Colleferro. Grande successo per “Le lezioni americane” con Giorgio Albertazzi al “Vittorio Veneto” (FOTO)

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COLLEFERRO (RM) – Il rinnovato Teatro Vittorio Veneto di Colleferro gremito in ogni ordine di posto per applaudire un grande attore che con i suoi novant’anni anni, portati in modo egregio, ha saputo incantare ed appassionare il pubblico presente.

Giorgio Albertazzi ha infatti portato in scena Venerdi 10 Gennaio “Lezioni americane“, spettacolo non nuovissimo, una delle prime rappresentazioni risale ad inizio 2000 al Teatro Nazionale di Roma, ma che, ad ogni nuova messa in scena, riesce a trasmettere sensazioni ed emozioni uniche. Novanta minuti di grande spettacolo, una scenografia ridotta all’essenziale: una scrivania piena di libri, un computer, quadri sovrapposti rappresentanti figure indefinite, una giovane assistente francese interpretata dall’attrice Stefania Masalae la violoncellista Anca Pavel a coadiuvare il conferenziere, e protagonista la parola e l’attore che si fa portatore della sua irruenza, della sua pacatezza, del suo sussurro…….

Le “Lezioni americane” sono cinque conferenze dedicate a “Leggerezza”, “Rapidità”, “Esattezza”, “Visibilità” e “Molteplicità”, scritte nel 1985 da Italo Calvino per le “Charles Eliot Norton Poetry Lectures” della Harvard University, primo italiano a parlare. Purtroppo la morte colpì l’autore alcuni mesi prima di partire per l’America, e quindi questi scritti rimasero a giacere tra le carte dell’autore. Alcuni anni dopo la moglie, Ester Calvino, le fece pubblicare con questo titolo complessivo di “Lezioni americane”, ed il sottotitolo “Six memos for the next millennium”, sei proposte per il prossimo millennio. In realtà le lezioni sono cinque, una sesta dal titolo “Consistenza” sarebbe stata scritta da Calvino in America.

Nella trasposizione teatrale il testo di Calvino diventa spunto iniziale – la “Leggerezza” che si fa canovaccio da cui prendere spunto per analizzare la letteratura ed i suoi protagonisti: Lucrezio, Ovidio e le “Metamorfosi”, Cavalcanti ed il dolce stil novo, Dante, con la declamazione del quinto canto della Divina Commedia che narra l’amore di Paolo e Francesca, Boccaccio e le sue novelle, D’Annunzio e “La pioggia nel pineto”, “Amleto” di Shakespeare, Eugenio Montale e la poetica delle sue “Riviere”, Milan Kundera e la sua “Insostenibile leggerezza dell’essere”. Mentre l’attore segue il percorso letterario per un’immaginaria conferenza, una telecamera scopre lui ed i suoi appunti, e proietta immagini in diretta o registrate (alcuni spezzoni della memoria teatrale e cinematografica di Albertazzi) in un dialogo tra letteratura, teatro, video e musica. A conclusione il racconto de “il cavaliere del secchio” di Kafka, la fiabesca metafora del secchio magico, fantastica cavalcatura capace di trasformare un uomo povero e perdente in un eroico e vincente cavaliere. Un secchio vuoto da riempire ed allora l’attore, anzi l’uomo Albertazzi si chiede di che riempire questo spazio per salvarci dall’abbrutimento sociale in cui purtroppo siamo caduti.

Ed ecco il ritorno alla bellezza che ancora una volta salverà il mondo: la cultura e con essa le arti tutte dalla pittura alla scultura, dalla prosa alla poesia, ed infine il teatro saranno i mezzi della nostra rinascita. Il Direttore Artistico del Teatro-Stefano Raucci e del Consigliere-Delegato alla Cultura Mario del Prete di hanno consegnato una targa- ricordo dell’evento a Giorgio Albertazzi ed il pubblico, quanto mai attento e partecipe, tutto in piedi ha lungamente applaudito.

Eledina Lorenzon

 

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