20 Marzo 2026

Venerdì 7 Ottobre, a Carpineto Romano i Muiravale Freetown riaprono la stagione del reggae

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CARPINETO ROMANO (RM) – Si può dire che, per aspettative e intenzioni, l’estate è una bugia così ben raccontata da sembrare vera, oppure è una bolla di sapone così grande, leggera, colorata da volerla abitare chissenefrega fra un po’ scoppierà? Sì, no, forse. “Bucia vera” o “bolla saponata”, sta di fatto che quella carpinetana – tra sagre, eventi, festival musicali – è stata entrambe le cose (e chissà quali altre).

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Il sale nella coda è stato ‘Pon di Tower’ il 26 Agosto scorso, una serata sulla vedetta a nome Reggia dei Volsci troneggiante Carpineto Romano che se quella notte dall’alto fosse caduto anche solo uno spillo non avrebbe toccato terra, tanta era la fauna festante che s’era dato appuntamento per scatenarsi a suon di reggae (vedere per credere: https://www.youtube.com/watch?v=uTLKBGnmFIk). Ospiti Pakkia Crew, Quadraro Massive e l’apparizione di Shak Manaly dei Muiravale, sotto la “regi”a dell’autoctono padrone di casa Mr Easy.

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Poi, siccome quest’ultimo ha il fiuto che neanche un cane da tartufo abbinato alla malia di una donna cosciente della sua prorompente bellezza e, al contempo, Shak Manaly s’è innamorato del posto, per tacere della strepitosa risposta del pubblico carpinetano e limitrofi – bando alla falsa modestia: quella del paese lepino sta diventando una yard famosa in Italia nel panorama del genere -, allora ecco spiegato l’imminente promessa strappata e onorata dai due: Venerdì 7 Ottobre, Shak Manaly con la sua band Muiravale Freetown (occhio, ben 8 componenti) saranno di scena a Carpineto. Location indoor, stavolta: la sala inferiore della Rupe dei Sette Venti (chiamato Ze Berto dagli habitué) sita in Via Maenza, 26, con inizio fissato alle 22:30.

Ma chi sono i Muiravale? Seppur in poche righe, la loro genia merita d’essere raccontata: nascono nel 2009 e decidono di chiamarsi così in ricordo del medico missionario terracinese Alfredo Fiorini, ucciso nel ’92 da una raffica di mitra appunto a Muiravale, in Mozambico. La band trae ispirazione, e quindi vuol diffondere, il messaggio di altruismo, tolleranza e fraternità dell’uomo di cui onora la memoria. Da sette anni a questa parte i Muiravale Freetown ne hanno fatta di strada, vantando collaborazioni, tra gli altri, con B.R. Stylers, 24 Grana, Meg, Giorgio Canali e Rossofuoco, Tre Allegri Morti e Africa Unite.

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Parentesi apparentemente insignificante, se non fosse utile alla chiusura di questo pezzo: dalle nostre parti, quando ci si vuol dire rammaricati del fatto che la compagnia di un amico sta per terminare perché inaspettatamente decide di rincasare, ipotizzando sia preoccupato dal sopraggiungere di imminenti rovesci temporaleschi, con gli occhi negli occhi e in un misto di accoratezza e delusione, gli si suole ironicamente chiedere: «Ah Fra, ma che té i panni stisi?!». Però, siete avvertiti: venerdì 7 ottobre questa battuta sarà fuori luogo. Il motivo? Perché, dopo un live e una dancehall griffata Mr Easy, c’è il sole a prescindere.

Davide Prosperi