Anagni. Inaugurata a Casa Barnekow la mostra personale del pittore e scultore Riccardo Sanna dal titolo “Il cammino dell’uomo”
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ANAGNI (Eledina Lorenzon) – Sabato 13 Settembre è stata inaugurata, nelle storiche stanze di Casa Barnekow ad Anagni, la mostra personale del pittore e scultore Riccardo Sanna dal titolo “Il cammino dell’uomo”, un viaggio interiore, una ricerca personale sull’evoluzione umana e spirituale.
L’evento è stato patrocinato dal Comune di Anagni, da Casa Barnekow, da Archeoares, dalla Galleria Falzacappa Benci, dall’Azienda agricola Villa Sant’Ermanno e da Ravazzi Cantine.
La mostra di Riccardo Sanna ad Anagni segue quella di Enzo Arduini, con il quale l’artista ha condiviso una collettiva di pittura e scultura dal titolo “Viaggio del Pellegrino” alle Scuderie di Palazzo Chigi Albani di Soriano nel Cimino (VT), che grande successo ha riscosso. Un cammino che continua ad unire due artisti di grande sensibilità.
Nelle opere di Sanna si avverte un intenso immettersi in un immaginario oltre, dove le porte materiali divengono accessi a ciò che, nel nostro esistere, ancora è collocato al dopo, all’ignoto e al destino” (Paolo Berti).
La mostra è stata illustrata da Patrizia Sora, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta del percorso artistico dell’artista, così come alla sua costante ricerca tra i sussulti dell’anima e della memoria.
Tra le opere in mostra sei stupendi quadri dedicati a Pier Paolo Pasolini, scrittore, regista e poeta, che trascorse gli ultimi anni della sua vita, sin dal 1963, a Torre Chia, piccolo borgo del Comune di Soriano. Qui girò alcune scene del film “Il Vangelo secondo Matteo”, per quella del Battesimo di Gesù scelte il torrente Castello, all’interno di un bosco incantato . Un luogo dell’anima, ricco di storia e dell’anima dove l’artista prima della sua morte si dedicò alla stesura di molte delle sue “Lettere luterane” ed al suo ultimo romanzo “Petrolio” (Einaudi, 1992), rimasto incompiuto.
Riccardo Sanna è anche scultore, oggetto delle sue opere , realizzate in bronzo e spesso con l’utilizzo di legni spiaggiati, restituiti dal mare e reinterpretati dall’artista per un progetto ecologico capace di ridare vita a materiali abbandonati, migliorando così l’ecosistema costiero, sono ugualmente le porte.
Il “varcare la soglia, volutamente chiusa – scrive Francesca Pandimiglio – vuol significare innalzare una preghiera o un’invocazione verso il superamento della separazione e l’inizio di un tragitto, inteso come cammino, verso la comunicazione, fondata su un linguaggio che conduce al superamento dei concetti interno/esterno, ma anche dentro/fuori, e principalmente noto/ignoto, dubbio/conoscenza, luce/tenebra”.
La porta diviene quindi simbolo di rinascita spirituale capace di rigenerare corpo, mente ed anima.
Due sue sculture: “La porta dell’arte” e la “Porta della Saggezza” sono in mostra al M.U.S.M.A.-Museo della Scultura Contemporanea di Matera.
Un invito a visitare la mostra che sicuramente riuscirà a regalare intense emozioni in un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà!
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 28 Settembre 2025. Per ulteriori informazioni sugli orari di visita è possibile contattare il numero 3929252469.












