Colleferro. “Voci che restano – Memoria, Testimonianza e impegno civile”. Un incontro di poesia, musica e pittura organizzato dall’Ipia all’Auditorium “Fabbrica della Musica”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – L’Auditorium Fabbrica della Musica di Colleferro ha tenuto a battesimo la prima edizione di “Voci che restano – Memoria, Testimonianza ed impegno civile” che si tenuta nella mattinata di Giovedì 16 Aprile 2026, organizzato dall’I.I.S. di Via Gramsci di Valmontone – Istituto Professionale “P. Parodi Delfino” di Colleferro.
L’evento, fortemente voluto dalla Dirigente scolastica D.ssa Maria Benedetti e dai docenti dell’Istituto Professionale I.P.I.A. e pianificato dalle Prof.sse Francesca Girolami e Claudia Rossi, è stato patrocinato dal Comune di Colleferro con il sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Roma – Coordinatore Territoriale Lazio Sud – Dott. Paolo Cammarota.
L’evento si è aperto con i saluti della Dirigente scolastica prof.ssa Maria Benedetti che ha ringraziato il Sindaco Pierluigi Sanna ed il Vicesindaco Giulio Calamita e l’Ass. all’Istruzione Diana Stanzani per la vicinanza ed la fattiva collaborazione alle iniziative dell’Istituto Professionale “P. Parodi Delfino” di Colleferro.
Il Vicesindaco Giulio Calamita, applaudito calorosamente dagli studenti, ha rivolto un positivo apprezzamento verso la scuola, ricordando a tutti i presenti, l’imminente trasferimento dell’I.P.I.A. in un nuovo edificio inglobato nella città e facilmente raggiungibile, sia dagli studenti locali che dei paesi limitrofi, che permetterà un nuovo modo di vivere città e territori, che ha nell’azione partecipativa il suo fulcro.
La nuova sede permetterà l’ampliamento dell’offerta formativa, favorendo lo sviluppo di competenze trasversali in un ambiente aperto e dinamico con ampi e moderni laboratori all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità.
Il Dott. Paolo Cammarota ha dedicato il suo intervento agli studenti incitandoli a perseguire i loro sogni e soprattutto ad impegnarsi in prima persone, affinché le cose possano cambiare, sottolineando come la giornata sia un’occasione di ascolto ed approfondimento, utilissima per la formazione sia didattica che umana.
Il Convegno ha avuto come obiettivo prioritario la condivisione e la riflessione con gli studenti sul valore della memoria che è conoscenza del passato grazie alla quale possiamo vivere ed interpretare, con maggior consapevolezza, il nostro presente, della parola e dell’arte, sviluppato attraverso l’incontro con artisti che hanno, in modo diverso, interpretato l’arte in varie sfaccettature.
Attraverso l’incontro con varie forme d’arte: dalla poesia alla musica, dalla danza alla pittura e alle canzoni l’evento ha permesso agli studenti un’esperienza formativa multiforme, ed un’esperienza culturale significativa.
Una giornata per educare al bello nell’unione di varie sinergie tra la scuola, le istituzioni e gli artisti.
Introdotti dallo studente Manuel del Brusco, gli artisti si sono presentati agli studenti con la loro arte fatta di parole, di musica e di colore.
La prof.ssa Alberta Tummolo, che ha giocato in casa essendo docente all’I.P.I.A. , si è soffermata brevemente sulla domanda «Ha senso ancora, oggi, parlare di poesia?», condividendo con gli studenti la sua possibile risposta che può riassumersi in tre parole chiave: “Sospensione, immersione ed ascolto”.
Nell’incontro con un testo poetico sospendiamo il nostro tempo, sempre presi dalla frenesia della quotidianità, l’immersione è la capacità di immergersi in un ambiente a noi sconosciuto, ma che esiste e si apre alla nostra ricerca, l’ascolto ossia la predisposizione a cogliere il messaggio dell’autore che diventa patrimonio del lettore!
