CittadinanzAttiva e Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” chiedono alle autorità un incontro sul disagio socio-sanitario in cui versa la Valle del Sacco

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la lettera che l’Associazione CittadinanzAttiva – Tribunale per i diritti del Malato e Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale hanno inviato alle Autorità di Governo del territorio e agli Enti preposti per chiedere un incontro alla presenza dei Sindaci, o loro delegati, dei Comuni del distretto sanitario.

«In attesa di una risposta portiamo a conoscenza dei cittadini i punti salienti della lettera per testimoniare che non sono i muri di gomma a scoraggiarci.

Chiediamo un incontro per rappresentare lo stato di disagio socio-sanitario in cui versa la valle del Sacco, che raccoglie oltre 100 mila abitanti, e che si fa risalire agli effetti negativi sia della drammatica crisi economica e della compromessa situazione ambientale, sia del “piano di rientro” dal deficit sanitario della Regione Lazio. Situazione che si è aggravata a causa dei mancati interventi di bonifica della valle del Sacco, pur essendo stata reinserita nell’elenco dei Siti di Interesse Nazionale (Sin). Il rapporto peraltro causa-effetto tra fonti di esposizioni ambientali ed eccessi di mortalità è scientificamente messo in evidenza da alcuni studi di settore (Eras e Sentieri) curati da strutture pubbliche.

La Regione Lazio ha recentemente ripreso tale progetto approvando il Programma di valutazione epidemiologica della popolazione residente nel Sin Valle del Sacco e la realizzazione di un Presidio Salute e Ambiente (PresSA) presso l’Ospedale di Anagni (Deliberazione 9.5.2017, n. 228).
Nella ASL RM 5 – un distretto di 500.000 abitanti – mancano centinaia di posti letto. Carenze gravi si registrano presso gli ospedali di Colleferro, Palestrina, Subiaco e Tivoli, quest’ultimo punto di riferimento di tutta l’Asl e di tutti i suoi 70 Comuni.
Nel territorio di Colleferro sono censiti dal Ministero dell’Ambiente due grandi stabilimenti industriali “ad alto rischio di incidente rilevante” (RIR), soggetti alla Direttiva Seveso III D.lgs. 105/2015 (http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/stabilimenti_rischio_industriale/2015/STABILIMENTI_LAZIO_REV1.pdf).

Si rammenta che i Piani di Sicurezza, obbligatori e sotto l’egida del Prefetto (art. 6, comma 6, D.lgs. 105/2015), debbono prevedere adeguata e tempestiva risposta sanitaria all’emergenza in presenza di incidente industriale. Tale risposta sanitaria non è assicurata dall’attuale struttura di Colleferro, con il conseguente gravissimo rischio di danni all’incolumità pubblica in caso di Sinistro.
Si rammenta altresì che negli ultimi anni sono stati chiusi vari ospedali: Valmontone, Zagarolo Ferentino ed Anagni, decisione che stride con i bisogni di assistenza di Colleferro, della valle del Sacco e della provincia sud est della Capitale.
La recente visita della Ministra della Salute, Lorenzin, a FroSinone, ha riportato all’attenzione della stampa sia la cronicità del problema, sia la carenze dei servizi sanitari di prevenzione e cura, sia infine la scarsa valutazione della situazione a livello locale e nazionale.

È doveroso che, nel rispetto dell’articolo 44, comma 2, della Costituzione, i servizi sanitari siano garantiti a tutti, anche ai cittadini che risiedono nelle nostre aree interne e montane e che rientrano nel distretto della ASL RM 5 (Colleferro, Artena, Valmontone, Paliano, Segni, Gorga, Carpineto Romano, Montelanico, Gavignano, Labico, Cave, Zagarolo, San Cesareo, Palestrina, Tivoli, Subiaco).

Le carenze degli ospedali di Palestrina, Tivoli, Subiaco, Colleferro e Anagni – questi ultimi al confine rispettivamente della provincia di Roma e FroSinone – non ci sembra vengano affrontate con senso di responsabilità dalle nostre Istituzioni che, alle nostre richieste, rispondono con ostinato silenzio e ci negano un democratico confronto, frustando quel bisogno sociale che fa di una moltitudine di persone una comunità unita e coesa.

Abbiamo chiesto di poterci confrontare con i Comuni, la Regione e la Direzione sanitaria ma è apparso evidente che non sussiste l’auspicata disponibilità e a nulla sono valse le nostre richieste di incontro.”
I cittadini, le Associazioni e il Comitato hanno promosso varie iniziative, compresa una raccolta firme – circa 23 mila – per sensibilizzare gli abitanti del comprensorio, per chiedere di migliorare la qualità e la sicurezza del servizio, nonché l’appropriatezza degli interventi assistenziali.

Si tratta di criticità confermate dallo stesso Presidente della Regione e Commissario ad Acta, Zingaretti, nel Suo intervento in Consiglio regionale, nella seduta straordinaria del 4 maggio 2017. Eppure il pacchetto di opportunità di 530 milioni di euro messo a disposizione della sanità il 30 maggio 2017 dalla Regione esclude proprio la ASL RM, le cui carenze sono state oggetto di un esposto presentato all’Autorità giudiziario nel 2015.
Intanto aderiamo tutti all’appello del Comitato “Salviamo l’ospedale di Anagni” di partecipare alla manifestazione del 10 giugno, ore 11,00 davanti ai cancelli del nosocomio».

F.to Associazione CittadinanzAttiva – Tribunale diritti del Malato, Comitato “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale

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