Colleferro. Biblioteca comunale “Riccardo Morandi”. Presentata la silloge poetica “Ogni fiore lo sa”. Occasione per promuovere la “Missione Omero”
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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Protagonista de “Gli incontri con gli autori” di Mercoledì 8 Ottobre nella Biblioteca comunale “Riccardo Morandi” di Colleferro, è stato il poeta, scrittore, giornalista ed editorialista del Corriere della Sera, Giuliano Belloni che ha presentato il suo ultimo libro “Ogni fiore lo sa” edito da Campanotto (2025).
Un’occasione imperdibile per conoscere il poeta di Palombara Sabina, ideatore di un viaggio unico nel suo genere: portare la poesia nelle scuole italiane attraverso un progetto chiamato “Missione Omero” per provare a contaminare la vita quotidiana con la bellezza della parola.
Erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, l’Ass. Diana Stanzani, Camillo Sbarzella e Monia Manciocco, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Associazione ItineSegni con Barbara Andreacchio, Monia Manciocco e la partecipazione del Coordinatore territoriale Lazio Sud della Banca di Credito Cooperativo di Roma Paolo Cammarota, e Italia Maffucci in rappresentanza del Comitato Soci locale del medesimo istituto di credito.
Davanti ad un pubblico molto numeroso, ha introdotto gli ospiti e moderato l’incontro la bibliotecaria Annalisa Ciccotti.
Nel prendere la parola Camillo Sbardella ha illustrato le finalità dell’associazione volte alla conoscenza del territorio sotto molteplici aspetti atti a creare una cultura in grado di salvaguardare il patrimonio naturale e storico della città di Segni e dintorni ed evidenziato alcune delle attività messe in campo sia nelle scuole che tra la cittadinanza.
Nell’introdurre l’autore, Annalisa Ciccotti ha messo in risalto come il libro faccia seguito ad altri testi, molto accattivanti e molto particolari, quali “L’olio nell’insalata” Edito da ibiskos Editrice Risolo (2003), “Pane e pomodoro” Edito da Ibiskos Ulivieri (2006), “Come faccio a diventare albero” Edito da Booksprint (2018), “Ogni borgo lo sa” Edito da Campanotto (2021), «questi quattro libri hanno tutti un filo conduttore, sono infatti tutti legati alla civiltà contadina a cui l’autore è ben orgoglioso di appartenere:
«Sono figlio di un bracciante,
abbraccio la vita scandalizzando,
sono coltivatore diretto di poesia!»
Queste sono le sue origini origini contadine, legate alla terra, anche se poi questa sua ultima silloge il respiro di Giuliano Belloni si fa più ampio, si allarga.
La sua narrazione scorre fluida in un libero alternarsi tra passato e presente, tra un ieri ed un oggi dai confini non sempre ben definiti perché la porta è sempre aperta, c’è e ci sarà sempre la capacità di agganciare, di intersecare, di attivare processi positivi, insomma è una nostalgia quella che anima le sue pagine, nostalgia proprio nel senso etimologico di desiderio di ritorno, ma ritorno per costruire un presente, ma soprattutto di dare un fondamento solido al futuro».
Nel prendere la parola Giuliano Belloni ha ricordato i tempi della sua fanciullezza, «quando il nonno, nonostante fosse analfabeta, sapeva raccontare storie meravigliose che hanno instillato l’idea che la vita è una narrazione, che la vita è un libro da raccontare».
Una lezione sull’importanza del racconto, del raccontarsi, di aprirsi all’altro e creare comunità dove condividere storie, idee e prospettive e dare risalto alla poesia .
Ha poi evidenziato l’impoverimento del lessico degli studenti, evidenziando come uno studente liceale possedeva un bagaglio da cui attingere di ben 1600 parole, oggi ne conosce 500-600, con un evidente , un impoverimento del linguaggio che limita la comprensione di testi scritti ed orali e non riescono a fare un ragionamento e quindi non avere delle idee e non avere delle idee significa essere schiavi di qualcosa o di qualcuno!
Occorre contrastare questa deriva, i ragazzi hanno bisogno di sapere che il poeta non è una figura indefinita, ma una persona viva con cui dialogare e confrontarsi.
“La letteratura è questa non è stare davanti ai libri in un modo sonnolento, è qualcosa che macina la vita”.
