“Alle origini del Pentateuco”, dotto studio di Mons. Lepore. Lineamenti per una storia della letteratura classica del popolo ebraico

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COLLEFERRO (RM) – La recente fatica letteraria del noto studioso e “biblista” Mons. Luciano Lepore intitolata “Alle origini del Pentateuco – Lineamenti per una storia della letteratura classica del popolo Ebraico” rappresenta sicuramente “tout court” il grande sforzo dell’autore per un’approfondita ed esauriente ricerca storica (e storiografica) tesa a cercare di dare più risposte possibili alle reali vicende del vicino Oriente in epoca “persiana”. Un contributo, questo, che permette di “… gettare nuova luce sui libri biblici delle origini.

Mons. Luciano Lepore, parroco della chiesa di S. Barbara a Colleferro

Mons. Luciano Lepore, parroco della chiesa di S. Barbara a Colleferro

Mons. Lepore non è nuovo in imprese letterarie ed editoriali del genere suffragato da lustri e lustri di appassionate ricerche storico-religiose e socio-culturali costellate da metodologici approfondimenti e continue scoperte; una “full immersion” che vede questo “atavico cronista” gettarsi sempre nell’affannosa (e vieppiù produttiva) ricerca del “divino incarnato nell’umanità”.

Nonostante la complessità e la singolarità del tema trattato in oltre 350 pagine, l’autore riesce con grande maestria e padronanza della lingua a sfornare un volume non solo assai ricco di contenuti e interessanti spunti storico-religiosi, ma scorrevole e di facile lettura… premesso che il lettore sia munito di competenza e predisposizione alla complessa materia trattata. In quest’ottica Mons. Lepore è considerato un vero e proprio “maestro” capace di trascinare fin dalle prime righe del libro ogni esigente lettore.
Di quali cose tratta in sintesi questo volume?
«Considerata la scarsa importanza politico-militare dell’altopiano palestinese – è scritto nella sintesi di copertina – nel contesto della storia del Vicino Oriente antico, le notizie in nostro possesso risultano essere poche, frammentarie e di difficile interpretazione…Attraverso uno studio storico e diacronico della formazione della letteratura biblica classica e, in modo particolare, del Pentateuco, affiancando le più recenti scoperte archeologiche ad una lettura critica dei testi, ci si ripropone di ottenere una ricostruzione delle vicende in grado di permettere di gettare nuova luce sui testi biblici delle origini…».

Che cosa è il Pentateuco, fulcro del lavoro di Mons. Lepore?
Il nome “Pentateuco” designa l’insieme dei primi cinque libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio. Il termine, di origine greca, è composto da “pente” che significa “cinque”, e “teuchos” che indicava inizialmente l’“astuccio”, cioè il contenitore cilindrico che custodiva un rotolo e passò poi a indicare il contenuto dell’astuccio, cioè il rotolo. Pentateuco significa dunque “libro dei cinque rotoli”. Nella tradizione ebraica ogni libro viene indicato con le sue parole iniziali; così il primo libro si chiama Bereshìt, che significa “In principio”. Nella tradizione cristiana greco-latina, invece, i nomi dei libri si riferiscono al loro contenuto. Così, ad esempio, Genesi è il nome del primo libro della Bibbia, in quanto narra le origini dell’umanità e del popolo d’Israele. Nella tradizione ebraica il Pentateuco costituisce la Torah, cioè la Legge (letteralmente Torah significa però “insegnamento”, “istruzione”) e rappresenta il cuore della Bibbia ebraica e della rivelazione di Dio al suo popolo.
Per molti secoli la tradizione ebraica, seguita da quella cristiana, ha attribuito il Pentateuco alla paternità di Mosè. Nel Talmud si ammette solo che non appartengano a Mosè gli ultimi otto versetti, ossia il racconto della sua morte, che viene attribuito a Giosuè. Questo giudizio unanime iniziò a incrinarsi in ambiente ebraico con Ibn Ezra (XII sec.), il quale notò nel testo anacronismi e incongruenze che deponevano a sfavore dell’attribuzione mosaica, e venne poi a crollare del tutto, progressivamente, nei secoli XVI-XVIII, con l’esegesi moderna.
Agli inizi del XIX sec. l’idea di Mosè autore del Pentateuco era ormai definitivamente tramontata fra gli studiosi. In effetti, una lettura attenta mostra che il Pentateuco non può essere frutto di un solo autore e che, anzi, è un’opera composita. Nelle parti narrative si trovano doppioni (racconti in duplice, e in qualche caso, anche triplice versione, discontinuità narrative e interruzioni di discorso. Anche le leggi racchiuse nel Pentateuco sono presentate spesso in più versioni; addirittura, leggi attinenti agli stessi argomenti contengono disposizioni diverse e contraddittorie, e alcune leggi ne correggono altre.
L’analisi letteraria rileva poi la presenza di interventi redazionali come glosse esplicative e inserzioni e aggiunte al testo caratterizzate da determinati segni linguistici. Tutto questo rivela un processo di formazione articolato e complesso. È questo il convincimento generale degli studiosi moderni. Ma quando si scende al concreto e ci si chiede quale sia stato il cammino della lenta formazione del testo, molte questioni rimangono aperte…

Su questo, in sostanza, si basa la dotta ricerca dell’autore.

Mons. Luciano Lepore, parroco della chiesa di S. Barbara a Colleferro (nella Diocesi Suburbicaria di Velletri-Segni), è laureato in Storia e Filosofia, licenziato in Sacra Scrittura e dottore in Teologia Biblica oltre ad essere docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni. Ha al suo attivo diversi contributi sulle riviste Bibbia e Oriente, Rivista Biblica e Rassegna di Teologia. “Alle Origini del Pentateuco – Lineamenti per una storia della letteratura classica del popolo ebraico” è edita dalla Sardini Editrice nella collana diretta da Davide Sardini (suppl. a “Bibbia e Oriente”).

Gianluca Cardillo

 

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