A proposito delle fonti inquinanti insistenti su Colleferro interviene il coordinatore locale di “Direzione Italia” Remo Paniccia

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COLLEFERRO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Remo Paniccia del coordinatore di “Direzione Italia” di Colleferro, a proposito dello stato dell’inquinamento nel nostro territorio.

«Gentile Direttore,
Le chiedo la cortesia di pubblicare il presente comunicato, per fare arrivare alla gente di Colleferro quante più notizie possibili.

Siamo stanchi di sentire menzogne, vogliamo la verità!

Ripartiamo dalla manifestazione dell’otto luglio scorso, la cosa già la dice lunga perché proprio l’otto! Si per dire io lotto e tu? Io prima vorrei sapere contro chi lottare e perché? Da anni qualche noto personaggio di Colleferro, manifesta contro l’esistenza dei seguenti impianti perché ritenuti fonti di inquinamento del nostro territorio per le emissioni in atmosfera:
Termovalorizzatori;
Discarica;
Italcementi;
Centrale Termoelettrica del IV Km.

L’otto luglio varie associazioni, autorità civili e religiose nonché tanti cittadini, partecipano alla manifestazione denominata “Rifiutiamoli” riferito solo ai termovalorizzatori (fermi per manutenzione da circa 8 mesi) perché?

Non siamo certi, ma forse perché inquinano e fin qui tutto bene, anzi benissimo.
La domanda è nata spontanea, visto anche che nessuno dice contro chi si sta manifestando: Regione, Area metropolitana, Lazio Ambiente ecc. ecc.?

Ricordo a me stesso, e ai cittadini di Colleferro tutti, che il primo cittadino quando era consigliere comunale non più tardi di tre anni fa, invitava l’allora sindaco ad emettere un’ordinanza di chiusura per tutti gli impianti suddetti.

Oggi partecipa alla manifestazione tranquillo con i cittadini senza avere un minimo di rispetto per le autorità civili e religiose che hanno partecipato, facendo credere loro che la colpa non è sua, senza indicare il colpevole, e sostenendo lo slogan “Rifiutiamoli”.
Partecipa alla riunione in Piazza Italia organizzata dall’associazione Retuvasa sempre contro i termovalorizzatori, e nel suo intervento parla di tutto meno che dei termovalorizzatori.
Non abbiamo mai sentito dire qualcosa dei posti di lavoro che si possono perdere con l’eventuale chiusura degli stessi (cosa da lui mai pronunciata – forse per questo non è preoccupato). Ma poi restano le altre fonti di inquinamento, perché di queste non si parla più?
Invito a riflettere su una cosa (anche se sono, forse più di molti altri, per la chiusura dei termovalorizzatori, anche perché promesso dal Sindaco in campagna elettorale, salendo fino sul tetto del Comune): i termovalorizzatori, pur facendo registrare emissioni in atmosfera, producono energia che diversamente dovrebbe essere prodotta con il gasolio, salvo energia alternativa.

Oggi con i comportamenti del primo cittadino di Colleferro, io per primo sono preoccupato per l’inquinamento a Colleferro. Perché la manifestazione? Perché la partecipazione di autorità religiose? La cosa evidentemente preoccupa oltremodo, ma il Sindaco non fa nulla. Sembrano preoccupati per la salute pubblica, però sfilano contro i termovalorizzatori e non per l’ospedale, come li curano i pazienti? Perché in questi mesi del fermo dei suddetti impianti le misurazioni del PM10 sono salite?

Perché del cementificio non si parla più quando dai rilievi dell’Eras l’emissioni sono di gran lunga superiori rispetto agli altri impianti? Gli altri impianti su indicati, sono tutti produttori di cose diverse…
Poi un’altra osservazione, Colleferro da anni dà lavoro a tante famiglie, grazie alle fabbriche, l’Italia è il fanalino di coda in Europa per l’occupazione (ciò non significa che dobbiamo accettare un inquinamento che mette a rischio la salute pubblica).
Se di questo il sindaco è certo, si assuma le responsabilità di primo cittadino e provveda mediante ordinanza alla chiusura di tutto.
Così facendo respiriamo sicuramente meglio, lui avrebbe mantenuto le promesse e creeremmo meno problemi alla città con le sfilate poco attendibili.

Rimarrebbe da risolvere “solo” la questione occupazionale dei circa 400 di Lazio Ambiente, 700 di Avio, 250 di Italcementi e molti altri delle società dell’indotto.

Per concludere, chiediamo al Sig. Sindaco del Comune di Colleferro, di comunicare alla città la situazione reale dell’inquinamento dovuto alla presenza degli impianti suddetti, specificando le percentuali di ognuno, secondo i dati scientifici a sua disposizione.

Tutto ciò per tranquillizzare i cittadini tutti che ad oggi, visto le numerose manifestazioni e proteste politiche in merito, sono preoccupati.
Consideriamo anche che tale situazione, sta facendo registrare serie difficoltà pure al mercato immobiliare del nostro territorio.

QUESTA LA SITUAZIONE SECONDO LO STUDIO ERAS LAZIO

 

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