Colleferro. Al Quartiere Scalo celebrata la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate nel ricordo di Enrico Toti e del centenario della posa del Milite Ignoto

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Nella mattinata di ieri, 4 Novembre, anche Colleferro ha celebrato la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate nel giorno in cui si celebrano anche i cento anni da quando è stato sepolto a Roma, nel sacello dell’Altare della Patria, il Milite Ignoto.

Una cerimonia semplice, ma di grande impatto emotivo nel ricordo di quel lontano 1918 quando le truppe italiane entrarono vittoriose a Trento e Trieste dopo tre anni di cruenti combattimenti.

La Grande Guerra, combattuta dagli Italiani per la prima volta sotto la stessa bandiera, era finalmente terminata. Il bollettino del Gen. Armando Diaz comunicò la vittoria delle Forze Armate italiane con queste parole: «La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asperrima per 41 mesi, è vinta…

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza».

Nonostante le condizioni meteo incerte, il programma previsto dall’Amministrazione comunale è stato rispettato e così alle 9,30 nel piazzale della stazione ferroviaria, nel Quartiere Scalo, si sono radunati i convenuti.

Erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Presidente del Consiglio Comunale Emanuele Girolami, i Consiglieri Umberto Zappa, Luigi Moratti e Rocco Sofi, il Comandante la Compagnia Carabinieri Cap. Vittorio Tommaso De Lisa, accompagnato dal Comandante la Stazione Carabinieri di Colleferro M.llo Antonio Carella, per la Polizia di Stato il Sostituto Commissario Massimo Bruni, il Commissario di Polizia Locale Stefano Zangrilli, rappresentanti della GdF e dei Vigili del Fuoco, dell’Associazione Arma dei Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Cavalieri Ordine al Merito, ed ancora rappresentanti dell’Associazione Nazionale Bersaglieri – Sez. di Colleferro “Enrico Toti”, la cui fanfara ha accompagnato il corteo negli spostamenti ed ha tenuto un concerto al termine delle celebrazioni.

“Serrate le fila” i convenuti hanno formato un corteo dietro alla Fanfara dei Bersaglieri ed al Labaro del Comune di Colleferro – portato da due agenti della Polizia Locale in alta uniforme – per il trasferimento presso la Chiesa di San Gioacchino dove Don Christian Medos, collaborato dal Diacono Vito Cataldi, ha celebrato la Santa Messa dedicata all’evento.

Dopo la funzione religiosa, sotto un leggera pioggia, il corteo aperto dalla Fanfara dei Bersaglieri in congedo “Enrico Toti”, diretti dal M° Mauro Conti e coadiuvati dal Colonnello in quiescenza Anacleto Romani, seguita dagli stendardi del Comune e delle Associazioni partecipanti, dalle Autorità e dai cittadini, hanno raggiunto nuovamente lo scalo ferroviario per deporre un omaggio floreale ai piedi del bassorilievo posto all’interno della Stazione che ricorda il valoroso gesto di Enrico Toti che, colpito a morte mentre si lanciava all’assalto di una trincea nemica, lanciava la sua gruccia contro il nemico.
Proprio sul tratto ferroviario in prossimità della stazione, alle prese con lavori di manutenzione su una locomotiva, a causa di uno slittamento del mezzo, Enrico Toti finì sotto gli ingranaggi con conseguente amputazione della gamba.

Dopo l’osservanza di un minuto di raccoglimento scandito dal suono della tromba, il Sindaco Sanna ha ringraziato Autorità, Associazioni e cittadini che, con la loro presenza, «testimoniano l’importanza di questa giornata importante che ci richiama ai valori della nostra identità nazionale e all’importante ruolo che le nostre Forze Armate svolgono quotidianamente non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo in cui sono impegnate a portare pace.
Un significativo ringraziamento in questo anno per il valoroso contributo che hanno dato e continueranno a dare nella situazione di pandemia che il Paese si è trovato ad affrontare assicurando presenza e sicurezza».

Quest’anno, ricorreva tra l’altro, il centenario del trasferimento al Vittoriano della Salma del Milite ignoto.
Era infatti il 4 Novembre del 1921 quando un convoglio ferroviario con le spoglie del Soldato Sconosciuto, partito da Aquileia il 29 Ottobre e sostando in circa 120 stazioni, arrivò alla stazione Termini accolto dal re Vittorio Emanuele III e dall’intero Stato Maggiore della Difesa.
Toccò a Maria Bergamas il non facile compito di scegliere la salma che sarebbe stata deposta all’interno del sacello al Vittoriano. Maria, dopo aver sostato per una breve preghiera davanti ad ognuna delle undici bare, si inginocchiò davanti alla decima: sarebbe stata quella ad essere sepolta nel sacello dell’Altare della Patria a perenne ricordo dei seicentomila soldati italiani che caddero nel corso della Grande Guerra.

Il Sindaco Sanna (in fondo all’articolo il video dell’intervento) ha poi proseguito con le parole con le quali il Pontefice dell’epoca, Benedetto XV, definì la Grande Guerra “una guerra inutile, un’inutile strage”, con un inaccettabile e dolorosissimo sacrificio di vite umane. Un esercito di contadini e di pastori giovanissimi che faticavano a capirsi tra di loro e che sulle Alpi venivano armati col moschetto 91, così chiamato non per il calibro, ma per l’anno di fabbricazione, 1891 appunto.
Fortunatamente i popoli europei sono riusciti a trovare, dopo il secondo Conflitto Mondiale, equilibri di pace che durano da oltre 70 anni. Non così nel resto del nostro pianeta, dove si combattono guerre più o meno conosciute, ma ugualmente crudeli. Nessuno esce vincitore da una guerra ed è per questo che si devono porre in atto azioni per garantire la pace, la coesione sociale, riducendo sempre più gli elementi di diseguaglianza sociale ancora presenti.

Poi tutti nel Piazzale per ascoltare il Concerto della Fanfara dei Bersaglieri che con i loro brani non mancano mai di emozionare, a cominciare da “La canzone del Piave”, colonna sonora della nostra autentica passione patriottica e forte identità nazionale, per finire con l’Inno d’Italia.
Tanti applausi calorosi nonostante la pioggia a fare da sottofondo!

 

Potrebbero interessarti anche...

Top