17 Settembre 2026
Città Metropolitana di RomaRiceviamo e pubblichiamo

Colleferro. Dal Comitato di Quartiere Murillo: «Lettera aperta sulle cave di Segni – Oltre la burocrazia dei dati, serve una visione ambientale reale…»

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COLLEFERRO – Non accenna a lenirsi la polemica relativa alle cave di Segni e alla “diatriba” tra il Sindaco di Segni Moffa e il Comitato di Quartiere Murillo di Colleferro.

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del Comitato di Quartiere Murillo.

«Oggetto: Lettera aperta sulle cave di Segni – Oltre la burocrazia dei dati, serve una visione ambientale reale

Gentile Direttore,

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leggo con forte preoccupazione le recenti dichiarazioni del sindaco di Segni rilasciate dall’interno della Cava di San Bruno, all’indomani della sospensiva del Tar.

Ascoltare Silvano Moffa che spiega ai cittadini di Colleferro i dati dell’Arpa sulle polveri sottili (PM10) assicurandoli sulla assenza di impatti ambientali è come affidare a Dracula la gestione della banca del sangue; soprattutto se si considera la sensibilità ambientale, dimostrata, dallo stesso sindaco, nella gestione della discarica di Colle Fagiolara e dei due termovalorizzatori.

Il sindaco di Segni rassicura che “la media annuale” delle polveri sottili rientra nei limiti. Tuttavia, i comitati per la salute pubblica – Cdca (Centro di documentazione sui conflitti ambientali); Retuvasa (Rete per la tutela della Valle del Sacco); UGI (Unione giovani indipendenti) – rilevano che questo dato nasconde i picchi acuti giornalieri di PM10 e PM2.5 causati dal continuo transito dei camion nei giorni lavorativi, i quali impattano gravemente sulla salute dei residenti delle zone adiacenti.

La media annuale, essendo una sintesi aritmetica delle medie giornaliere, non riflette l’esposizione reale della popolazione. Le medie sulle 24 ore tendono infatti a diluire i picchi di concentrazione che si verificano durante le otto ore lavorative. In questo modo, concentrazioni istantanee estremamente elevate vengono spalmate su l’intera giornata, mascherando il livelli critici di tossicità a cui i cittadini sono esposti nelle ore di massima attività.
É come dire che una mano sul ghiaccio e l’altra sul fuoco danno una temperatura media accettabile: sulla carta tutto torna, ma nella realtà il cittadino si scotta.

L’intervento del sindaco di Segni omette, inoltre, di considerare che le centraline di rilevamento dell’ARPA sono collocate in aree distanti chilometri dal sito della cava (nello specifico, in viale 25 Aprile e via Oberdan) essendo destinate al monitoraggio della qualità dell’area sull’intero territorio comunale. Di conseguenza, i dati raccolti non riflettono l’effettivo impatto ambientale sulla comunità limitrofa al sito estrattivo, alterando la percezione della reale situazione locale.

La tutela della salute e dell’ambiente non può essere ridotta a una media matematica stagionale; amministrare un territorio richiede una visione d’insieme lungimirante che si distacca nettamente dall’orizzonte di breve periodo espresso dalla politica di piccolo cabotaggio dall’Amministrazione Segnina.

Le dichiarazioni del sindaco tralasciano infatti criticità macroscopiche e non più tollerabili quali:

  • Mancata piantumazione: Non si fa menzione dell’assenza di interventi strutturali per la piantumazione e il ripristino ambientale dei siti già scavati, lasciando il paesaggio ferito e privo di bonifica.
  • Abbattimento delle polveri inesistente: Manca una reale attività di mitigazione delle polveri sottili subito dopo le operazioni di escavazione, così come è assente l’adozione obbligatoria delle vasche di decantazione per le ruote dei camion all’uscita dai siti, con la conseguenza che i mezzi pesanti disperdono detriti e polvere sulle strade pubbliche.
  • Inquinamento acustico e uso di mine: Viene ignorato il grave inquinamento acustico causato dai macchinari di macinazione del calcare.
    A questo si aggiunge l’impatto psicologico e strutturale dell’uso incontrollato delle mine, le cui esplosioni fanno tremare sistematicamente le mura delle abitazioni sottostanti, minando la serenità e la sicurezza dei residenti.
  • Esclusione di altre matrici ambientali: Il Sindaco si concentra esclusivamente sulla qualità dell’aria, omettendo l’impatto delle polveri di cava sulle falde acquifere superficiali e il rischio di sversamenti legati ai mezzi meccanici.

La realtà che emerge da questa gestione è amara: le due imprese economiche che operano nel settore dell’escavazione riescono a rimanere competitive e a stare sul mercato solo grazie al risparmio derivante dalla mancata adozione di queste fondamentali misure di sicurezza e rispetto ambientale. Tale condotta configura una indebita esternalizzazione dei costi sociali a danno della collettività.

Un’amministrazione lungimirante dovrebbe pretendere il rispetto rigoroso di questi standard, anziché farsi scudo dietro a una sospensiva legale. La numerosa comunità sottostante il sito estrattivo merita una qualità della vita reale, non una conformità burocratica sulla carta.

Distinti saluti,

Comitato di Quartiere Murillo

 

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