2 Settembre 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Presentato in Biblioteca comunale il manuale “Apprendere attraverso la non violenza. Vivere, educare, insegnare nella società di oggi”

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Sabato 7 Febbraio c’è stato un incontro straordinario in Biblioteca comunale con Pio Castagna autore, insieme ad Alfredo Panerai, del libro “Apprendere attraverso la non violenza. Vivere, educare, insegnare nella società di oggi” edito da Paperback (2023).

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L’evento promosso da Anpi-La Staffetta Partigiana, Emergency e Retuvasa, patrocinato dal Comune di Colleferro, ha visto la presenza di Alberto Valleriani e Amalia Perfetti che hanno dialogato con l’autore.

Tra il pubblico, presente anche Don Christian Medos, Parroco di Maria SS. Immacolata.
Non ha fatto mancare la sua presenza, nonostante i numerosi impegni, il Sindaco Pierluigi Sanna.

Pio Castagna è coordinatore e formatore alla non violenza per l’Italia centrale di “Pax Christi”, “movimento cattolico internazionale per la pace aperto a tutti. Sorto in Europa al termine della Seconda Guerra Mondiale per iniziativa di alcuni cristiani francesi e tedeschi che si impegnarono nella riconciliazione.
In Italia nasce nel 1954 ispirata dalla Pacem in Terris e dal Concilio Vaticano II ed è impegnata nell’educazione alla pace e alla non violenza, per disarmo, per l’economia di giustizia, per la salvaguardia del creato e per l’obiezione di coscienza al servizio militare”.

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“Apprendere attraverso la non violenza” è un manuale dedicato a quanti, persone, gruppi, associazioni, insegnanti, educatori e formatori cerchino motivazioni e stimoli per una rinnovata volontà di cambiamento, fornendo anche strumenti per realizzarlo: la non violenza utilizzata quindi per una trasformazione sociale, a cominciare da ognuno di noi.

Il manuale si compone di tre parti:

  • La prima parte è dedicata alla non più derogabile urgenza della formazione alla non violenza che deve essere intrapresa sul piano del pensiero, del sentire, del comportamento , delle scelte e del relazionarsi di ogni singola persona.
  • La seconda parte è strettamente legata alle tre modalità da porre in atto per fare formazione: il Consiglio di Cooperazione (per insegnanti ed educatori dei Gruppi giovanili), la didattica laboratoriale e partecipativa (per insegnanti) ed il training non violento (per formatori).
  • La terza parte è un insieme di giochi, strumenti pratici, che possono aiutare insegnanti, educatori, formatori e coordinatori di un’associazione a dare vita a percorsi formativi alla non violenza o semplicemente ad aiutare il gruppo con cui sta interagendo ad impostare il lavoro in un contesto dinamico, efficace e di rispetto reciproco.

Quindi un libro che ci invita a riflettere sulla necessità di attuare percorsi di pace, a cominciare dalla quotidianità, dove riveste un ruolo fondamentale l’educazione, perché la non violenza è una scelta di vita, di lavoro e di impegno sociale nel rispetto di ciascuno, appianando al massimo le divergenze che ci allontano gli uni dagli altri.

È davanti agli occhi di tutti la triste situazione che viviamo anche in Europa, con la guerra tornata con il suo carico di morti, atrocità e distruzione.

È necessario un cambio radicale nella nostra mente e nel nostro cuore affinché possiamo dare vita ad un mondo fondato sul rispetto della vita, della coscienza, dei diritti di ogni essere umano, nella rispetto della libertà di ognuno, delle responsabilità politiche e sociali delle persone e dell’intera umanità.

Su questi temi l’autore con Alberto Valleriani, Amalia Perfetti ed il Sindaco Pierluigi Sanna hanno dialogato con l’autore, ma anche il disarmo è stato al centro dell’incontro: approfondendo le implicazioni politiche, culturali e sociali di una pace che non si limiti solo all’assenza di guerra, ma identifichi il disarmo come criterio dell’agire pubblico e delle relazioni internazionali, dando vita a quella che oggi viene definita “una pace disarmata”, nella consapevolezza che ognuno di noi può contribuire ad attuare uno stile di vita diverso, per continuare un percorso all’insegna della fiducia e della speranza.

L’incontro, che avrebbe sicuramente meritato un pubblico più numeroso per l’intensità, la complessità e l’importanza del tema trattato, si è concluso ricordando che la visione di Gino Strada era che la «pace non fosse solo l’assenza di guerra, ma un modo di vivere in armonia e rispetto reciproco».

 

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