Ciampino. Il traffico che soffoca la città. Aeroporto, pendolari e infrastrutture insufficienti mettono in crisi la viabilità
Tra il pendolarismo verso Roma, la crescita dello scalo internazionale e una rete stradale ormai al limite, basta un imprevisto perché l’intero sistema della mobilità entri in crisi
CIAMPINO – Ogni mattina si ripete lo stesso copione: code agli ingressi della città, rallentamenti sulle principali arterie e tempi di percorrenza sempre più incerti.
A Ciampino il traffico non rappresenta più un disagio occasionale, ma una condizione strutturale, alimentata dalla sovrapposizione di tre grandi flussi: il pendolarismo verso Roma, la mobilità locale e il traffico generato dall’aeroporto internazionale “Giovan Battista Pastine”.
La posizione geografica del Comune, porta d’accesso alla Capitale e ai Castelli Romani, costituisce al tempo stesso un punto di forza e una criticità. Una rete stradale progettata decenni fa è oggi chiamata a sostenere volumi di traffico molto superiori rispetto a quelli per cui era stata concepita.
Il principale fattore di pressione è rappresentato proprio dall’aeroporto.
Negli ultimi anni lo scalo ha consolidato il proprio ruolo nel traffico aereo nazionale ed europeo, i passeggeri su voli nazionali sono stati 2.657.532, in crescita del 9,0% sul 2023, mentre i passeggeri su voli internazionali sono stati 8.107.155, in aumento del 7,8% sul 2023.
Ogni giorno migliaia di viaggiatori, accompagnatori, dipendenti aeroportuali, autobus di linea, navette private, taxi e mezzi NCC convergono verso il terminal, riversandosi inevitabilmente sulla viabilità cittadina.
A questo si aggiunge il traffico pendolare proveniente dall’area dei Castelli Romani e diretto verso Roma. Nelle fasce orarie comprese tra le 7 e le 9.30 e tra le 17 e le 19.30, via Appia Nuova, via dei Laghi e gli accessi al Grande Raccordo Anulare registrano quotidianamente rallentamenti e lunghe code, con ripercussioni sulla mobilità dell’intero quadrante sud-est della Città Metropolitana.
La convivenza tra traffico urbano e traffico aeroportuale appare sempre più difficile.
Per residenti e viaggiatori raggiungere il Grande Raccordo Anulare o la rete autostradale rappresenta spesso la parte più lunga e imprevedibile dell’intero spostamento. La percezione diffusa è quella di una città che svolge funzioni metropolitane pur disponendo di infrastrutture pensate per un contesto profondamente diverso.
A rendere ancora più fragile il sistema contribuisce la chiusura di via di Fioranello, importante collegamento tra via Appia Nuova e via Ardeatina.
Il provvedimento si è reso necessario in seguito a uno smottamento del terreno e al distacco di massi dal costone che costeggia la carreggiata.
Le conseguenze sono state immediate: deviazione del trasporto pubblico, compresa la linea 720 che collega la stazione Laurentina con l’aeroporto di Ciampino, e ulteriore incremento del traffico sulle arterie alternative, già interessate da elevati flussi di veicoli.
Tra le criticità storiche della rete viaria figura il passaggio a livello di Casabianca, lungo la SP 217 Via dei Laghi, arteria di competenza della Città Metropolitana di Roma Capitale. Le frequenti chiusure delle sbarre ferroviarie generano quotidianamente code che si estendono ben oltre il tratto interessato, rallentando sia il traffico pendolare sia quello diretto verso l’aeroporto.
Per questa criticità è già stato definito un intervento infrastrutturale di rilievo. Il progetto, presentato nel 2024 e finanziato con circa 17 milioni di euro da Regione Lazio e Astral, prevede la realizzazione di un sottopasso carrabile sotto la linea ferroviaria Roma-Velletri, di un sottopasso ciclopedonale, di sette rotatorie e di una nuova viabilità destinata a separare il traffico locale da quello di attraversamento. L’obiettivo è eliminare uno dei principali colli di bottiglia dell’intero quadrante sud-est della provincia di Roma, migliorando sicurezza e fluidità della circolazione.
La vulnerabilità dell’attuale sistema emerge con particolare evidenza quando si verificano eventi straordinari. Lo ha dimostrato la recente sospensione temporanea dei decolli e degli atterraggi nello scalo aeroportuale, causata da un principio di incendio in un locale tecnico e coincisa con un’agitazione sindacale. Nel giro di pochi minuti il blocco delle operazioni aeroportuali ha prodotto un immediato effetto domino sulla viabilità: passeggeri in attesa, taxi e autobus bloccati, intersezioni congestionate e pesanti ripercussioni sulla circolazione dell’intero territorio.
Il monitoraggio quotidiano della mobilità conferma una situazione ormai consolidata. Rallentamenti nelle ore di punta, cantieri stradali, criticità infrastrutturali e l’elevata concentrazione dei flussi di traffico su poche direttrici rendono il sistema particolarmente vulnerabile.
La contemporanea presenza della chiusura di via di Fioranello e del passaggio a livello di Casabianca evidenzia quanto sia sufficiente la perdita di una sola direttrice per compromettere l’equilibrio dell’intera rete viaria.
Per approfondire il tema e conoscere le iniziative dell’Amministrazione comunale, la redazione ha richiesto un’intervista alla Sindaca Emanuela Colella.
La prima cittadina, contattata nei giorni scorsi, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni sulla situazione della viabilità e sulle prospettive degli interventi in programma.
La questione della mobilità rappresenta oggi una delle principali sfide per Ciampino.
La città è chiamata a sostenere un ruolo che va ben oltre i propri confini amministrativi, fungendo da punto di accesso alla Capitale e da supporto logistico a uno degli aeroporti più importanti del Paese.
La realizzazione del sottopasso di Casabianca costituisce un intervento strategico e atteso, ma difficilmente potrà rappresentare, da solo, la soluzione definitiva. Sarà necessario sviluppare una pianificazione infrastrutturale più ampia, capace di integrare mobilità urbana, trasporto pubblico, collegamenti aeroportuali e viabilità metropolitana.
In assenza di una visione complessiva, ogni incremento dei flussi di traffico o evento imprevisto continuerà a mettere sotto pressione un sistema già fortemente sollecitato, con ripercussioni dirette sulla qualità della vita dei residenti, sull’attività economica del territorio e sull’efficienza dei collegamenti aeroportuali.
Stefano Tucci























