Colleferro. I residenti degli alloggi Ater di Colle Bracchi e Via Giotto protestano. Gli unici esclusi dai finanziamenti per le ristrutturazioni
COLLEFERRO – Dopo le proteste dei giorni scorsi, i residenti nelle palazzine Ater – ex Gescal – si erano dati appuntamento per oggi al fine di sottolineare ulteriormente, in due appuntamenti istinti le problematiche relative alla fatiscente degli alloggi nei quali vivono.
Stiamo parlando dei comprensori Ater di Colle Bracchi (quelli dove c’è il murales gigantesco di Willy, per intenderci) e quelli di “Via Giotto”, a ridosso di Colle S. Antonino intorno ai campi da tennis e alla Scuola elementare “Carlo Urbani”. Gli abitanti di questi comprensori hanno lamentato queste problematiche fin dal mese di ottobre del 2024.
In entrambi i casi – ha avuto modo di sottolinearlo anche il sindaco Pierluigi Sanna – le condizioni fatiscenti in cui versano le residenze Ater stridono:
- a Colle Bracchi con le analoghe case popolari comunali recentemente restaurate
- e a Via Giotto con le strutture relative ai campi da tennis e alla scuola elementare tutte comunali e perfettamente mantenute, rispetto agli edifici Ater che potete meglio osservare nelle foto.
Sostanzialmente i residenti chiedono di sapere «perché mentre altri Comuni della Città Metropolitana di Roma vengono finanziati (Tivoli, Monterotondo, Ladispoli, Pomezia, Ardea), Colleferro viene ignorata».
Nel volantino si legge
«Questo non è accettabile.
PERCHÉ COLLEFERRO È STATA ESCLUSA?
I residenti chiedono risposte
I residenti meritano rispetto
I residenti non possono essere trattati come cittadini di serie B
COSA CHIEDIAMO SUBITO
- Che la Regione Lazio e ATER spieghino perché i cittadini di Colleferro sono stati esclus agli interventi finanziati
- Che la Regione Lazio inserisca Colleferro nelle prossime assegnazioni.
- Che gli alloggi ex Gescal siano riconosciuti come prioritari per condizioni strutturali, sicurezza e dignità abitativa…».
Oggi sono “scesi in piazza”, prima a Colle Bracchi, e poi a Via Giotto dove sono intervenuti, oltre al Sindaco Sanna, e al Vicesindaco Calamita, anche l’Assessore Marco Gabrielli e i Consiglieri Comunali Mario Cacciotti, Lorenzo Gangemi e Umberto Zeppa. Presenti, anche per motivi di ordine pubblico, la Polizia di Stato e la Polizia Locale.
«Non c’è nessuna polemica politica – ha affermato a Colle Bracchi il Sindaco Sanna -. Indosso la fascia tricolore proprio per sottolineare quanto sia istituzionale questo momento.
Noi non parliamo male di nessuno.
Chiediamo però alla Regione e ad Ater di intervenire.
Sappiamo che c’è un problema di sicurezza dei terrazzi e dei cornicioni e sappiamo che c’è un problema di accesso alle case che viene soprattutto limitato a causa della mancanza sia dei montascale sia degli ascensori. In queste case ci sono tantissimi disabili che hanno diritto ad una risposta.
Ater, su sollecitazione degli abitanti e anche mia, dall’ottobre del 2024 ha iniziato a fare i progetti sulla manutenzione straordinaria e sugli ascensori, e sui montascale.
Sappiamo che Ater, il 17 di Aprile, ufficialmente ha trasmesso i progetti alla Regione, ma la Regione, a maggio, ha deliberato di finanziare molti comuni, ma tra quei comuni Colleferro non c’è.
Questa assenza è un’assenza che non si capisce, è un’assenza ingiustificata. Non comprendiamo perché queste case non debbano essere finanziate, per esempio, come quelle di Tivoli.
Le persone che qui abitano sono arrabbiate e stanno protestando. Hanno protestato sabato, hanno protestato oggi, e protesteranno anche dopo le elezioni.
Chiunque pensa di strumentalizzare a fini politici questa cosa, sbaglia. Qui la politica non c’entra.
Qui le persone vogliono che la Regione chiarisca perché nella delibera di maggio non c’è il finanziamento che riguarda le case di Colleferro.
Vogliono i cornicioni nuovi perché hanno paura di passare sotto i cornicioni, vogliono i terrazzi nuovi perché le guaine si staccano, ogni volta che tira vento e piove dentro le case.
Vogliono o i montascale o gli ascensori perché la presenza dei disabili e degli anziani è numerosa e le persone hanno diritto di uscire di casa.
Nessuno può rimanere sequestrato dentro casa. Se non ci sono i fondi, ci arrendiamo. Ma non può essere che i fondi ci stanno per qualcuno e non ci stanno per qualcun altro.
Che questa è una grande ingiustizia e noi contro l’ingiustizia combattiamo».
Nel video di seguito l’intervento del Sindaco Sanna a Via Giotto.
































