Alla veneranda età di 96 anni è morta Clelia Muzi, emerita benefattrice della Biblioteca Comunale di Segni con il “Fondo Muzi”

SEGNIÈ morta, all’età di 96 anni, Clelia Muzi. Dopo i funerali, celebrati presso l’Oratorio del Gonfalone in Roma, è stata tumulata nella tomba di famiglia del cimitero di Segni.

Ma chi era Clelia Muzi e perché questo legame con Segni!
Le sue origini e quelle della sua famiglia non erano del centro lepino. Tutto inizia verso la fine degli anni ’70, quando il fratello, Silvio, si reca in villeggiatura a Segni presso l’hotel La Pace, e se ne innamora perdutamente.

Così, inizia questo legame intenso con la nostra città dove è coinvolta anche la sorella, Clelia. Silvio è un appassionato collezionista di raccolte musicali e documenti e nelle sue villeggiature estive frequenta spesso la Biblioteca di Segni. Muore nel 1994.

La sorella Clelia, ha voluto conservare questo legame con Segni, disponendo un lascito a favore della Biblioteca Comunale, consistente nella preziosa raccolta fatta anni prima dal fratello Silvio, dove ci sono dischi in vinile ed importanti documenti fra cui lettere autografe di Gabriele D’Annunzio e singolari pubblicazioni di carattere storico e letterario.
Tutto questo materiale costituisce oggi il “Fondo Muzi”, che rappresenta una preziosa fonte documentale per ricerche ed approfondimenti dei tanti studiosi e frequentatori della fornitissima Biblioteca segnina.

A Clelia Muzi vada, dunque, la nostra gratitudine per questo nobile gesto e manifestazione di affetto verso la nostra città che, peraltro, non era la sua terra d’origine, non era il suo luogo di abituale dimora, ma che indubbiamente ha rappresentato un qualcosa che ha toccato profondamente i suoi sentimenti.
A lei eco porti il nostro ricordo e il suo gesto sia da esempio per tanti di noi e soprattutto per quanti non riescono neanche ad avere rispetto per il decoro e la bellezza della propria città.

Piero Cascioli

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