Paliano. Willy. Medaglia d’Oro al Valor Civile, intitolazione del parco dei Cappuccini e agghiaccianti particolari dal referto dell’autopsia

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PALIANO – Oggi, 5 Dicembre, siamo a tre mesi esatti dall’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne palianese di origini capoverdiane barbaramente ucciso a Colleferro la notte tra il 5 ed il 6 Settembre scorso.

Anche il 5 Settembre era un sabato e la mente, dei familiari, degli amici, delle Comunità di Paliano, Colleferro ed Artena, e di noi cronisti, non può non tornare al tristissimo risveglio di quella domenica.

E così, mentre si consegna ufficialmente, per mano del Prefetto di Frosinone Ignazio Portelli, la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla famiglia di Willy Monteiro Duarte, conferita dal Presidente Mattarella [qui l’articolo •>], e mentre il Consiglio comunale di Paliano approva all’unanimità l’intitolazione del Parco comunale dei Cappuccini alla memoria di Willy, emergono anche i particolari dell’esame autoptico effettuato sul corpo straziato del giovane 21enne barbaramente ucciso a Colleferro la notte tra il 5 ed il 6 Settembre scorso.

Il Prefetto di Frosinone Portelli consegna la Medaglia d’Oro al Valor Civile

Nella mattinata di Giovedì 3 Dicembre, presso il teatro comunale “Esperia”, Sua Eccellenza il Prefetto di Frosinone Ignazio Portelli, ha consegnato la medaglia d’oro al valor civile alla famiglia di Willy Monteiro Duarte, conferita dal Presidente Mattarella lo scorso 7 ottobre.
Alla cerimonia erano presenti i familiari di Willy, il Presidente del Consiglio della Regione Lazio on. Mauro Buschini, il Sindaco di Paliano, una rappresentanza del Consiglio Comunale, le autorità religiose e delle forze dell’ordine.
Il padre, la madre a la sorella di Willy, visibilmente emozionati, hanno così ricevuto l’onorificenza dalle mani del Prefetto, il quale ha sottolineato «la vicinanza dell’Italia intera al loro dolore e la ferma condanna delle istituzioni a quanto è accaduto».

Il Parco dei Cappuccini intitolato a “Willy Monteiro Duarte”

Nel pomeriggio del giorno successivo, 4 Dicembre, si riuniva il Consiglio comunale di Paliano che all’unanimità approvava l’intitolazione a Willy del Parco dei Cappuccini che è prossimo alla riapertura, dopo un intervento importante di riqualificazione che si è protratto nel tempo a causa di contingenze temporanee e l’emergenza Covid-19.
Il parco è sempre stato un luogo frequentato da bambini, anziani e famiglie, ma ha rappresentato soprattutto un punto di ritrovo per tanti ragazzi, che lì hanno trascorso momenti importanti della propria vita.
Willy era uno di loro.
«La decisione di intitolare il Parco dei Cappuccini a Willy è motivata da due stringenti necessità.
La prima è quella di ricordare un ragazzo di 21 anni che, in maniera barbara e vigliacca, è stato privato troppo presto della vita.
La seconda è quella di tramandare il suo “luminoso esempio” nel tempo, alle generazioni future, così come ricordato dallo stesso Presidente Mattarella nelle motivazioni che lo hanno portato a conferire la Medaglia d’Oro al Valor Civile a Willy».

Gli agghiaccianti elementi emersi dall’autopsia

In quegli stessi giorni – dal referto autoptico del prof. Saverio Potenza, medico legale nominato dalla Procura di Velletri – emergevano alcuni particolari, davvero agghiaccianti, sulla morte del giovane.

Il prof. Potenza scrive di organi interni “mal riconoscibili”, annegati in un’emorragia totale intervenuta su cuore (lesione di 7 cm), polmoni, pancreas e milza.
«Si tratta di una lesività a prevalente espressione viscerale, caratterizzata da aree di infiltrazione emorragica dei diversi organi ed apparati coinvolti che, per le loro caratteristiche quali-quantitative, risulta compatibile con l’azione di uno o più mezzi di natura contusiva che hanno attinto il soggetto in più distretti corporei e patitamente in corrispondenza del capo e del collo, della regione toracica e di quella addominale».
Mezzi di natura contusiva «caratterizzati da significativa energia lesiva che debbono aver agito attingendo il soggetto in maniera cronologicamente concentrata, seppure in tempi rapidamente subentranti, sui diversi distretti corporei».
«Si deve ipotizzare l’azione di uno o più mezzi contusivi caratterizzati da superfici relativamente contenute e prive di particolari asperità e che appaiono pienamente compatibili anche con l’uso di mezzi da offesa naturali, quali l’uso di pugni e/o calci…».

Pochissimi minuti di brutale, barbara, inaudita e vile violenza. Una raffica di colpi ben assestati e sferrati per non lasciare scampo, per uccidere.
Il corpo martoriato di Willy ha raccontato quanto accaduto, ma non è riuscito a farlo fino in fondo, proprio perché schiacciato da un “tritacarne” talmente violento da rendere difficile chiarire se il colpo definitivamente fatale sia stato l’ultimo tra quelli sferrati al cuore, od al collo.

Per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte sono stati arrestati i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, ma dell’aspetto giudiziario della vicenda abbiamo già trattato, e continueremo a trattare in altri articoli, tra i “Correlati” qui sotto…

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