Ha quindi illustrato il progetto “Adotta trenta parole al mese” che il Comune di Colleferro lancia insieme a Missione Omero, in campo nazionale; un evento che potremmo definire storico, perché per la prima volta si passa dalle aule dei convegni, all’azione.
Ogni mese, ogni classe mette in cascina 30 parole nuove che si possono incontrare nella quotidianità, nella lettura, sollecitare nella ricerca anche nel vocabolario. Semi che poi serviranno a creare un racconto finale che saranno esaminati nel prossimo mese di Aprile.
«È un messaggio forte che si lancia la lettura, benché la si fa individualmente, non riveste e non ha mai assunto un carattere solitario.
Abbiamo detto che i nostri ragazzi, ma anche i genitori dei ragazzi, vivono un sottosviluppo verbale. Chiamiamola anche verbalizzazione differenziata. Che contrasta proprio con la lettura, il cui scopo è creare progetti relazionali. Proprio la comunità allora riveste questo importante compito.La comunità e la lettura percorrono la stessa strada. Non possono andare in modo disgiunto. Ognuno aiuta l’altro a percorrere questa nuova narrazione.
In questa breve considerazione ci aiuta proprio la parola “comunità”.
Deriva dal latino, cum munus.Munus significa “dono”. Dunque la comunità dà dono e è un dono.Ma questa parola ha anche un doppio significato, cum moenia: mura.
Dunque la comunità è un abbraccio.
È un invito ad un nuovo radicamento.
È un invito con la lettura ad un diverso sentimento dei luoghi. Un diverso sentimento di appartenenza e di appaesamento. La lettura è comunità.
Ha quindi concluso con la speranza che «molti altri comuni, borghi, quartieri seguano l’esempio di Colleferro. Ma Missione Omero è nata proprio per questo».
Il Sindaco Pierluigi Sanna ha espresso il suo entusiasmo per il Progetto che vuole essere un ponte tra le generazioni, un punto fermo da cui partire per costruire un futuro migliore ed ha illustrato come la città sia un rifiorire di luoghi dedicati alla cultura e una attività in continuo fermento e ha quindi evidenziato come i nostri ragazzi siano al centro delle attenzioni dell’Amministrazione comunale e come il rapporto con le scuole sia ritenuta una missione, «noi salutiamo ogni anno classe per classe tutti gli studenti di Colleferro».
I giovani hanno bisogno di dialogo e sostegno per questo il progetto Omero può trovare radici e svilupparsi con prosperità. Ben venga la poesia che è strumento molto utile alla contemporaneità sia per la conoscenza pura, ma soprattutto dal punto di vista della sperimentazione con il coinvolgimento dei ragazzi su questioni che apparentemente non li interessano, ma che se presentate nella giusta maniera, interagendo con chi è portatore di questa nobile arte, può dare grande soddisfazione.
È indubbio che per la piena riuscita del progetto occorrono anche risorse e la Banca di Credito Cooperativo di Roma ha ben aderito a collaborare e sostenere il progetto, perché – come ha sottolineato il Il Dott. Paolo Cammarota, in un breve intervento – la Banca di Credito Cooperativo di Roma rivolge, da sempre, particolare attenzione ai giovani, non solo come destinatari di prodotti e servizi mirati, ma anche come interlocutori privilegiati dei territori nei quali operano le singole filiali BCC.
Intenso è stato anche l’intervento di Barbara Andreacchio, mamma di Serena, giovane ricercatrice non più tra noi, che ha illustrato le iniziative a lei dedicate ad aiutare la ricerca oncologica: la camminata “Selenamente” lungo l’anello LH4 del Campo di Segni realizzata ogni anno grazie a ItineSegni dal Cai-Club Alpino Italiano Sez. di Colleferro e allo spettacolo presso il locale “L’asino che vola” di Roma.
I fondi raccolti saranno devoluti il prossimo ottobre, in occasione del Congresso SIdEM-Società Italiana di Emaferesi e Manipolazione Cellulare insieme alla SANES di Claudio Pacifici per sostenere un progetto di ricerca.
L’Ass. Diana Stanzani ha chiuso l’interessante incontro riassumendo quelli che sono i progetti e l’attenzione che l’Amministrazione pone nei confronti delle nuove generazioni, sin dalla più piccola età, cercando di avvicinarli alla lettura ed alla poesia che, soprattutto dopo il Covid, ha avuto un incremento di interesse da parte dei giovani.
L’ultima voce è stata quella del poeta che ha dedicato una poesia alla città!












