Segni. Cerimonia di inaugurazione dell’area archeologica del Ninfeo di Q. Mutius. Visite guidate a cura degli “Amici del Museo Archeologico”
SEGNI (Eledina Lorenzon) – Nella splendida cornice della Sala Pio XI di Segni gremita di cittadini, si è tenuta Domenica 20 Ottobre la Cerimonia di Inaugurazione del Ninfeo di Q. Mutius concludendo un percorso iniziato con la sua scoperta nel 1995 ed oggi riconosciuto come una delle più importanti testimonianze dell’architettura romana del tardo ellenismo.
Emozione tangibile e condivisa da quanti, nel corso di più di un ventennio hanno creduto nell’impresa e con passione, sacrificio e determinazione hanno perseguito un sogno che oggi è diventata una splendida realtà, a cominciare da Francesco Maria Cifarelli, giovane laureando giunto a Segni per una campagna di studio e Federica Colaiacomo, anche lei appassionata studentessa di archeologia che ha seguito in seguito, passo dopo passo, gli sviluppi dei progressi degli scavi e tutto il lavoro di pulitura e messa in sicurezza del monumento.
Erano presenti alla Cerimonia di inaugurazione Daniele Leodori – Presidente del Consiglio Regione Lazio, Enrica Onorati – Ass. All’Agricoltura Regione Lazio, Eleonora Mattia – Consigliere Regione Lazio, il Presidente Compagnia dei Lepini, i Sindaci dei Comuni di Segni, Carpineto Romano, Colleferro, Gavignano, Gorga e Valmontone, il Comm. Capo Angelo Vitale – Dirigente Commissariato di Pubblica Sicurezza di Colleferro, il Cap.Ettore Pagnano – Comandante Compagnia Carabinieri Colleferro, Pasquale Villano – Comandante Stazione dei Carabinieri Segni. Assente per sopraggiunti impegni Margherita Eichberg – Sovraintendente Abap Città Metropolitana di Roma Capitale, Provincia di Viterbo ed Etruria Meridionale di cui è stato letto il testo di un messaggio.
Il Sindaco nel suo commosso intervento, dopo i saluti a tutti gli intervenuti, ha rivolto un ringraziamento particolare a Francesco Maria Cifarelli che intravide, in quella che era una semplice cantina, i primi resti di quella che è la splendida fontana monumentale quasi perfettamente conservata e tornata oggi a nuova vita, a Federica Colaiacomo che con lui ha collaborato e alacremente lavorato, ma anche ai tanti volontari che, animati da sana passione ed amore per il proprio paese, hanno dato il loro contributo allo scavo, alla British School at Rome, favolosa partner nelle ricerche archeologiche e a quanti si sono adoperati a vario titolo perché si giungesse al risultato che, finalmente, oggi è patrimonio di inestimabile valore. Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli architetti Michelangelo Bedini e Fulvio Balzani che hanno curato la delicatissima fase dello smontaggio della costruzione che lo imprigionava e la realizzazione del padiglione in legno lamellare che lo racchiude.
A Federica Colaiacomo e all’Arch. Bedini il compito di illustrare non senza emozione, il lungo percorso e le varie fasi di lavorazione, realizzato grazie ad un finanziamento proveniente dal Piano Restauri 2001-2003 dell’allora Provincia di Roma, che hanno permesso di donare nuova vita al ninfeo che, collegato al percorso delle mura, si inserisce nel più vasto itinerario archeologico della città di Segni.
A Francesco Maria Cifarelli il compito di illustrare la bellezza e l’importanza della fontana monumentale, databile al tardo II – primi anni del I secolo a.C. Composta da un piccolo ambiente, aperto verso valle, con le pareti articolate da nicchie e lo spazio interno occupato da un’ampia vasca.
«Splendidamente conservata la decorazione parietale: le nicchie sono trasformate in selvaggi antri naturali da uno spesso intonaco arricchito di pietre pomici, mentre attorno al loro profilo corrono fantastiche architetture disegnate da conchiglie e perline di “blu egiziano”». Ha quindi ribadito come «L’eccezionalità del monumento è dato dalla presenza, conservata in una tabella posta al centro del prospetto principale, della firma dell’architetto responsabile, fra tardo II ed inizi di I secolo a.C, della sua progettazione: Q. Mutius.
Si tratta probabilmente di uno dei massimi architetti dell’epoca, forse greco di nascita ed appartenente a quella generazione di artisti che venuto a Roma dalle avanzatissime regioni dell’oriente mediterraneo da poco conquistate, contribuì in maniera decisiva al formarsi del nuovo linguaggio figurativo ed architettonico della Roma del tardo ellenismo».
A cerimonia conclusa, a piedi o con le vetture, tutti gli ospiti ed i numerosi presenti hanno intrapreso il tragitto per arrivare a godere della visione del Ninfeo, che ha lasciato tutti veramente meravigliati per la stupenda bellezza e per l’ottima realizzazione della copertura che dona all’opera un’atmosfera unica con il sole che s’insinua dolcemente tra le lamelle di legno. Un luogo ed un monumento che segnano una tappa importante per la città di Segni che diviene a pieno titolo punto di riferimento indiscusso di questo territorio almeno sotto l’aspetto storico ed archeologico, e sarà oggetto di visita di molti studiosi e studenti sia a livello nazionale che internazionale, ma anche per l’intero territorio dei Lepini e che fa sperare, in un futuro non lontano, l’attuazione di un Parco Archeologico.
Un invito a quanti ci leggono ad una visita magari durante la prossima Sagra del Marrone che si svolgerà a Segni dal 25 al 27 Ottobre, partecipando alle visite guidate previste dagli Amici del Museo Archeologico di Segni.



























