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Anagni. Emergenza Sanità. Scoppia il caso. È polemica tra l’Associazione “Coesa” ed il Sindaco Fausto Bassetta

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ANAGNI (FR) – Un momento particolarmente delicato per la Sanità anagnina, o almeno per quel che ne rimane.

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Una cronistoria riepilogativa delle ultime due settimane mostra chiaramente come da “spiragli di luce” si sia precipitati nuovamente negli abissi più profondi.
E stavolta con un aggravante: scoppia una accesa polemica tra associazioni non senza accuse mosse verso il Primo Cittadino.

Per riordinare le idee: non più di due settimane fa le dichiarazioni del dr. Macchitella, Commissario della Asl di Frosinone aveva parlato di una possibilità che prevedeva il ripristino del nosocomio anagnino, vista l’emergenza sanitaria del Territorio.
Dichiarazione, questa, che aveva invogliato associazioni, cittadini e qualche esponente Politico (in primis il Consigliere Comunale di Anagni con delega alla Sanità, dr. Fabio Roiati) a riprendere un dialogo in tal senso chiedendo prontamente un incontro con i vertici aziendali e con i referenti politici regionali.
Nessuna dichiarazione, in quella occasione, da parte del Sindaco Fausto Bassetta, contattato tramite il suo Ufficio Stampa.

Passano solo pochi giorni ed un provvedimento dell’Ares 118 crea allarmismo tra gli utenti: si tratta di una disposizione per cui l’azienda regionale avrebbe stabilito di sospendere il servizio di una delle due ambulanze operative presso il presidio di Via Onorato Capo, adducendo una motivazione di natura logistica (carenza di personale).
Sconcerto iniziale per le associazioni ma anche per il dr. Roiati, per il dr. Natalia (Responsabile della Struttura ospedaliera anagnina) e naturalmente i primi agguerriti sfoghi sui social ma anche nel corso di riunioni convocate d’urgenza per argomentare sulla questione.

Un passaggio tratto dalla memoria storica sulle vicende dell’Ospedale anagnino: già qualche anno fa era stato emanato un provvedimento simile che trasferiva uno dei due automezzi anagnini.
La reazione fu estrema: occupazione dell’Ospedale da parte di forze civiche e politiche (proprio in quell’occasione si costituì l’Associazione Co.E.Sa, Comitato per l’Emergenza Sanitaria) per diversi giorni e fortunatamente il tutto si risolse con una revoca del provvedimento.

La notizia che ha scatenato maggiori polemiche è stata quella relativa ad un incontro che il Primo Cittadino avrebbe avuto nei giorni scorsi con “Associazioni e Sindacati”.
«Il sindaco Fausto Bassetta ha incontrato nel pomeriggio di martedì, i rappresentanti delle associazioni “Diritto alla salute” e “Salviamo l’ospedale di Anagni”, del comitato Vignola-Monti, del servizio 118 e dei sindacati Cisl e Uil alla presenza del dr. Massimo Natalia, coordinatore del locale presidio sanitario.
Un incontro necessario per studiare interventi a favore dell’ex ospedale attraverso la collaborazione di tutti, a fronte dell’insufficiente assistenza da tempo garantita ai cittadini.
Numerosi gli argomenti trattati durante il confronto, con la consapevolezza condivisa che bisogna stringere i tempi per migliorare i servizi e ridare slancio all’ex ospedale. Un punto di partenza, è stato sottolineato, deve essere il nuovo Atto aziendale che finalmente riconosce alla struttura di via Onorato Capo la connotazione di Presidio ospedaliero in quanto parte del Presidio Ospedaliero Frosinone-Alatri-Anagni.
Un riconoscimento importante perché permetterà, dopo anni, di pensare a una seria programmazione sanitaria. Questo è stato evidenziato dal sindaco che parla di “un incontro costruttivo per concordare con associazioni e sindacati mosse comuni a tutti i livelli”.
Tra gli interventi più imminenti programmati, un incontro con il Commissario straordinario della Asl, Luigi Macchitella, dei Sindaci dell’area che afferisce al presidio anagnino (oltre ad Anagni, Acuto, Filettino, Fiuggi, Paliano, Piglio, Serrone, Sgurgola e Trevi nel Lazio) “per rilanciare con decisione – spiega Bassetta – le proposte già formulate e sostenere quanto indicato nell’Atto aziendale”. Seguiranno altre iniziative a livello superiore per centrare l’importante obiettivo».
Questo quanto diffuso nella nota dell’Ufficio Stampa di Bassetta.

Dichiarazioni che hanno scatenato la rabbia dell’Associazione Coesa, non presente all’incontro, del quale è risultato non essere informata,(infatti non era presente all’incontro neppure il Consigliere di Progetto Anagni – delegato alla Salute) Fabio Roiati.

Un incontro che avrebbe dovuto «aprire un nuovo fronte di collaborazione nella direzione della difesa dell’ex ospedale e del miglioramento dell’offerta sanitaria» e che invece ha innescato una querelle a tutto campo.

Nonostante le numerose richieste di incontro protocollate presso gli uffici Comunali, Coesa non sarebbe mai stata ricevuta dal Primo Cittadino (del Comitato, tra i più numerosi ed eterogenei, fanno parte cittadini, esponenti politici e non, rappresentanti di Casapound ma anche dell’Italia dei Valori).
Quella che è parsa come una giustificazione, rilasciata durante il Consiglio Comunale, ha sottolineato in merito alla “disinformazione da Facebook” circa i motivi dell’assenza di Coesa alla riunione sulla sanità di Martedì 24 Gennaio 2017 che: «Non è stato il sindaco a convocare le associazioni e i sindacati omettendo di chiamare Coesa. Sono stati loro a chiedere un incontro, che il sindaco ha avuto il piacere di fare. Quindi se Coesa era assente non è dipeso dal sindaco».

Un motivo in più per scatenare le riflessioni dei componenti del Comitato che hanno puntualmente ricordato le innumerevoli richieste di incontro disattese dal sindaco.
Nelle prossime ore Coesa prenderà posizione e comunicherà quali saranno le iniziative che intende mettere in campo.

Resta incerta anche la posizione del Consigliere Roiati, delegato dal sindaco alla Sanità, che ha confermato di non esser stato né informato né invitato all’incontro “della discordia”.
A questo punto si dovrà attendere anche quale sarà la posizione di tutto il gruppo di Progetto Anagni, di cui fa parte Roiati, per capire la linea strategica, e ovviamente se condivisa o meno, da portare avanti difesa del nosocomio anagnino, e soprattutto se vi saranno possibilità per far revocare il provvedimento dell’Ares 118: l’unico fatto certo, al momento, è che nelle ore notturne i circa 60mila utenti che da sempre fanno riferimento al Presidio anagnino, potranno “contare” su un unico mezzo ospedaliero.

RoRo

 

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