Ha poi letto alcune delle sue poesie del progetto “Poesie stese ad asciugare”, scrivere le poesie su tele bianche così da incuriosire ed avvicinare i giovani alla lettura, senza necessariamente aprire una silloge poetica!
Il Prof. Antonio Molinari, anch’egli docente dell’I.P.I.A., componente di una band e scrittore, ha presentato il suo primo romanzo “Trema il Cosmo”, un romanzo distopico che ha avuto una lunga gestazione, un’opera che fonde fantascienza, thriller psicologico e dramma adolescenziale in un unico, travolgente flusso narrativo, un romanzo che è legato tra l’altro alle musiche della sua band.
È seguita poi, a cura del figlio Christian, il ricordo del poeta, scrittore, paroliere e cantautore Bruno Nardoni, per un momento di grande emozione e commozione.
Nato a Roma, l’artista ha vissuto a Segni. La sua prima opera, dal titolo “Brunello, micetto … e i desideri”, è stata dedicata ai bambini, ricevendo diversi riconoscimenti.
Dalla sua silloge “Gocce di Vita”, Aletti Editore (2022) con la prefazione di Alfredo Rapetti Mogol , sono state poi lette alcune poesie.
A cura dell’Ensemble Giuseppe Pignatelli, diretta dal M° Luigi Ginesti, che per l’occasione si è anche esibito al pianoforte, è stata eseguita una canzone di Bruno Nardoni ed il “Tema d’amore” di Andrea Morricone da “Nuovo cinema Paradiso”.
A chiudere questa parte della manifestazione l’esibizione di ballo del “Gruppo Lady Lory Dance”, diretta dalla Maestra Loretta Colaiacomo.
Poi la parola è passata all’artista Daniela Frattali, le cui opere hanno fatto da scenegrafia all’evento. Dopo la proiezione di un breve video nel quale l’artista ha illustrato la sua pittura fatta di volti, per lo più femminili, dallo sguardo intenso, l’intervento del Critico d’Arte Alfio Borghese ha descritto la vena artistica dell’artista e le opere in mostra:
«Sono disegni fatti con grande passione, con tratti delicati con colori essenziali e sono soprattutto donne che rappresentano noi oggi. La sua Giuditta è la donna di tutti giorni, la donna che noi amiamo, la donna che vediamo, la nostra mamma la nostra sorella la nostra amante, è lei che rappresenta le donne di sempre, una Giuditta essenziale ed una modella essenziale».
Ha poi proseguito sottolineando come Daniela Frattali rappresenti «la bellezza, la capacità di trasformare una donna, anche una casalinga, in qualcosa di diverso, essenziale e delicato.
È una donna elegantissima, che vive nel mondo di sempre con le sue acconciature, con i suoi turbanti, ma soprattutto i suoi occhi che raccontano tante, tante storie.
Sono donne innamorate, arrabbiate, curiose, sono donne che vivono e questo è importantissimo.
Sono donne di tutti i giorni che noi possiamo incontrare nella nostra quotidianità, sono donne che rappresentano la voglia di vivere!».
In chiusura di evento un ringraziamento è stato rivolto a chi ha lavorato dietro le quinte: i professori Massimo Giretti e Antonio Molinari alla regia e al giovane emozionatissimo presentatore.
La giornata si è conclusa con un omaggio agli artisti intervenuti della chiave di violino, realizzata dagli studenti con la stampante 3D, la consegna di targhe-ricordo a cura del Vicesindaco Giulio Calamita e la consegna di pergamene da parte del Dirigente scolastica .
Tanti calorosi applausi per un incontro che sicuramente ha lasciato il segno negli ospiti, docenti e studenti per l’elevato valore artistico e culturale, riportando la frase in incipit della silloge “Gocce di vita”: “Le parole che arrivano al cuore sono sempre quelle giuste”.









































