Colleferro. “Dottrina sociale della Chiesa – Le ragioni della nascita”. Una conferenza interessante e coinvolgente

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stata interessante e coinvolgente la conferenza nella Sala Consiliare del Comune di Colleferro dal titolo “Dottrina sociale della Chiesa – Le ragioni della nascita”.

L’evento, organizzato dall’Amministrazione Comunale con la collaborazione dell’Ing. Gianfranco Siniscalchi, è stato l’occasione per approfondire le complesse implicazioni storiche, sociali ed economiche della questione sociale che interessò tutto il Novecento e di grande attualità anche oggi.

Erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, i Proff. Rocco Pezzimenti, Alberto Lo Pesti, Eliana Versace, l’Ing. Gianfranco Siniscalchi, il Presidente della Compagnia dei Lepini Quirino Briganti ed un pubblico numeroso e partecipe.

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L’argomento trattato, per la complessità e vastità, è stato suddiviso in quattro diversi temi trattate dai valenti relatori, tutti docenti della Lumsa (Libera Università Maria Ss. Assunta) di Roma e precisamente: Prof. Rocco Pezzimenti – Perchè è nata la Dottrina Sociale della Chiesa; Prof. Alberto Lo Presti-La questione antopologica della Dottrina; la Prof.ssa Eliana Versace – Giovan Battista Montini, Il mondo del lavoro e la questione sociale ed infine l’ing. Gianfranco Siniscalchi – Paolo VI a Colleferro Città operai, Testimonianze.

ll Prof. Pezzimenti, autore del Saggio “Perché è nata la dottrina sociale della Chiesa? Tra magistero e pensiero” edito da Rubettino, ha dedicato la sua riflessione alla Lettera Enciclica Rerum Novarum, promulgata il 15 maggio 1891 da Leone XIIe che costituisce un documento ancora oggi fondamentale della dottrina sociale del cattolicesimoI, evidenziando come essa non sia scaturita solo per motivi non solo di ordine sociale ed economico, ma accanto a questi è necessario includere anche quelli di natura teologica, politica e pedagogica.

L’Ottocentro fu sicuramente un anno segnato da nuove ideologie e Leone XIII intendeva ribadire che “il Cristianesimo è l’unica possibilità di un’autentica salvezza”.
Mons. Gioacchino Pecci, con il nome di Leone XIII, succede a Pio IX al soglio pontificio, dopo essere stato nel 1843 Nunzio Apostolico a Bruxelles, città per tanti versi in fermento e dove erano confluiti intellettuali e rivoluzionari di varie estrazioni, dai liberali ai socialisti. Da qui prende le mosse l’insegnamento sociale cristiano del nuovo Pontefice.

Al Prof. Alberto lo Presti il compito di afffrontare il tema “la questione antropologica della Dottrina”, evidenziando come, in mezzo all’imperante relativismo che lascia soli ed angosciati soprattutto i più deboli e molti giovani, occorre imparare ad essere veri cristiani.

La Prof.ssa Versace, studiosa dei rapporti tra Chiesa e Politica in Italia con particolare riferimento alla figura di Paolo Vi, partecipando anche alla stesura della Positio per la sua causa di beatificazione avvenuta il 14/10/18. Il suo intervento ha messo in evidenza come per Papa Montini la via intrapresa dalla Chiesa, sia il dialogo e questo sin dai suoi anni sia universitari e successivamente quale Vescovo di Milano, cercò sempre di interessarsi delle condizioni della classe operaia .

Le sue encicliche dalla Populorum progressio sullo sviluppo dei popoli e sul problema dei paesi in via di sviluppo, segnalando l’aggravamento degli squilibri tra popoli ricchi e popoli poveri, riconosceva il diritto di tutti i popoli alla libertà, alla liberazione dalla miseria, dalla fame, dalle malattie e dall’ignoranza, alla Evangeli Nuntiandi dove pose le basi per pensare la dottrina della Chiesa nell’evangelizzazione, dall’Octogesima adveniens dedicata al tema dell’ideologia e della politica sino all’Humana vitae dedicata al tema dell’amore e della procreazione, rappresentano pietre miliari della grande opera di un Papa, attento e cosciente della complessità del mondo moderno .

All’Ing. Gianfranco Siniscalchi il compito di chiudere l’interessante incontro ricordando la visita di Paolo VI alla città industriale di Colleferro, tappa nel viaggio di nel rientro a Roma Domenica 11 Settembre 1966, dopo il suo pellegrinaggio a Carpineto Romano, terra natale di Leone XIII.

È stata trasmessa una parte del discorso che il Papa rivolse agli operai e l’esortazione che più ha commosso, anche a distanza di oltre cinquant’anni, resta: «Perché sono venuto? La presenza lo dice più che il discorso: sono venuto per dirvi che la Chiesa ama il mondo del lavoro, ama i lavoratori, gli operai, tutti quelli che svolgono un’attività secondo il modo con cui il lavoro moderno è organizzato, e con la psicologia, le esigenze le angustie che esso porta con sé. Sono venuto ad assicurarvi dell’affetto, della solidarietà, dell’interesse che la Chiesa ha per voi».

 

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