3 Settembre 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Presentato in biblioteca comunale il romanzo “Mav” di Francesca Nunzi. Un approccio efficace per promuovere un libro, interessante da leggere e con fine benefico…

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COLLEFERRO – È accaduto a tutti di partecipare a presentazioni di libri il cui ricavato, almeno in parte, è destinato alla beneficenza.
Spesso quei libri vengono acquistati proprio per il fatto che la destinazione dei proventi è per una buona causa.
Quasi sempre però quei romanzi, quei saggi, quelle raccolte di poesie, non vengono letti e finiscono per occupare la stessa area, negli scaffali delle biblioteche private di benefattori, più che di lettori appassionati.

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Ebbene giovedì scorso 20 Novembre abbiamo assistito alla presentazione di un libro che ribalta gli schemi, e lo fa su tutti i fronti.
Si tratta di “Mav”, il romanzo di Francesca Nunzi – MTS Edizioni – brillantemente illustrato nella Biblioteca Comunale “Riccardo Morandi” a una numerosa platea di lettori che, nonostante il meteo avverso, e il giorno feriale, non ha voluto mancare all’occasione.

L’incontro si è aperto con l’intervento del Consigliere comunale Luigi Moratti, che ha portato i saluti del Sindaco Pierluigi Sanna e ha colto l’occasione per ricordare l’importanza della presenza di una biblioteca così ben organizzata e in grado di ospitare anche eventi non strettamente connessi con la destinazione d’uso della struttura.
«In questa biblioteca – ha affermato Moratti – dall’inizio dell’anno abbiamo presentato ben quarantotto libri che non sono certamente pochi. Abbiamo avuto modo di verificare che effettivamente la struttura risponde, sia dal punto di vista logistico, che organizzativo, a questa destinazione ma questa location è stata usata anche per la celebrazione dei matrimoni.
Quindi, sicuramente, è una location multifunzionale, e multitasking perché abbiamo avuto anche diverse iniziative contemporaneamente.
Non ho ancora letto il libro quindi so di non sapere…
Vorrei però dire che la prima funzione della letteratura – saggi, libri, romanzi, racconti, eccetera – è quella didascalica, una funzione di insegnamento, insegnamento di valori, valori etici e cose di questo genere.
La seconda è quella dell’intrattenimento, e cioè il piacere del testo.
E, se è vero che la prima funzione è la funzione didattica, quella un po’ più considerata, più elevata, più nobile, va detto che anche la seconda, a mio parere, è fondamentale: leggendo i libri, si scoprono dei mondi che non si conoscono, cioè leggere un libro ci permette di volare, di spaziare, di andare a scoprire tutto un mondo che non conosciamo…
E questo libro mi sembra di capire che abbia proprio questa capacità…
Lascio la parola a chi ne sa più di me, cioè a Gisa Messina, che è un’amica, una collega e debbo dire che è una persona che ha tante idee, tanti progetti, e una personalità un po’ vulcanica, come la sua terra d’origine, ovvero sia Catania, con l’Etna. Quindi, grazie di aver scelto questo location e passiamo la parola a Gisa».

Prima di addentrarci nel rendiconto della presentazione vera e propria del libro, registriamo che all’evento erano presenti – oltre al consigliere Moratti, in veste istituzionale – l’autrice del libro Francesca Nunzi, la nipote Cristina – in qualche modo la protagonista ispiratrice del romanzo – accompagnata dalla mamma Cilla, la professoressa Maria Antonietta Nunnari, piacevolissima lettrice di alcuni passi del libro, Maria Teresa Sisinni, l’editrice del romanzo (MTS Edizioni), Chiara e Chiara della Libreria Catena che ha contribuito attivamente alla promozione del libro, e la… ”vulcanica“ Prof.ssa Gisa Messina dell’I.C. “Margherita Hack”, che ha organizzato la presentazione e l’ha condotta con piglio deciso e sicuro, combinando sapientemente l’attenzione e la sensibilità all’argomento con un approccio discreto, ricco di dati e fatti, ma allo stesso tempo capace di coinvolgere emotivamente il pubblico.

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Un pubblico abbiamo detto nutrito – nonostante il maltempo e la giornata infrasettimanale – tra il quale abbiamo notato diversi Dirigenti scolastici, numerosi insegnanti delle scuole che insistono sul territorio e molti curiosi che hanno potuto godere, se non altro, di un piacevole “tardo pomeriggio”.

In apertura di presentazione, la Prof.ssa Messina ha esordito con i ringraziamenti….

