A rischio chiusura il Posto della Polizia Ferroviaria di Colleferro? Se non è solo una “voce di corridoio”, torneranno le barricate…

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COLLEFERRO (Beatrice Cardillo) – Sembrerebbe non essere più solo una voce di corridoio quella che da settimane percorre ad altissima velocità i binari della stazione di Colleferro sull’imminente e definitiva chiusura dei locali uffici della Polizia Ferroviaria.

A quanto giunto fino ad ora ci sarebbe, sui banchi del Ministero degli Interni, una lunga proposta riguardante proprio l’intero dipartimento della Polfer e la sua conseguente “riorganizzazione” interna che prevederebbe, nel giro di pochissimi mesi, la chiusura di decine di Posti della Polizia Ferroviaria su tutto il territorio nazionale.

Tra queste, nella blacklist, ci sarebbe anche Colleferro che ricordiamo essere ad oggi una stazione ferroviaria da quasi 5000 passeggeri al giorno – 1.825.000 l’anno – e che, sul territorio, ha competenza oltreché sui treni che sfrecciano da Ciampino a Morolo anche su più di 30km di Alta Velocità.

E i cittadini non ci stanno!
Ma anche gli addetti ai lavori e i sindacati chiamati in causa non ci stanno.

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Nonostante tutto ciò continui ad essere “non ufficiale”, a Roma si susseguono da settimane le riunioni e le assemblee per definire questa perniciosa situazione.

Ma Colleferro in tutto questo cosa centra?
Perché proprio Colleferro?
Perché proprio a Colleferro vogliono togliere la sicurezza in stazione?

Ebbene Colleferro sembrerebbe essere stata scelta a caso, estratta a sorte dal cilindro o meglio ancora, sorteggiata come vincitrice di un “premio riorganizzativo ministeriale” che comporterebbe però, alla fine della corsa, l’imminente chiusura degli uffici preposti alla sicurezza sul territorio ferroviario.

Secondo il Ministero – e secondo i dati forniti – a giustificare la “decisione”, o meglio la proposta di chiudere gli uffici della Polfer, ci sarebbe probabilmente il fatto che la stazione di Colleferro essendo posta sulla linea Roma-Cassino, non avrebbe ragione di esistere poiché risultano, sulla stessa tratta, ben tre uffici Polfer – quello di Ciampino, di Frosinone e di Cassino – che da soli “potrebbero” senz’altro assicurare all’occorrenza qualsiasi intervento anche per Colleferro.

Tale giustificazione però trascura altri elementi, ancor più importanti.
La chiusura del Posto Polfer di Colleferro avrebbe dei riflessi negativi anche sul Quartiere Scalo che farebbe un passo indietro nel percorso di riqualificazione complessiva che ha intrapreso.
Si può solo immaginare cosa potrebbe diventare nottetempo il parcheggio di fronte alla stazione senza l’effetto deterrente della presenza della Polfer. Tornerebbe lo spettro della microrcriminalità con episodi di furto, delinquenza, spaccio, prostituzione e violenza…

Sul piano economico – tanto caro a quei “vertici” chiamati a fare tagli -, tale taglio non porterebbe alcun genere di risparmio: oggi gli uffici della Polfer sono di proprietà di Ferrovie dello Stato, tutto ciò che ruota all’interno dei suddetti uffici è di proprietà di Ferrovie dello Stato… i Poliziotti invece – ridotti in pochissimo tempo a solo a nove unità  – fanno capo, come i colleghi degli altri dipartimenti, al Ministero ed in particolare al Capo della Polizia, Gabrielli.

Stando così le cose, a Colleferro la Polfer sembrerebbe non incidere in maniera preponderante su un riassetto economico-riorganizzativo tanto a cuore al Ministero che dovrà, comunque, provvedere al ricollocamento dei nove agenti all’intero dei commissariati, senza considerare che si tratterebbe di spostamento di personale qualificato ed altamente specializzato abituato ad attività di controllo preposte sia sui treni che sui binari.

Sarebbe opportuno invece non dimenticare che dal punto di vista del transito passeggeri la stazione di Colleferro resta un importantissimo punto di snodo rispetto alle direttrici Paliano-Prenestini-Alta Ciociaria a nord e Lepini-Sgni-Carpineto Romano a sud.
Ed a proposito di “bacino di utenza”: vogliamo trascurare gli effetti sul numero di pendolari – e sul conseguente traffico ferroviario – in conseguenza delle imminenti aperture dei giganti Amazon e Leroy Merlin.

Ad oggi l’incessante lavoro svolto dai pochissimi agenti in servizio presso la Polfer di Colleferro ha dato nel tempo i suoi risultati: la stazione ferroviaria di Colleferro è un posto sicuro!
Perché sarebbe puerile pensare, dai dati emersi, che non essendoci criticità particolari (quindi pochi furti, pochi arresti e poca delinquenza sui binari) la Polfer possa essere chiusa con uno schiocco di dita.
Al contrario, va considerato che è proprio grazie alla presenza ed al lavoro degli agenti della Polfer, che si sono drasticamente abbassati i numeri dei reati commessi nell’area di competenza. (nelle foto qui sotto alcune immagini che raccontano la quotidianetà del lavoro che svolge la Polfer a Colleferro, anche fuori dalla stazione ferroviaria).

Ci auguriamo che si sia trattato solo di una voce corsa lungo i binari della Roma-Cassino, quella della chiusura del Posto Polfer di Colleferro, perché sarebbe davvero impensabile che la stazione di Colleferro e l’intero quartiere perdesse così, senza sensate spiegazioni, gli uomini della sicurezza.

Sulla questione intanto si sono già levate le proteste del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) alle quali si è associato anche il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna che proprio poche ore fa ha reso noto che «Grazie ed insieme al Senatore Bruno Astorre ci siamo fatti portavoce del caso presso il Ministero degli Interni e lunedì scriverò ufficialmente al Capo della Polizia Gabrielli.
In contemporanea dell’apertura in Città di Leroy Merlin, Amazon e molto altro sarebbe una follia sguarnire la Stazione FS lasciandola senza Polfer».

 

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