1 Settembre 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. 25 Aprile Festa della Liberazione. La città l’ha celebrata in un intero weekend con entusiasmo e partecipazione

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) È stata celebrata a Colleferro con grande entusiasmo, partecipazione diffusa e la presenza numerosa di tanti cittadini, associazioni e realtà del territorio, la giornata del 25 Aprile 1945, una data che ricorda la fine dell’occupazione nazista, il crollo del regime fascista e il coraggio di chi scelse di opporsi, pagando anche con la vita.

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Quest’anno la ricorrenza ha interessato due giornate, la prima quella del 25 Aprile che ha previsto una giornata di riflessione iniziata in Aula Consiliare con la presenza del Sindaco Pierluigi Sanna, del Vicesindaco Giulio Calamita, dell’Assessora Diana Stanzani, del Consigliere VIncenzo Stendardo, della Presidentessa dell’Anpi – La Staffetta Partigiana Amalia Perfetti e della Prof.ssa Fiorenza Taricone, Docente Ordinaria di Pensiero Politico e questione femminile presso l’Università di Cassino e Lazio Meridionale.

Un’Aula consiliare davvero gremita di pubblico, ma soprattutto di tanti giovani, che hanno reso il clima ancor più carico di significato, tra memoria storica e partecipazione attiva dando voce a una riflessione autentica e profonda sul valore della pace e sull’importanza di non dimenticare.

Dopo i saluti di benvenuto della Prof.ssa Perfetti, che ha evidenziato come la giornata del 25 Aprile “sia per noi una data particolarmente importante e preziosa”, la presentazione della Mostra, per immagini e testi, dedicata alle “Madri Costituenti”, realizzata con disegni e schede biografiche tratte dall’Agenda 2026 di People, a loro dedicata, che ripercorre le vite e l’impegno di ciascuna di loro, oltre che le leggi repubblicane che ne saranno attuazione, curata da Amalia Perfetti e le illustrazioni di Manuela Mapelli.

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Sono poi iniziale le letture di alcune delle schede, affidate a nove giovanissime lettrici:
Mariia Myroshnychenko, Diana Macare , Marina Carotenuto, Alice Raimondi, Vittoria Manzo, Elif Polat, Beatrice Pica, Denise Gabrielli e Maria Mazzocchi, che hanno letto testi dedicati a:
Lina Merlin, Adele Bei, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Federici, Rita Montagnana, Teresa Noce, Teresa Mattei, Elettra Pollastrini e Nilde Iotti, con l’accompagnamento musicale di Matteo Marsili del brano “A bocca chiusa”.

In un clima di grande emozione ha avuto inizio l’intervento della Prof.ssa Taricone che ricordiamo ha pubblicato testi e saggi inerenti ai diritti civili e politici, interventismo, pacifismo e associazionismo femminile nell’Ottocento e nel Novecento italiano e francese , da sempre punto di riferimento non solo per la comunità accademica, ma per tutta la società civile impegnata in lotte fondamentali per i diritti.

Il suo intervento ha toccato temi di grande sensibilità ed importanza a cominciare dalle “marocchinate”, troppo spesso taciute ed ignorate che tanto dolore hanno portato, soprattutto nei nostri territori, ai treni dei bambini le cui storie si sta cercando di ricostruire.
Molto approfondito il tema della democrazia affermando che noi viviamo oggi «in una democrazia formale, ma non siamo in una democrazia sostanziale».
Una vera lectio magistralis che ha toccato i sentimenti e le motivazioni che «hanno spinto donne e uomini a sfidare il regime fascista prima, e l’occupazione tedesca dopo, in nome della libertà e soprattutto a non equiparare il valore della resistenza e quello che le donne hanno sopportato ad altri, diciamo fenomeni di passione politica, parlo della Repubblica di Salò, parlo anche delle Foibe, io non voglio assimilare quello che non è uguale, non è uguale!».

Ha quindi concluso evidenziando, come, nel giorno della Resistenza, «è bene dirselo molto chiaramente che noi rischiamo delle grandi derive autoritarie, che noi rischiamo di nuovo una mentalità fascista, che come diceva Umberto Eco e tanti altri, non è solo una forma di governo, ma un atteggiamento caratteriale, da lui avversato, e quindi io non posso che plaudire a tutto questo perché loro ci guardano e sperano in una società diversa e sperano che questa involuzione autoritaria abbia fine».

Si sono quindi succeduti gli interventi dell’Ass. Stanzani e del Vicesindaco Calamita.
Al Sindaco Pierluigi Sanna il compito di chiudere questa prima fase della Cerimonia, in quello che è stato il suo ultimo intervento da Sindaco per il 25 Aprile.

Tanta l’emozione nelle sue parole per una celebrazione da lui tanto amata e che, grazie al suo entusiasmo ed al suo impegno, ha saputo ravvivare nella cittadinanza tutta!
Ha parlato infatti di quanto fatto in questi anni per ricostruire la resistenza, protagonista anche nei nostri territori.
Ha ricordato l’incontro, lo scorso anno, nei Rifugi di Via Roma, in collaborazione con il giornalista Mario Galati, in quella che è stata identificata come la “sala da ballo”, il cui filo conduttore è stato la cura della memoria delle donne e degli uomini protagonisti della Resistenza, in tanti modi diversi.