«Buonasera a tutti. Volevo ringraziare intanto tutti per essere qui questo pomeriggio, un pomeriggio di pioggia, quindi essere qui vuol dire che veramente volevate stare con noi.
Permettetemi di ringraziare il Consigliere Luigi Moratti, che appunto è un amico, un caro collega e abbiamo in mente di fare tante cose scolastiche insieme.
Vorrei esprimere un pensiero anche per l’Amministrazione comunale tutta, sempre pronta ad accogliere queste iniziative con grande interesse.
Alla mia scuola, alla dirigente Maria Giuffrè (assente perché impegnata in un open day-ndr), vedo anche tanti dirigenti e ne sono veramente contenta, perché mandare questi messaggi alle scuole è molto importante.
Un ringraziamento anche ai miei colleghi, perché hanno sposato, quando ho proposto loro di leggere e comprare il libro, hanno subito raccolto questa iniziativa, perché come sapete, parte del ricavato sarà devoluto al Bambin Gesù di Roma. E questa è una cosa meravigliosa.
Un ringraziamento quindi ai miei colleghi, a Laura Pavia che mi ha realizzato sempre delle locandine meravigliose, veramente grazie. Alle iniziative che si fanno qui in biblioteca, alla libreria Catena, a Chiara e Chiara che ci supportano sempre, con grande sensibilità e rendono questo posto, questa Colleferro sempre più viva, inclusiva e performante.
E permettetemi anche un ringraziamento al direttore di Cronache Cittadine che è qui con noi, e a Eledina Lorenzon, che ci seguono sempre, e hanno pubblicizzato tantissimo questo evento e quindi grazie.
Grazie alla mia collega Maria Antonietta Nunnari che curerà le letture. Un grazie anche a Riccardo Monterisi il “supereroe con i superpoteri” e quindi alla protagonista del libro (Cristina-ndr) che è qui con noi…».

Come in tutte le presentazioni che si rispettino c’è il momento dedicato a raccontare la figura dell’autore e, nel caso di Francesca Nunzi, davvero la difficoltà deve essere stata la sintesi…

«Presentarla è complicato – chiarisce subito la Prof.ssa Messina – perché ha fatto di tutto… È una scrittrice e un’attrice, ha scritto monologhi, ha scritto una raccolta di monologhi dal titolo “Volevo fare la mignotta e poi ho fatto monologhi”. In un’intervista lei dice che, scrivere monologhi l’ha aiutata a prendere la vita un po’ meno seriamente.
Al suo attivo ha tantissime partecipazioni a film, ha lavorato con grandi della nostra cinematografia, Carlo Verdone, Vanzina, Tinto Grass …
Noi l’abbiamo vista l’anno scorso in “Aggiungi un posto a tavola” ancora in tournée con questo bellissimo musical (dall’11 Dicembre al 11 Gennaio di nuovo a Roma al Brancaccio).
L’ultima fatica letteraria della Nunzi è proprio il libro Mav che è uscito nello scorso mese di maggio».

Finalmente si passa alla vera e propria presentazione del libro con riferimenti diretti e indiretti…

«È un libro ibrido – spiega Gisa Messina – possiamo definirlo così perché in effetti è una sorta di racconto vicino al mondo favolistico, pure tra il memoir e l’autobiografia.
È un misto. C’è di tutto.
È un libro a strati.
C’è la storia e poi ci sono tante microstorie e, quindi, alla fine viene fuori una voce polifonica, una narrazione in cui la vera protagonista non è la malattia.
Il nome MAV (malformazione artero-venosa congenita) sembra un nome, così, innocuo, anche carino, con questa sua caratteristica, un’abbreviazione… Invece racchiude una tragedia, perché praticamente è un corto circuito nei vasi sanguigni…
Protagonista del romanzo, sarebbe anche la nipote della nostra Francesca, Cristina, una ragazza meravigliosa che ha 17 anni, quando sta andando al cinema – quindi è nel cuore della sua vita e delle sue attività, insieme alla classe – avviene questo corto circuito.
La vita si ferma.
La vita si ferma e si riscrive in una nuova grammatica per tutti, per i familiari, per la ragazza, una geografia diversa. E subito ricovero al Bambin Gesù. E tre interventi, di cui l’ultimo durerà ben 9 ore.
Si resta appesi ad aspettare.
Si spera.
Le giornate vengono dilatate, non c’è più il tempo, non c’è più lo spazio. Non esiste più nulla. L’unica cosa che esiste è sperare.
E quindi, ecco, che la speranza e la rinascita diventano davvero i protagonisti di questo libro.
Un libro veramente emozionante, che mi ha arricchito molto.

Perché alla fine, di vero protagonista di questo libro, non c’è né uno, siamo tutti noi.
È un libro polifonico, a più voci. È un libro con un messaggio universale, dal particolare all’universale, cioè la malattia che ha colpito Cristina, è semplicemente una sponda da biliardo per colpire veramente la verità, la vita. Questo libro ci pone davanti a una cosa di fronte alla quale l’uomo moderno non si ferma a riflettere, la fragilità».

