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Aprilia. Autotrasportatori morti alla Kyklos. Sequestrati gli impianti: dal percolato anomale esalazioni di acido solfidrico…

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Aprilia (LT). Il cancello dell’impianto di compostaggio Kyklos al Km. 15 della Via Ferriere-Nettuno

Aprilia (LT). Il cancello dell’impianto di compostaggio Kyklos al Km. 15 della Via Ferriere-Nettuno

APRILIA (LT) – L’inchiesta aperta per omicidio colposo dalla Procura della Repubblica di Latina sull’incidente che ha causato la morte, lunedì scorso, dei due autotrasportatori viterbesi all’interno dell’impianto Kyklos di Aprilia (•>), ha prodotto un primo, significativo risultato: il sequestro preventivo d’urgenza dell’intero impianto.

A disporlo è stata la Pm Luigia Spinelli la quale ha ritenuto di intervenire in tal modo a seguito delle prime risultanze dei prelievi effettuati dai tecnici dell’Arpa presso l’impianto.
Mentre le analisi chimiche sono ancora in corso, infatti, i tecnici dell’Arpa già nel corso dei prelievi del percolato stoccato nell’impianto hanno evidenziato un anomalo “odore di uova marce”, chiaro sintomo di una elevata concentrazione di acido solfidrico.

La stessa Arpa rileva che l’acido solfidrico è “caratterizzato da una spiccata tossicità a elevate concentrazioni” e “in quantità superiore alle 1000 parti per milione provoca collasso immediato con soffocamento anche dopo una singola inalazione”.

Questo è bastato alla dott.ssa Spinelli per rispondere positivamente all’istanza di sequestro della Kyklos avanzata dall’avvocato Angelo Di Silvio, legale della Mira, l’azienda di Orvieto per la quale lavoravano i due autotrasportatori.

Il sequestro dovrà essere convalidato dal Gip del Tribunale di Latina, ma intanto è stato imposto d’urgenza essendo al momento “altamente probabile che le esalazioni siano state caratterizzate da elevatissime concentrazioni di acido solfidrico” e quindi talmente potenti da uccidere istantaneamente persino all’aria aperta…

In un primo momento era stato ipotizzato che le esalazioni letali potessero essere state prodotte dalla reazione chimica del percolato immesso nelle autocisterne “sporche” di altre sostanze reagenti. Tale ipotesi è stata però subito svuotata di fondamento dalle affermazioni del legale della Mira il quale ha confermato che quelle autocisterne sono adibite esclusivamente a quel tipo di lavoro e che anche l’ultimo carico, effettuato il venerdì precedente, era di percolato…

Nel frattempo si va avanti con le indagini dei Carabinieri, con le analisi chimiche dei tecnici dell’Arpa e con l’autopsia sui corpi dei due sventurati autotrasportatori, il cui incarico verrà affidato oggi ad un medico legale…

 

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