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Colleferro. “Due secoli a cavallo di due millenni tra storia e Sanremo”. Un accattivante “storytelling” che ha riscosso un grande successo

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COLLEFERRO – Non sono certo andate deluse le aspettative dello “storytelling” “Due secoli a cavallo di due millenni tra storia e Sanremo”, che è “andato in scena”, con il patrocinio del Comune di Colleferro, nella Biblioteca comunale nel pomeriggio di Domenica 3 Marzo.

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Uno spettacolo davvero godibile in tutti i suoi aspetti: dalla vera e propria narrazione degli eventi che si sono susseguiti nella vita socio-politico-culturale della nazione negli ultimi 74 anni (da quando è iniziato il Festival di Sanremo, appunto), alle esibizioni dei giovani musicisti e cantanti dell’Accademia musicale Ars Nova, con cover di canzoni che hanno fatto, per un motivo o per l’altro, la storia del festival, della musica e… della società italiana.

Dall’inizio alla fine. Dal passato al futuro. Dai monologhi del festival, alle canzoni “rimaneggiate” per allinearsi ad un… “politically correct” che oggi sembrerebbe fuori tempo, almeno per i contenuti, ma non del tutto… fuori uso.

RI...BELLI ParrucchieriRI...BELLI Parrucchieri

Dopo i saluti istituzionali del Vicesindaco Giulio Calamita, ad aprire l’incontro è stata l’introduzione di Paola Di Rosa.
Saltando da un ospite illustre all’altro della storia del festival, si è subito entrati chiaramente nello spirito dello “storytelling” nel suo complesso.

«Il Festival di Sanremo è uno strano ritratto, di ciò che è il nostro Paese in quel momento, di ciò che vorrebbe essere e di ciò che non riesce a nascondere».
E così vengono messe in evidenza le «tematiche di forte impatto sociale: il rapporto tra i generi, la crisi ambientale, la degenerazione umana, il potere di dare una svolta a un mondo in “caduta libera”».
Temi che permeano le canzoni, le modellano, le fanno diventare tali… magari anche con qualche “aggiustamento” prima di “andare in scena”…
E di anno in anno, hanno fotografato, direttamente od indirettamente, l’umore sociale, e talvolta anche l’essenza del momento.

Si entra nel vivo con il Festival di Sanremo – e la sua storia, con i suoi vincitori e vinti – che diventa la nostra storia, un racconto parallelo della nostra vita…

Il Passato.
Dalla prima edizione a quella della 2022, il pubblico – che ha letteralmente gremito gli spalti – è stato accompagnato dalla narrazione di Lucia Salfa ed Alessandro Ceci.
La prima – magistralmente interpretando un umanizzato Festival – a condurre la narrazione; il secondo a scandire puntualmente la cronologia degli eventi che hanno caratterizzato la storia, quella reale, fuori dal foyer del Teatro Ariston, fino al Sanremo con i palloncini al posto del pubblico, a causa del Covid.

Il Presente.
La cronologia degli eventi qui s’infittisce. Si va avanti mese per mese, accompagnati da Ettore Zanca e da Emanuele Girolami che, in un nemmeno troppo ideale racconto alla figlia Sara, parte dall’inizio della guerra russo-ucraina (24 Febbraio 2022) ed arriva fino ai giorni nostri.

Il Futuro.
Ovviamente senza riferimenti cronologici, Chiara Mulliri, “tira un po’ le fila” dell’intero storytelling, in un’epoca della quale non faranno più parte attiva i “boomer” e che vedrà protagonista, almeno all’inizio, i Millennials, quelli della Generazione Z, ai quali si pongono diverse domande – ma su temi specifici – senza per questo dare risposte…

Lo storytelling con i riferimenti più attinenti all’atmosfera sanremese ha ricordato i momenti più particolari ed i cantanti le cui vicissitudini di vita sono state molto legate al festival, da Luigi Tenco, a Mia Martini, a Rino Gaetano…
E parlando di musica sono stati quanto mai funzionali gli intervalli musicali degli allievi dell’Accademia Musicale Ars Nova accompagnati al pianoforte dal M° Marco Villan, dai piccoli cantori del Coro “Little Stars” – con la solista Ester Casagrande e diretti dal M° Alessandra Fralleone – e la partecipazione straordinaria di Ettore Zanca, qui in veste di cantante oltreché di “storyteller”.
Le doti canore di Nicoletta Schifalacqua, Sofia Damizia, Christian Cacciotti, Angelica Carapellotti, Luigi Guerra, Martina Scalia, Gabriele Pagliaro, Lorenzo Fiorini ed Eleonora Schiavella (nella doppia veste di cantante e pianista) hanno allietato il pubblico che è rimasto presente numeroso fino alla chiusura di un ideale sipario, sulla musica – e la voce (anche del pubblico) – di “Nel blu, dipinto si blu”, con ringraziamenti a tutti ed in particolare alla “padrona di casa” della Biblioteca, Emanuela Grazi.