Colleferro. Presentate al Museo Archeologico le proposte progettuali per il Castello Vecchio elaborate dagli studenti del Laboratorio di Restauro architettonico della Facoltà di Architettura de “La Sapienza”

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Un nuovo appuntamento si è tenuto al Museo Archeologico Comunale del Territorio Toleriense nel pomeriggio di Sabato 21 Maggio dedicato alla presentazione delle “Proposte progettuali sul Castello di Colleferro”.

Il progetto, iniziato nel settembre 2021, prevedeva la realizzazione di proposte progettuali sviluppate da studentesse e studenti del quinto anno del Laboratorio di Restauro architettonico del corso di laurea magistrale U. E. della Facoltà di Architettura, Università di Roma “La Sapienza”.

Estate Insieme 2022 ColleferroEstate Insieme 2022 Colleferro

Erano presenti il Direttore del Museo Angelo Luttazzi che ha presentato ed introdotto gli illustri ospiti: Arch. Donatella Fiorani – Professore ordinario e dal 2009 titolare del Laboratorio di Restauro; Prof.ssa Adalgisa Donatelli – Professore associato Facoltà di Architettura – Dipartimento di Disegno, Storia e Restauro; il Prof. Fabrizio De Cesaris – Professore associato, titolare del corso di “Consolidamento degli edifici storici” presso la Facoltà di Architettura “Valle Giulia” dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e di “Elementi costruttivi tradizionali e tecniche per il consolidamento” presso la “Scuola di specializzazione in Restauro dei monumenti” della stessa Università ed il Consigliere comunale Prof. Luigi Moratti con delega alla Biblioteca e al Museo Archeologico.

Dopo i saluti ed i ringraziamenti al numeroso pubblico presente, il Direttore del Museo ha passato la parola alla Prof.ssa Fiorani che ha illustrato la grande emergenza storico architettonica rappresentata dalla rocca di Colleferro e il rapporto dell’edificio con l’abitato di Colleferro.
Un rapporto che induce a pensare ad un futuro in cui i due aspetti della città, quello storico medioevale e quello industriale, possano riunirsi in una modalità che li valorizzi entrambi così da dare vita ad un nuovo percorso di grande interesse e stimolo per residenti e studenti, vista anche l’importanza .del castello che si confronta con architetture di grande prestigio che si trovano a Roma come Palazzo Cesarini che condivide con il castello le stesse tecniche costruttive, oppure l’edilizia medioevale di Alatri, Anagni a di Artena, un tempo Montefortino.
Del castello, oggi di proprietà comunale e circondato da un vasto terreno destinato a parco cittadino, «non esistono documenti certi sulla data di fondazione. I primi riferimenti cronologici certi sono una sentenza del 1318 e un documento del 1320 che riguardano una disputa tra i fratelli Nicola e Giovanni Conti per il possesso dell’edificio. Tutti gli studi sono invece concordi sulla distruzione del fabbricato, avvenuta nel 1431, ad opera delle milizie mercenarie capitanate da Giacomo della Caldora e inviate dalla regina di Napoli, Giovanna II d’Angiò-Durazzo, nel corso degli scontri tra Papa Eugenio IV e i Colonna.
Dopo tale data è reperibile l’intero elenco dei passaggi di proprietà. Inoltre esistono, a partire dalla seconda metà del 600, numerosi scritti e disegni che attestano le successive trasformazioni del fabbricato, a partire dal XVII secolo, da presidio militare a difesa della Valle del Sacco, di Artena e Valmontone, in casale di campagna, con la progressiva perdita dei caratteri militari (rovina delle torri, scomparsa della merlatura, ecc.) e l’accentuazione della presenza dei vani di servizio, spesso riadattamento degli ambienti più antichi. A partire dal 1779 la progettazione fu dovuta a Francesco Rust, architetto della famiglia Salviati.
Nel 1804 la proprietà passò ai Doria Pamphili che affidarono ulteriori lavori di modifica e ampliamento ad Andrea Busirici Vici. Nel secolo scorso il complesso ha subito gravi danni dal terremoto del 1915 e un’occupazione abusiva dal dopoguerra».

Lo studio effettuato ed illustrato dagli studenti e studentesse A. Perelli, A. Ruffolo, B. Salvini, A. Sebastiani Croce, A. Terenzi, F. Spigarelli, E. Venti, E. Verdicchio e L. Vona, è stato rivolto in primis alle varie fasi storiche costruttive e destinazioni d’uso del fabbricato per meglio comprendere le relazioni fra le varie parti del castello, riconoscendo ad ogni periodo storico gli ambienti che si sono andati via via modificando, fino a giungere alla situazione attuale.

Sono stati poi illustrate le criticità riscontrate ed i vari possibili interventi che, pur rispettando la struttura originaria del castello, sarebbe necessari per consolidare la struttura, decisamente deteriorata, e progettare una destinazione d’uso che valorizzi le tematiche legate agli aspetti storico-architettonici, ai valori paesaggistici ed altro ancora. Potrebbe essere quindi previsto, nel futuro, l’allestimento di un museo, una biblioteca, uffici di rappresentanza, una sala conferenze.

Naturalmente è stato messo in evidenza l’urgente intervento di consolidamento, affinché lo stato dell’opera che oggi possiamo ammirare venga conservato, per non creare ulteriori danni che risulterebbero irreversibili.

Sull’esigenza di agire con urgenza per tutelare il castello di Colleferro è intervenuto il Prof. De Cesaris nel suo intervento di chiusura, evidenziando come il progetto presenti notevoli perplessità, sia dal punto di vista del restauro che delle strutture che sono in gravi condizioni soprattutto a causa della vegetazione che si insinuano nella muratura con effetti devastanti e della mancata copertura che permette all’acqua di penetrare sia dal basso che dall’alto. Altro intervento necessario è effettuare una diagnostica che consenta di avere dati oggettivi sull’edificio ed il terreno sottostante.
«Questo progetto – ha poi concluso – ha sicuramente il pregio di centrare l’attenzione su questo edificio che presenta importanti caratteristiche storiche e culturali che non vanno perdute».

Il Consigliere Luigi Moratti ha elogiato gli studenti per l’ottimo lavoro presentato, un lavoro molto impegnativo che sicuramente spingerà l’Amministrazione Comunale a prendere le dovute azioni per portare avanti il progetto di valorizzazione del Castello di Colleferro, luogo del cuore per noi Colleferrini ed inserito nello stemma comunale.
«Trovare gli adeguati finanziamenti per portare avanti questi progetti sarà l’impegno che noi come Amministrazione ci prenderemo e tutto dovrà essere fatto nel minor tempo possibile».
Un lungo e caloroso applauso ha concluso l’interessante pomeriggio.

Il prossimo appuntamento con il Museo Archeologico è per Sabato 25 Giugno con la presentazione della pubblicazione, scritta dal Prof. Vincenzo Fiocchi Nicolai – Docente nel settore disciplinare di Archeologia cristiana e medievale all’Università di Roma Tor Vergata e nella Scuola di Specializzazione del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, e dal dott. Angelo Luttazzi, Direttore scientifico del Museo Archeologico comunale del territorio Toleriense, dal titolo : “Il complesso cimiteriale paleocristiano di Colle S. Quirico presso Paliano (Frosinone) – Contributo alla conoscenza di un agglomerato secondario nella tarda antichità”, edita dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana.