Colleferro | Carpineto Romano. Leonardo, un 26enne diversamente abile affetto da una patologia neuromuscolare, si racconta in una lettera aperta. Uno spunto di riflessione per tutti

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COLLEFERRO | CARPINETO ROMANORiceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta di Leonardo – un 26enne diversamente abile, affetto da una patologia neuromuscolare, che vive a Colleferro – il quale ha deciso di raccontare a tutti la propria esperienza. È uno spunto di riflessione per tutti, disabili e “normodotati”.

«Cari lettori, sono un ragazzo diversamente abile con una patologia neuromuscolare. Ho 26 anni, abito a Colleferro nella provincia di Roma e vivo con mia madre ed i suoi familiari.

Sono una persona forte, coraggiosa e combattente, ho fatto tante battaglie nella mia vita.

La prima è stata l’inclusione scolastica. Anche se ho avuto un brutto periodo nella mia infanzia mentre frequentavo le scuole elementari (mi facevano studiare diversamente dagli altri bambini, senza provare a fare i compiti come loro, perché secondo i medici “il bambino non era in grado a fare i compiti come altri bambini”, e quindi e mi assegnavano dei compiti individuali con la maestra di sostegno.

Alle medie fortunatamente è cambiato tutto. Qui facevo le stesse cose che facevano gli altri, comprese anche le gite scolastiche, e senza nessun problema anche perché veniva mia madre ad accompagnarmi.
All’esame delle scuole medie ho eseguito tutte le prove come gli altri e sono stato promosso con ottimi risultati grazie anche all’appoggio dei professori, dei miei compagni e dei familiari con un significativo progresso nel sociale.

Infine sono andato alle superiori ed anche qui ho conosciuto tante persone meravigliose tra cui Alex che è il mio migliore amico e che mi ha aiutato sia dal punto di vista dell’inserimento sociale che da quello scolastico. Purtroppo il mio scarso apprendimento in chimica mi ha fatto perdere un anno. Ho conosciuto una meravigliosa classe che ha contribuito ad un mio ottimo progresso nella vita sociale: anche loro hanno partecipato alla festa per il mio 18° compleanno e anche io ho partecipato ad altri eventi dove ho conosciuto persone nuove che sono entrate nella mia vita, sia a Carpineto che a Colleferro.

Poi ho fatto i 3 anni di meccanica: un successo negli studi, ma con un mediocre inserimento nell’ambito della classe. Gli esami di Stato andarono benissimo: uscii con 80.

Dopo aver finito le scuole, ancora adesso non trovo un lavoro adatto alle mie esigenze ma ho fatto molti progressi nella vita sociale. Ho conosciuto degli amici meravigliosi e gruppi di persone cui voglio bene che mi aiutano sia fisicamente che psicologicamente; senza dimenticare i miei familiari, tra i quali mio zio, che mi porta in giro e fare le vacanze estive, periodi in cui mi diverto tantissimo.

Ho raccontato un po’ della mia vita a voi lettori perché si diffonda il concetto che la disabilità non deve essere un peso. Devono essere aiutate tutte le persone con qualsiasi disabilità affinché ogni disabile possa avere un futuro migliore anche perché spesso le persone diversamente abili hanno davvero delle abilità che le persone normodotate non hanno.

Vorrei che qui a Colleferro – ed in tutta Italia – ci fossero più servizi per aiutare queste persone. Ad esempio un servizio di assistenza h24 che aiuti sia il disabile che la famiglia in mode che i familiari possano fare anche altro invece di assistere tutto il giorno la persona disabile.
Un servizio del genere eviterebbe la “segregazione”. Il disabile non deve essere segregato in un istituto o in casa. Queste condizioni portano soltanto alla solitudine ed alla depressione e sicuramente non portano un futuro migliore: meglio avere un’assistenza 24h che essere segregati. Il disabile dovrebbe avere una vita senza limiti, in modo tale da renderlo il più possibile autonomo».

F.to Leonardo

 

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