La presentatrice affonda poi ulteriormente la lama nel cuore del libro, mettendone in evidenza i significati più reconditi.
Si sofferma sull’effetto di prendere coscienza delle nostre fragilità, quando messi di fronte al dolore.
Lo fa richiamando il sociologo Bauman, a proposito non più della “società liquida”, ma della “solitudine liquida”. Nel paradosso di una società iperconnessa, nella quale si finisce per ritrovarsi completamente soli a riscrivere, di fronte al dolore, la capacità di prendere coscienza delle nostre fragilità.
E con riferimenti anche al filosofo Heidegger, che nel “Dasein” tratta della precarietà del tempo: da un altro punto di vista saper accettare la nostra fragilità per venirne fuori più forti e temprati di prima…
Poi evidenzia un’altra “riscoperta”: l’importanza della famiglia…

Per alleggerire il momento, e per evitare che la presentazione tendesse a diventare troppo triste e pesante, è giunto opportunamente il momento dedicato alla lettura, sapientemente scelta anche per introdurre l’argomento successivo.
La Prof.ssa Nunnari ha letto, in maniera estremamente partecipata e divertente, l’episodio dei clown, figure sgradite alla malata (Cristina), ma che pure hanno un loro perché. E poi ancora un altro passo, dedicato a Camilla, la sorella di Cristina.

A seguire è stata la volta dell’intervista diretta all’autrice nella quale Francesca Nunzi ha spiegato com’è nato il romanzo, quando e con quale intento. «Durante il terzo intervento su Cristina, che è durato ben nove ore, ho pensato: «Quale migliore guarigione, se non una storia? Anzi, più storie. Noi dobbiamo raccontare a Cristina delle storie, perché così lei, mentre sta lì in questo letto d’ospedale, ascolta le nostre storie, magari sorride, magari si emoziona, però è viva, rimane viva…
Il libro si sarebbe dovuto intitolare “I semi del buon domani”, perché voleva rappresentare proprio la rinascita, la speranza. Poi si è deciso per un titolo più corto e d’effetto come MAV l’acronimo del nome della malattia».

L’autrice ha poi risposto ad una domanda sull’inizio della sua carriera, l’esperienza alla scuola di Proietti, raccontando anche qualche aneddoto… E di questo periodo della sua vita l’autrice tratta anche in una delle tre storie (tra quelle raccontate a Cristina) inserite all’interno della storia principale.
Ancora grazie a una lettura si alleggerisce di nuovo il tema.

In questo particolare frammento letto dalla Prof.ssa Nunnari si fa riferimento alla creazione, tra gli allievi di Proietti, di un gruppo di attori, “I Picari”, sui quali la Messina ha nuovamente chiamato in causa la Nunzi che con quel gruppo fece i primi esordi proprio nella vicina Gavignano.

È stato poi invitato a parlare anche Riccardo Monterisi che è stato “il gancio” per la promozione del libro e parte attiva insieme ai “Super eroi senza super poteri” in occasione della visita ai bambini ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (sede di Palidoro) agli inizi dello scorso mese di ottobre.

Ci si avviava verso la fine della presentazione… «Cosa vorresti che la gente portasse a casa da questo incontro?» ha chiesto la presentatrice a Francesca Nunzi.
«In realtà – ha risposto l’autrice – desidero condividere questa storia, semplicemente per far capire che è una storia… d’amore, proprio di amore, nella quale tutti ci possiamo rispecchiare, anche se non abbiamo vissuto, diciamo, l’evento.
Però, attraverso anche le altre storie, voglio far capire quanto è importante l’amore delle famiglie, dei cari, insomma, degli amici. Non bisogna mai perderla questa cosa qui, perché mi viene da piangere, scusate, ma io ci credo tantissimo, e l’ho proprio provato con Cristina, ma anche direttamente…
Ho capito che nella vita gli affetti sono la cosa più bella. E a volte, come diceva Gisa prima, magari siamo troppo presi dal lavoro, o da altro e ce ne dimentichiamo. Invece no, bisogna fermarsi un attimo a riprenderla questa gioia. Perché la vita è un attimo, no? È un passaggio. Quindi, perché non vivercela così, bene? Cioè, voliamoci bene. Semplicemente questo…».

L’evento si è concluso con un’ultima lettura – anche questa davvero simpatica – con la Prof.ssa Nunnari dedita a mimare efficacemente la conversazione telefonica tra Cristina e la nonna, «la prima con frasi lente e poco chiare, la seconda, mezza sorda, che non capiva. Erano telefonate dell’assurdo…».

Sì. Come dicevamo all’inizio, questo è un libro che ribalta gli schemi: un libro che vale la pena di essere acquistato per il piacere di leggerlo e per il quale la quota in beneficenza al Bambin Gesù è solo un effetto collaterale… molto gradito.

A Colleferro il libro è disponibile anche presso la Libreria Catena via C. Latina,  69

(fotoservizio a cura di Eledina Lorenzon)

 

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