Colleferro ha celebrato il 12 Novembre, la “Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) –È stata celebrata, nella mattina di oggi, 12 Novembre, dall’Amministrazione Comunale di Colleferro la “Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”, istituita dal Parlamento con la Legge 12 Novembre 2009 in concomitanza dell’anniversario del tragico attentato di Nassiriya (Iraq).

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In quell’infausto giorno di 18 anni fa persero la vita, in un inferno di polvere, fuoco e sangue, in quella che era definita missione militare “Antica Babilonia”, ben 12 Carabinieri: Andrea Filippa, Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Horacio Majorana, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi e Alfonso Tricone; i militari dell’Esercito Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Alessandro Carrisi, Emanuele Ferrero e Pietro Petrucci che scortavano la troupe del regista e sceneggiatore Stefano Rolla con il cooperatore Marco Beci, impegnati nelle riprese per un documentario sulla ricostruzione del Paese iracheno.
Non vanno dimenticati anche 9 iracheni che persero la vita nell’attentato e le 58 persone che rimasero ferite.
Fu il più grave attacco subito dall’esercito italiano dopo la Seconda guerra mondiale. 

Questa mattina erano presenti alla cerimonia in Piazza Nassiriya, il Sindaco Pierluigi Sanna, il Presidente del Consiglio Comunale Emanuele Girolami, l’Ass. Marco Gabrielli, diversi Consiglieri comunali. Presenti anche il Cap. Vittorio Tommaso De Vita, Comandante la Compagnia Carabinieri di Colleferro, il suo omologo della GdF, il Sostituto Commissario Massimo Bruni del Commissariato della Polizia di Stato, il Comandante la Stazione Carabinieri di Colleferro M.llo Antonio Carella, la Comandante della Polizia Locale d.ssa Antonella Pacella, rappresentanti dell’Associazione Arma dei Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Bersaglieri e della Croce Rossa Italiana, oltre a numerosi cittadini.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro ed un commosso momento di raccoglimento – scandito dalle note del “silenzio” eseguito dalla Banda dei Bersaglieri in congedo E. Toti – Don Nando Brusca, Cappellano del locale ospedale, ha recitato una preghiera e dato la benedizione.
In un breve intervento ha poi ricordato come questo anniversario rinnova il dolore per una ferita che non può essere dimenticata. Questi uomini erano figli, mariti, padri, fratelli, con le loro debolezze e fragilità, ma hanno saputo sacrificarsi per la sicurezza, la pace e la stabilità in aree di crisi, nella speranza di un futuro migliore.

Il Sindaco Pierluigi Sanna ha ringraziato le Forze Armate presenti, in rappresentanza delle donne e degli uomini in divisa che, con grande coraggio, operano quotidianamente per la sicurezza e la salvaguardia della democrazia e della libertà, sia nel nostro Paese che nelle zone di guerra nel mondo a difesa di popolazioni oppresse.
Un particolare ringraziamento ha rivolto loro, unitamente alla Croce Rossa Italiana, per il lavoro svolto in questi quasi difficili anni di pandemia, per la loro vicinanza alla popolazione.

Ha poi proseguito sottolineando come anche oggi, viviamo momenti di tensione e venti di guerra e come l’Italia rappresenti un esempio nel percorso di condivisione e solidarietà, teso ad affermare i valori universali dei diritti umani in ogni contesto in cui si trovi ad operare.

Non possiamo lasciarci prendere dallo sconforto, visto anche il doloroso epilogo della missione di pace in Afghanistan, dove i Talebani hanno ripreso il controllo negando alla popolazione, soprattutto quella femminile, la libertà sia personale che culturale, ma credere fortemente che la via del dialogo sia l’unica perseguibile, per affermare una cultura della pace.
«Pensiero e vicinanza a quanti ancora oggi sono impegnati nelle missioni internazionali per la pace, a loro, come ha affermato il Presidente della Repubblica, nel messaggio inviato al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, vanno l’apprezzamento e la gratitudine del Paese».