• Senza categoria

Carpineto Romano. Mr Easy, una storia di Dancehall. Stavolta con Lion D e Raphael

Nola FerramentaNola Ferramenta

CARPINETO ROMANO (RM) – Lo sbuffo di vapore della moka avvertì che il caffè era pronto. L’uomo si alzò facendo leva sugli avambracci appesantiti sul tavolo per andare a spegnere il fuoco. Versò il liquido nella tazzina e coprì cinque metri in quattro passi. Volle sostare sull’uscio a gambe larghe mentre fuori giugno era una palla di fuoco al centro di un cielo così terso che la mattina prometteva di non finire mai. Sorseggiò, fumandoci sopra lento e meditabondo. Fu un attimo quando una smorfia del volto tradì compiacimento alla vista ch’aveva innanzi: al colore della lavanda piccola e bella vicino al faggio ombroso si mischiava il profumo d’erba millimetrica; più a ridosso, invece, la veranda con i tavoli e le panche in legno allineate promettevano tranquillità a chi lì l’avrebbe cercata.

locandina-carpineto-630Per questo Mr Easy era al ‘Ceppetto’ – il nome di quello spazio ameno -, ma pure per sentirsi addosso il luogo che di lì a pochi giorni avrebbe riempito all’inverosimile per una festa estiva ch’aveva in mente da tempo immemore.
Mesi e mesi di lavoro a quell’evento cui teneva come una cosa cara. Aveva immaginato una dancehall all’aperto, immersa nel verde, in un luogo capace d’assorbire e rilanciare al doppio dell’energia la musica, soprattutto raggae, proposta da invidiati specialisti della materia.
Ed infatti la notte appena trascorsa l’aveva passata lontano da lì, in uno dei peggiori bar d’una zona rossa romana a braccare come un lupo la preda quelli che dovevano essere i protagonisti della sua nuova creatura.

Lion D (collaborazioni e produzioni con Alborosie, tour mondiali in Usa, Francia, Spagna, Germania e Uk) e Raphael (oltre 150 concerti, a fianco delle band di mezzo mondo quali Sirix, Reggaesta, Nite Lite, nel 2015 anche ospite in un brano degli Africa Unite) accompagnati da Bizzarri Sound (promotori del meglio delle novità reggae e della dancehall giamaicana, senza tralasciare il ‘Dancehall Hip Hop Link Up Party’, serie di serate tenute in giro per Modena e dedicate alla musica black) sarebbero state le punte di diamante del “Live Showcase” del 1 luglio in scena nella contrada ‘Scarangi’ di Carpineto Romano, con inizio alle 20:00 e possibilità di cena con piatti tipici e bevande per tutti i gusti.

Immediatamente persuasi dall’interlocutore, gli entusiasti tre risposero «Presente!» e questo per Easy fu tutto. Sì, perché la squadra che via via s’andava componendo adesso era davvero niente male se all’icone appena ingaggiate si andava ad aggiungere il Pakkia Crew e la band femminile delle Hi Shine. E mica era finita. Fiore all’occhiello, la diretta musicale su Radio Kaos Italy grazie alla crew Astarbene.

Mentre ripercorreva tutto questo, Easy rinvenne all’avviso acustico di un sms. Allora raggiunse il cellulare buttato sul comodino e lesse che in giornata poteva ritirare manifesti e flyer da affiggere e far piovere nei millanta comuni limitrofi. Ne trasse linfa e ottimismo. Così rincuorato, approfittò per spingere di nuovo quel festival di una notte sui social, scontato che l’antico passaparola rimaneva insistito e insistente in ogni dove.

Epperò. Epperò la serenità di Easy durò poco, improvvisamente assalita da un nuovo dubbio. C’era un passaggio che non gli tornava nonostante fosse sicuro d’averlo ripetuto altre milioni di volte per altrettanti milioni di serate e che, in quel momento, proprio non gli sovveniva. S’accorse della mancanza perché, pur non essendo la più importante, si trattava di qualcosa che lo faceva stare bene con la coscienza in quanto ad altruismo e solidarietà.

Nervoso, tornò alla porta d’ingresso spalancata sulla campagna rimuginando nella quotidiana tempesta di idee che l’accompagnava. Fu solo quando il volo d’una calandrella vinse la fissità della natura che Easy s’accese improvvisamente e ad alta voce: «Ah già, ecco cosa! Devo avvertire quei culi al caldo della stampa per recensirmi!». Immediata, dopo l’esclamazione, gli comparve una nuvoletta sulla testa contenente questa intima convinzione: «Malapolitica, economia tossica, cronaca nera: certo che senza le buone notizie dei miei eventi quei scrivani creperebbero di catastrofismo!».

Davide Prosperi

 

Potrebbero interessarti anche...

Top