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Acea. Tariffe idriche da ricalcolare su 73 Comuni. Il Tribunale di Tivoli ha accolto il ricorso del Codici

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Sede Acea

TIVOLI (RM) – Con sentenza depositata il 9 Giugno ’14, il Tribunale di Tivoli , su ricorso del Codici e del Comitato Acqua Pubblica di Fonte Nuova che difendeva una serie di cittadini che lamentavano tariffe troppo alte per un servizio idrico che non funzionava, ha accolto le domande riconoscendo che la prescrizione delle bollette emesse prima del 2004 e soprattutto «l’illegittimità della contabilizzazione degli importi dovuti relativamente alla tariffazione eseguita sulla base del provvedimento n. 4 del 10.12.2002 emesso dalla conferenza dei sindaci dell’autorità d’ambito Lazio centrale – Roma».

In pratica tutto da rifare: dovranno essere riconteggiate tutte le bollette emesse fino alla data dell’1.1.2012 quando è entrato in vigore il nuovo metodo tariffario anche in Ato 2. Si tratta di un colpo durissimo che investirà 73 Comuni tra cui Roma per circa 3.500.000 di utenti serviti e tutto per colpa di una gestione arrogante e miope.

ELENCO COMUNI

Prima di arrivare a questa clamorosa sentenza, per decine di volte abbiamo tentato una via ragionevole di mediazione tra i cittadini di Fonte Nuova , la piccola località da cui è partita la riscossa di tutti i cittadini, ricevendo sempre risposte arroganti e, come se non bastasse, Acea cercava di estorcere le somme non dovute con le minacce di interruzioni del servizio idrico. Un comportamento inaccettabile!

La gestione di Acea del SII è pesantemente carente e il Codici è più volte intervenuto segnalando le gravi disfunzioni su quella che dovrebbe essere una azienda modello del Comune, invece è diventato il solito luogo di occupazione della politica .

Per dare la misura dell’inefficienza di questa azienda basta rilevare che su 112 comuni che dovrebbero far parte della gestione, solo 73 sono stati acquisiti, con la spudorata complicità della Regione che continua a manomettere le leggi per salvare una gestione catastrofica del Servizio Idrico Integrato nella nostra regione ( l’ultima legge è stata impugnata dal Governo per incostituzionalità) . Dalla sentenza nasce l’obbligo di ricalcolare le bollette e di espungere la quota di depurazione per i comuni non serviti.

Il Codici in questi anni ha maturato una profonda sfiducia nei vertici dell’azienda al punto di promuovere azioni pilota come quella odierna ed in conseguenza di tale decisione l’associazione annuncia l’avvio di una class action contro Acea per il ricalco e la restituzione degli importi dovuti relativamente alla tariffazione eseguita sulla base del provvedimento n. 4 del 10.12.2002 emesso dalla conferenza dei sindaci dell’autorità d’ambito Lazio centrale – Roma.

 

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