Colleferro. Presso la Sala Ripari (ex Konver), in scena con successo il Recital ambientalista “Madre Terra”
COLLEFERRO (RM) – È andato in scena Martedi 5 Gennaio, presso la Sala A. Ripari di Colleferro, il Recital “Madre Terra”, scritto ed interpretato da Gianni D’Ianni e Laura Laurini, audio-video Federico Bruni, promosso dall’Ugi – Unione Giovani Indipendenti e patrocinato dal Comune di Colleferro. Presenti il Sindaco Pierluigi Sanna, gli assessori Sara Zangrilli, Umberto Zeppa, il consigliere Luigi Moratti.
Ad introdurre lo spettacolo l’intervento di Alessandro Coltrè – Presidente Ugi che ha sottolineato come da più di dieci anni l’Associazione ambientalista, culturale e apartitica operi attivamente sul territorio della Valle del Sacco, notoriamente colpito dall’inquinamento e si prefigga lo scopo di coinvolgere e sensibilizzare la popolazione su tematiche ambientali di fondamentale importanza.
Madre Terra è un Recital che affronta tematiche legate all’ambiente, all’ecologia, al rispetto della natura e dell’essere umano, elemento e non centro di questo universo. È un conoscere l’ecologia profonda attraverso le voci di scrittori, poeti e filosofi che si sono attivamente impegnati per la tutela della natura e dei grandi valori ad essa collegati. Lo spettacolo è stato un armonioso insieme di immagini, musica e parole, testimoniando come le arti offrano la possibilità di scuotere le coscienze e far pendere consapevolezza dei gravi pericoli che minacciano la natura e con essa la vita stessa dell’uomo.
I testi proposti e le immagini proiettate sullo schermo lanciano un messaggio chiaro ed inequivocabile: nel pieno della crisi di civiltà che stiamo vivendo, è tempo di ricostruire una società consapevole e solidale, gettare le basi per un nuovo modello sociale ecocompatibile, dove si possa coniugare molto più il verbo “condividere” che “dominare”, “preservare” che “depredare”, “salvare” anziché “uccidere”.
Un intenso momento di riflessione per un pianeta affollato da oltre 7 miliardi di persone e che è sull’orlo di una crisi ambientale senza ritorno se nei prossimi anni non si agirà in modo significativo per contrastare le emissioni di gas serra. In un mondo che continua a consumare risorse naturali che non sono infinite, occorre porre il tema della salvaguardia del pianeta come un’emergenza immediata, non più rimandabile.
E dopo una valutazione, purtroppo amara, sull’accordo internazionale sul clima, firmato da quasi duecento paesi alla Conferenza di Parigi Cop21, a chiudere il recital la lettura delle racconto “Il lamento del campo” di Kahlil Gibran che termina con queste parole: «…. Il sole si levò da dietro una montagna, cingendo le cime degli alberi di corone d’oro mentre io mi domandavo perché gli uomini distruggono ciò che la natura ha costruito».
Tanti applausi dal numeroso pubblico presente, molto partecipativo ed attento grazie alla bravura degli attori in uno spettacolo non facile, ma che ha confermato come il linguaggio universale della musica e dell’arte possono rafforzare la sensibilità “ecologica” dei cittadini, veri protagonisti del cambiamento.
Eledina Lorenzon







