il Sindaco nel suo breve intervento ha sottolineato l’importanza di una solida ed articolata memoria storica da trasmettere alle nuove generazioni. La parola è stata lasciata quindi alle illustre ospiti.

Patrizia Gabrielli ha ripercorso il lungo cammino delle donne per il raggiungimento del traguardo epocale del voto, ottenuto grazie all’impegno e alla presenza delle associazioni politiche delle donne e dei partiti di massa, che presero consapevolezza del ruolo determinante delle donne durante gli anni terribili della guerra. Non fu un cammino facile, in quanto l’antisuffragismo tagliava trasversalmente i partiti politici ed era fortemente presente nella società italiana.
Le donne andarono in massa a votare con una percentuale pari all’89,2% delle aventi diritto e furono elette 21 donne, alcune di loro divennero grandi personaggi, altre rimasero a lungo nelle aule parlamentari, altre ancora, in seguito, tornarono alle loro occupazioni. Tutte, però, con il loro impegno e le loro capacità, segnarono l’ingresso delle donne nel più alto livello delle istituzioni rappresentative.
È stata una riflessione che ha abbracciato gli ultimi settant’anni di storia repubblicana, concedendosi anche uno sguardo al futuro legato al problema della rappresentanza, un passaggio importante per l’emancipazione femminile che nel corso del tempo ha fatto passi da gigante. Oggi è aumentata la presenza nelle istituzioni, nel mondo del lavoro, in settori importanti e I, ma purtroppo occorre, per sancire un determinante ruolo delle donne, instillare nella società tutta, rispetto e consapevolezza.

Patrizia Gabrielli nella sua ultima pubblicazione dal titolo “Il primo voto: elettrici ed elette” ha ricostruito la partecipazione femminile tra la guerra ed i primi anni della Repubblica, con particolare attenzione alla figura politica e biografica delle donne elette, frutto di una ricerca attenta ed appassionata, che pone in evidenza eventi certezze e contraddizioni, traguardi raggiunti e percorsi da costruire.

Vittoria Tola, è responsabile nazionale dell’Unione donne Italiane e Consulente del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo intervento è stato centralizzato sulla conquista del diritto di voto alle donne, sottolineando che per affrontare le sfide terribili che abbiamo davanti, dobbiamo prendere piena consapevolezza della attuale situazione che il presente ci costringe a vivere con grande preoccupazione.
Un viaggio nella storia della nostra Italia partendo dall’acquisizione dei diritti politici e civili alla critica dei modelli culturali maschili dominanti, dall’emancipazione delle donne alla differenza di potere tra la differenza di genere.
Una storia che parte da un conflitto che segnò l’esistenza quotidiana delle persone, sconvolgendo abitudini, sentimenti, affetti e portando dolore e lutto ed in questo scenario terribile donne e uomini si adoperarono per ricostruire una coesione civile. Non ha mancato poi di evidenziare altre battaglie storiche che videro le donne protagoniste come il divorzio e l’aborto.
Riallacciandosi poi alla tematica del suo libro “Fare storia, custodire memoria 1945-2015 – I primi 70 dell’Udi” che raccoglie ricerche storiche, memorie e testimonianze che rivelano vicende sconosciute, fatti e aspetti inediti, ha posto in evidenza un’altra interpretazione della Storia: quella delle donne della Resistenza. Temi che sembrano lontani, ma che si intrecciano con l’oggi, in un tempo in cui le donne non sono escluse, ma sempre più spesso vedono ridotti i propri diritti. Oggi più che mai è necessario che le donne siano con più forza protagoniste in un mondo in profonda e radicale trasformazione economica, tecnologica e sociale.

 

Eledina Lorenzon

 

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