Colleferro. “Dal colore al suono. Storia di una vita in Arte”, mostra antologica dedicata ad Aldo Carlan. Inaugurazione Venerdì 31 Maggio negli spazi espositivi del Palazzo ex Direzione Bpd

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COLLEFERRO – Sarà inaugurata Venerdì 31 Maggio alle ore 18.30, negli spazi espositivi del Palazzo ex Direzione Bpd di Corso G. Garibaldi 22 a Colleferro, la mostra antologica “Dal colore al suono. Storia di una vita in Arte” dedicata ad Aldo Carlan a venti anni dalla scomparsa.

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Saranno in esposizione una selezione di opere, tra disegni, acquerelli e dipinti ad olio, che tracciano un percorso artistico che copre oltre settanta anni di attività.

In occasione dell’inaugurazione avverrà la prima esecuzione assoluta delle musiche per violino composte proprio da Aldo Carlan.
Ad eseguirle saranno il M° Fatmira Fati ed il M° Silvia Vicari.

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La mostra rimarrá aperta dal 31 Maggio al 30 Giugno 2024 e sarà possibile visitarla dal Mercoledì al Venerdì dalle ore 17 alle 20 e Sabato e Domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Figura poliedrica, Aldo Carlan nasce ad Adria, in provincia di Rovigo, il 15 ottobre del 1908.
Fin dalla giovinezza mostra un vivo interesse per il mondo artistico, intraprendendo la sua carriera come musicista. In particolare, sviluppa una passione per il violino; ne possiede uno pregiato del ‘700, con il quale suona nell’Orchestra del Teatro Comunale di Adria dal 1933 al 1951.

Negli anni ‘30, stimolato dall’ambiente artistico circostante, si avvia anche alla pittura grazie alle iniziali lezioni impartite dal Professore Antonio Tumiatti. Sperimenta l’uso dei colori ad olio e predilige la pittura “en plein air”, con il paesaggio polesano intorno ad Adria come suo soggetto principale. Spesso si reca a Venezia, anche in bicicletta, sia per visitare mostre sia per condividere momenti con gli amici pittori di quella che chiama la “scapigliatura veneta”.

Nel 1934 partecipa alla “Prima Mostra Sindacale d’Arte Polesana” a Rovigo; nel 1936 alla seconda edizione. Nello stesso anno, tiene la sua prima mostra significativa a Venezia presso Ca’ Pesaro, “Opera Bevilacqua La Masa”. Nel febbraio 1938 espone ad Adria nella IV Mostra di aereopittura e aeroscultura del Gruppo futurista Savarè presentata da Filippo Tommaso Marinetti.
Nel dopoguerra prosegue la sua attività espositiva, partecipando alla I Mostra Nazionale del 1946 alla Villa Nazionale di Strà (Venezia).

Il 18 Novembre 1951 le acque dell’alluvione, che aveva avuto inizio qualche giorno prima nel Polesine, raggiungono Adria. Aldo Carlan e la sua famiglia si vedono costretti a lasciare la propria casa e la propria terra d’origine, trovando temporaneo rifugio a San Benedetto del Tronto.
Nonostante le difficoltà, Carlan non abbandona la sua attività pittorica e nel 1952 allestisce una Mostra personale nel capoluogo ascolano, curata da Aldo Castelli.

Nello stesso anno si trasferisce a Colleferro, cittadina nascente alle porte di Roma, dove decide di stabilirsi definitivamente. In questo nuovo contesto continua a trovare ispirazione per dipingere, grazie alla bellezza della natura circostante. Le montagne di Gorga e Segni offrono una grande varietà di scenari, tra castagneti e suggestivi paesaggi innevati, che fissa in incantevoli quadri dai pastosi colori ad olio o in delicati acquarelli. Le nature morte, rappresentanti fiori, frutta e alimenti, diventano l’altro soggetto prediletto di Carlan, che è abile nel catturarne l’essenza e nel conferire loro vita.
Si avvia una fase artistica particolarmente intensa, tra cui spiccano la presenza al “Premio Marzotto”, a Roma nel 1953, e l’importante partecipazione alla “VII Quadriennale” di Roma nel 1955. Ha rapporti epistolari con artisti importanti come Carlo Carrà.

Durante il periodo trascorso a Colleferro, oltre alla pittura ad olio, si è dedicato al disegno, all’incisione, all’acquerello, al collage.
Negli ultimi anni di attività scopre un modo nuovo di fare arte, attraverso lo studio e l’applicazione del mosaico, dando vita a composizioni che esplorano figure geometriche e giochi cromatici innovativi.
Nel corso della sua intera vita non trascura di suonare e comporre con il suo violino; dedica tempo a innumerevoli letture e alla scrittura di poesie, alcune delle quali sono raccolte in un libro inedito. Aldo Carlan muore a Colleferro il 26 Maggio 2004.
Fino agli ultimi giorni ha continuato la sua instancabile ricerca, lo studio appassionato e l’espressione creativa, convinto di avere ancora tanto da imparare. Le sue opere si trovano presso collezionisti e amatori anche in Inghilterra, Danimarca, Germania, America.