18 Settembre 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. È stata celebrata in Biblioteca Comunale con due distinte iniziative

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Il 25 Novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, adottata nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione 48/104, che definisce la violenza contro le donne come:
«Ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata».

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Anche l’Amministrazione Comunale di Colleferro ha voluto celebrare questa giornata con due eventi molto partecipati, che si sono tenuti presso la Biblioteca Riccardo Morandi rispettivamente nei giorni 25 e 26 Novembre.

Martedì 25 l’Associazione Kap Factory ha organizzato un Public Reading che ha unito la forza della lettura e l’emozione della musica per un evento di grande suggestione.

Era presente l’Assessora Diana Stanzani che nel suo intervento iniziale ha voluto riportare le parole della criminologa Roberta Brussone sulla necessità, facendo riferimento alle dichiarazioni della scorsa settimana di un Ministro ed una Ministra, “usare parole chiare, senza scuse, per descrivere il fenomeno: violentatori che agiscono in un sistema di potere, culture che legittimano la sopraffazione, istituzioni che spesso tergiversano. Non “tara genetica”, non “resistenza subconscia”.

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Paola Sinibaldi della KAP factory ha presentato in breve l’associazione di recente costituzione, con Sara Deodati e Katia Quattrino.
Un’associazione che si pone come obiettivo quello di organizzare eventi culturali e di diffondere tutta una serie di iniziative al centro delle quali c’è l’obiettivo importante di scardinare modelli culturali come la violenza sulle donne, è necessario diffondere una cultura diversa attraverso le parole e l’arte.

Intense e suggestive le letture dei monologhi di Ettore Zanca, di cui è autore, docente di storytelling e di scrittura creativa.
Monologhi soprattutto legati al modo di fare informazione, soprattutto in casi di femminicidio, dove davvero l’uso delle parole deve essere sapientemente misurato.
Nel suo primo monologo avverte la necessità, ormai non più prorogabile, che gli uomini finalmente comprendano ed accettino la fine di un amore… ma è vero amore quello che che fa violenza sulla donna, sia essa fisica, economica o psicologica?

Oggi i crimini sulle donne, le loro uccisioni hanno superato Mafia, Camorra e ’Ndrangheta
è proprio il caso di dire che casa nostra uccide più di Cosa Nostra”,

Altre letture sono state curate da Katia Quattrino e Paola Sinibaldi, letture improntate alla necessità di porre fine a questa mattanza, di dare alle donne che subiscono violenza la possibilità di salvarsi, una via di fuga che può essere rappresentata anche da un aumento dei Centri Antiviolenza e da una legislatura che possa davvero tutelarle.

Tra una lettura e l’altra l’esecuzione di brani di grande successo eseguiti da Roberto Proietti, in arte Menestrello, da “Rimini” e “La Canzone di Marinella” di Fabrizio De Andrè a Francesco De Gregori con “Rimmel” e “Autogrill”.

Mercoledì 28 è stata l’Associazione Culturale “L’Isola Riflessa”, con Loretta Pistilli, Marisa Tola e Fabiana Cignitti, a proporre un incontro che ha visto gradito ospite Fabio Pierangeli, Professore Ordinario di Letteratura Italiana all’Università Tor Vergata di Roma, per una profonda riflessione su temi di grande attualità e rilevanza sociale.

Il Prof. Pierangeli, affezionato frequentatore della Biblioteca, sempre accolto con grande affetto, ha trattato il tema: “Femminicidio, impunità, vuoto morale: dall’omicidio di Pasolini ai fatti del Circeo”.

A fare gli onori di casa l’Assessora Diana Stanzani che ha ringraziato l’Ass. Culturale L’isola Riflessa per le proposte sempre di grande spessore per una città sempre più “Città della Cultura”, con presentazione di libri, mostre, incontri e dibattiti e esibizioni musicali che fanno della Biblioteca un presidio culturale, sociale e civile indispensabile per combattere disuguaglianze, isolamento e declino urbano.

Nel prendere la parola il Prof. Pierangeli ha dedicato a tutte le donne presenti le parole che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato nella giornata del 25 Novembre: “Assistiamo al dilagare di umiliazioni, ricatti, coercizioni, aggressioni fisiche e femminicidi.
Parità significa educazione al linguaggio del rispetto. Libertà e protagonismo delle donne sono conquiste collettive da difendere ogni giorno”.

L’incontro è stato poi dedicato alla poetica e ai romanzi di Pasolini , al suo modo di fare cinema “riportandolo nel dominio del mythos, avviando un percorso autoriale che, dall’esordio alla regia nel 1961 con Accattone, si snoda fino a Salò o le 120 giornate di Sodoma del 1975”.

Un popolo, quello Italiano, dove Il consumismo ed il capitalismo, hanno omologato tutti i valori essendo intervenuti nell’anima di ognuno, distruggendo ogni valore della tradizione, ed abbattendo le culture della diversità.
Oggi i giovani sono o passivi, o violenti!
Pasolini aveva una severa visione della gioventù, certo è che negli ultimi tempi il suo pensiero sembrava andare modificandosi….

Tra un intervento e l’altro le letture tratte da “Lettere luterane” di Pasolini.

Poi il Prof. Pierangeli ha parlato del delitto del Circeo, un caso di rapimento, stupro ed omicidio avvenuto il il 29 e 30 Settembre 1975, un femminicidio che ha avuto un impatto profondo sulla società italiana.

Quello che fu definito il massacro del Circeo coinvolse due giovani donne: Donatella Colasanrti e Rosaria Lopez che, attirate in una villa a San Felice Circeo, furono minacciate, torturate e violentate per oltre trenta ore. Rosaria , 19 anni, morirà a causa delle ferite inferte, mentre Donatella , 17 anni, riuscì a salvarsi fingendosi morta. Gli autori del crimine erano tre ragazzi di famiglie benestanti : Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira.

Per l’opinione pubblica lo sconcerto più grande fu scoprire il contesto socio-culturale in cui era scaturita tanta violenza, “i ragazzi della Roma bene” ed inizia un dibattito intellettuale che vede Pasolini porre, a differenza di altri intellettuali , a cominciare da Calvino, la degenerazione della società tutta derivante dalla perdita di valori causata dall’avvento del consumismo.
Per anni, il caso ha continuato a dividere l’opinione pubblica, costringendo la società ad interrogarsi su temi quali violenza patriarcale, disparità di classe e responsabilità dei media, sicuramente il delitto del Circeo fu uno spartiacque, da quella vicenda nacque una nuova consapevolezza della giustizia di genere e della memoria civile.

Quello che rese questo “massacro” ancora più devastante fu l’impunità totale che permise ad Andrea Ghira di fuggire all’estero, Guido e Izzo, finirono in prigione, ma Izzo nel 2004 ottenne la semilibertà e nel 2005 uccise altre due donne. Gianni Guido, nonostante due tentativi di evasione, dal 2009 è un uomo libero.

Pier Paolo Pasolini fu trovato morto sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia sul litorale Sud di Roma nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975, privando l’Italia di una grande intellettuale, uno scrittore ed un poeta ed regista di rara bravura. Una morte ancora oggi avvolta dal mistero.

 

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