Colleferro. Anche le scuole scendono in piazza e manifestano per dire “No alla guerra” in Ucraina
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Venerdì 4 Marzo Piazza Italia a Colleferro è stata splendida cornice per la manifestazione organizzata dall’Istituto comprensivo Margherita Hack, che ha visto la partecipazione di classi della Scuola dell’Infanzia, Primaria, Secondaria di Primo Grado, cui hanno aderito classi dell’Istituto Comprensivo Colleferro II e studenti dell’Ipia Parodi Delfino per dire un forte e convinto “NO alla guerra” e chiedere la pace in Ucraina, perché quello che oggi il popolo ucraino sta vivendo con civili uccisi dalle bombe e migliaia di persone in fuga dalle loro case e dalla loro terra, è inaccettabile!
Ad accogliere i tanti studenti accompagnati dai loro insegnanti, sotto un cielo d’un intenso azzurro ed un sole splendente, il Vice Sindaco Giulio Calamita, l’Ass. Diana Stanzani ed il Consigliere comunale Vincenzo Stendardo.
Nel prendere la parola il Vice Sindaco, rivolto agli studenti, ha sottolineato come stiamo vivendo un momento tragico, ma la presenza in questa piazza, come in tantissime altre piazze d’Italia, testimonia la vicinanza ai bambini, alle donne e agli uomini dell’Ucraina.
«La guerra – ha affermato – non è mai una buona soluzione e la richiesta di pace che il mondo sta manifestato per l’Ucraina, deve essere un monito risoluto e determinato che deve dare nuovo vigore ai movimenti pacifisti, tenendo bene a mente che situazioni come quella che stiamo vivendo lungo i confini della nostra Europa purtroppo accadono anche in molti altri paesi del mondo».
Calamita ha quindi invitato tutti a prendere esempio dai tanti uomini e donne che, nel corso della loro vita, sono riusciti a cambiare la storia, opponendo alla violenza la cultura della pace nelle quotidiane azioni di ogni giorno.
La Dirigente Scolastica, dott.ssa Maria Giuffrè, ha rivolto il suo ringraziamento all’Amministrazione Comunale ed alle Forze dell’Ordine per la collaborazione nell’organizzazione della manifestazione sottolineando che «Stiamo manifestando in un clima ancora di emergenza per il Covid e quindi le difficoltà sono state tante per raccogliervi in questa piazza stamattina, ma lo volevamo fortemente ed ho accolto la proposta del Collegio dei Docenti del Margherita Hack per essere insieme qui stamattina per riflettere, per interrogarci perché non dobbiamo dimenticare che prima di tutto siamo educatori e quindi dobbiamo meditare con i nostri ragazzi su quello che sta succedendo».
La Giuffrè ha poi proseguito affermando come l’attuale situazione deve impegnare tutti, genitori, insegnanti Enti locali ed associazioni, ad un continuo percorso di educazione alla pace per evitare situazioni a rischio, contrastare ogni pregiudizio con l’accettazione della diversità, ricordando la testimonianza di Sami Modiano che gli studenti in piazza hanno avuto modo di conoscere.
Ha poi dato lettura del messaggio che il Ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi ha inviato a tutte le scuole italiane:
«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
La scuola italiana è fondata sulla nostra Costituzione e alla base della nostra Costituzione c’è la pace, che è un valore irrinunciabile.
Le nostre scuole da sempre mettono al centro del percorso educativo questi temi e, responsabilmente, educano le nostre ragazze e i nostri ragazzi a una cittadinanza consapevole e al rifiuto della guerra. Sia la Pace il tema della nostra riflessione comune e del nostro essere scuola insieme».
Una giovane studentessa ha poi preso la parola, ecco il suo accorato intervento:
«Siamo qui in piazza per dire no alla guerra in Ucraina, per dire no a ogni guerra, a tutte le guerre.
La guerra è un male assoluto per cui è da evitare sempre, perché tutte le controversie si possono e devono sanare con la diplomazia.
Dobbiamo vivere in un mondo di pace, dobbiamo volere e sperare di vivere tutti in una condizione generale di tranquillità, senza odi e inimicizie.
Per arrivare a questo si deve eliminare il divario tra ricchi e poveri, si devono distribuire le risorse e si deve dare voce ai deboli e facilitare il dialogo, soprattutto si devono rispettare i diritti di tutti e di ciascuno.
Noi tutti dobbiamo credere e professare la cultura della non violenza, dobbiamo, oggi più che mai, fare nostri valori come solidarietà, tolleranza, accoglienza, confronto e comprensione. Non dobbiamo e non possiamo perdere la speranza in un mondo migliore, senza più guerre».
Poi le varie classi si sono avvicendate per esternare la loro vicinanza al popolo ucraino: striscioni, e poster preparati in classe con grande impegno, testi di canzoni, letture e poesie per esprimere tutto il dolore e l’indignazione nei confronti di quello che sta succedendo a poche migliaia di chilometri dall’Italia.
Nei plessi delle Scuole dell’Infanzia e Primarie dei due Istituti Comprensivi si sono tenuti piccoli eventi con gli alunni, lavorando per la PACE, come ha scritto un’insegnante: «Quella che sta dentro i cuori dei nostri bambini, di tutti i bambini del mondo».














