In conclusione ha sottolineato come l’augurio più grande da fare per il 25 Aprile non è quello della memoria che è un dovere, ma quello di difendere e conservare l’amore per gli impegni degli Italiani e delle Italiane verso la Repubblica che è Repubblica Parlamentare, così come l’hanno voluta le madri ed i padri costituenti. Un invito ha poi rivolto ai presenti a leggere “L’Orologio” di Carlo Levi pubblicato nel 1950, che racconta la ricerca di un nuovo ordine politico e sociale e il suo intrecciarsi con la ricostruzione materiale e civile del paese dopo l’oppressione del fascismo e lo sfacelo della guerra, ed è la rappresentazione letteraria più lucida, appassionata e disincantata della nascita della Repubblica.

È poi seguito il taglio del nastro della bella mostra dedicata alle Madri Costituenti.

Nel pomeriggio ha avuto luogo il corteo, che ha visto la presenza del Sindaco Pierluigi Sanna, del Vicesindaco Giulio Calamita, dell’Assessora Diana Stanzani, dell’Ass. Marco Gabrielli e dei Consiglieri Umberto Zeppa e Simone Compalati, dell’Anpi – La Staffetta Partigiana, delle Forze dell’Ordine e Civili, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, per la deposizione di una corona d’alloro al Monumento dei Caduti in tempo di Pace nei giardini “Angelo Vassallo”, con la benedizione di Mons. Luciano Lepore.

Il corteo è poi proseguito accompagnato dalla Filarmonica Città di Colleferro, diretta dal M° Mario Cesari che ha eseguito i canti simbolo della giornata.
Tra tutti, “Bella ciao” risuonata lungo il percorso fino a Piazza Mazzini per la deposizione di una seconda corona al Monumento dei Caduti della Seconda Guerra Mondiale.

L’intervento del Sindaco ha voluto soprattutto evidenziare come per noi ricordare sia un dovere, ma è quanto mai necessario oggi, che i testimoni di quel periodo storico stanno lentamente scomparendo, attualizzare la guerra di liberazione perché anche oggi si può combattere contro la sopraffazione, in difesa dei diritti, in difesa della libertà dei popoli, in difesa dei diritti dei più piccoli, degli indifesi, degli ultimi. La nostra capacità di attualizzare sarà il nostro modo di ringraziarli, trasmettendo ai giovani il ricordo del loro sacrificio per costruire un tempo nuovo di liberazione compiuta!

Poi tutti a Piazza Italia ad applaudire la Filarmonica che ha offerto, nel segno di una confermata consuetudine, il suo “Concerto della Liberazione”, applauditissimo dal pubblico!

Nella giornata di Domenica 26 appuntamento sold out al Mercato Coperto, caratterizzato dall’intervento di Amalia Perfetti-Presidentessa dell’Anpi – La Staffetta Partigiana e dei suoi tanti ospiti. Di grande emozione l’intervento di una giovane mamma, proveniente da Gaza City ed in Italia grazie ai corridoi umanitari per curare la sua bambina, che ha raccontato la sua esperienza sotto i bombardamenti, la fuga e l’arrivo in Egitto per poi giungere in Italia. Il marito e gli altri due suoi figli sono purtroppo fermi proprio in Egitto da tre anni.

Tanti gli interventi, tra cui l’illustratrice Giulia D’Ottavi che ha realizzato il bozzetto del manifesto della manifestazione, Mauro Biani con il suo ’impegno civile, la contemplazione partecipe, la poesia” delle sue vignette, i Rappresentanti dei tanti banchetti allestiti: Libera-Associazione e Numeri contro le Mafie, Associazione Nazionale Italia-Cuba, Emergency-Medicina, Diritti e Uguaglianza, Cgil Spi-Lega Valle del Sacco ed il banchetto con i manufatti prodotti dalle donne di Gaza.

Tanti interventi, tante riflessioni per portare alla ribalta temi quali la guerra, le ingiustizie, la miseria, l’immigrazione e soprattutto il desiderio che sventoli, sul mondo intero, la bandiera della libertà e della democrazia.

«Questa Repubblica – ha concluso il Sindaco – che le nostre madri ed i nostri padri hanno costruito con un prezzo altissimo dal punto di vista delle libertà e delle vite umane, la difenderemo come l’abbiamo difesa in passato ed ogni volta che proveranno a modificarne le basi, i capisaldi, le architravi, ci troveranno ai nostri posti, come diceva Calamandrei, con lo stesso spirito che le donne e gli uomini di questo Paese hanno avuto negli anni che il 25 Aprile del 1945 ha sublimato».

Poi la parola è passata alla musica con Sandro e Marino Severini, componenti della Band “I Gang”, gruppo marchigiano che ha contribuito in maniera determinante alla stagione d’oro del rock italiano.
Le loro canzoni contengono poesia epica, musica, teatro, cinema, storie orali, canzoni da intonare nei giorni delle celebrazioni e in tutti quelli in cui è importante ricordare il sacrificio di quanti hanno perso la vita per un’“Italia libera”.

Un 25 Aprile da incorniciare, una cerimonia partecipata con istituzioni, associazioni e tanti giovani, simbolo di un legame forte tra passato e presente, in difesa della democrazia nel segno della pace e della libertà!

 

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