Uccide la moglie ed il presunto amante nell’ascensore del posto di lavoro. Dramma della gelosia all’Inps Roma Tuscolano
ROMA – È accaduto nel pomeriggio di ieri, 26 Settembre, all’interno di un ascensore del palazzone dell’Inps di Via Quintavalle a Cinecittà: un uomo ha ucciso a coltellate la moglie ed il presunto amante.
Il tutto è accaduto nel tempo di una “corsa” dell’ascensore. Dal terzo piano al piano interrato…

Sono entrati in tre, ma, con i propri piedi, è uscito solo Mauro Micucci, 57 anni, informatico dipendente Inps.
Daniela Nenni, 49 anni, anche lei impiegata in quella struttura, moglie dell’uomo al quale ha dato tre figli, era morta. Uccisa a coltellate.
Alessandro Santoni, 38enne elettricista di Pomezia, dipendente di una ditta esterna che lavora per l’ente, era stramazzato sul pavimento dell’ascensore con la camicia insanguinata. Anche lui privo di vita.

I presunti amanti sono stati uccisi con più di dieci di coltellate al torace ed alla gola, evidentemente sferrate con rapidità e violenza, senza dare il tempo di pensare, reagire, eventualmente spiegare.
Il tutto, nel tempo di una “corsa” dell’ascensore.
Il “palazzone” dell’inps di Via Quintavalle conta tredici piani in tutto.
Mauro lavorava al secondo. Daniela al terzo.
E proprio al terzo piano Daniela era salita in ascensore. C’era anche Alessandro. E poi anche il marito. Nessun altro. Le porte si chiudono. Prenotata la discesa al piano -1. Poi le coltellate; nel tempo che l’ascensore impiega a scendere quindici metri.
L’ascensore si apre al piano interrato. Sono da poco passate le 17,30. Esce solo Mauro Micucci…
Il movente dunque è la gelosia. Resta da vedere se tale ‘sentimento’ fosse giustificato. Se mai lo possa essere al punto da uccidere…
L’assassino c’è. È reo confesso. Appena uscito dall’ascensore è stato lui, Mauro, a chiamare il 112 dei Carabinieri. «Li ho uccisi io. Non potevo sopportare che lei mi tradisse con lui…».
C’è anche l’arma del delitto. Quando arrivano i Carabinieri il coltello ce l’ha ancora in mano. Sporco di sangue. Uno di quei coltelli che non si usano in cucina, né tantomeno al servizio informatico dell’Inps. È uno di quei coltelli, con la lama che spaventa solo a guardarla. Uno di quei coltelli che usano i militari. Li comprano i collezionisti. O chi… intende farne altro uso…
I corpi delle vittime. Ci sono pure quelli. I Carabinieri li trovano lì. Per terra. Dentro l’ascensore. Per loro non c’è più nulla da fare.
Resta da vedere come si concatenano i diversi elementi e come ricostruire tempi e modi del loro ingresso sulla scena del crimine…
Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri ci sono gli estremi per considerarlo un omicidio premeditato. Non si va in giro con un’arma del genere in tasca. Non c’è da escludere nemmeno la possibilità che il coltello fosse stato acquistato proprio a tal fine…
Quanto alla dinamica. Nell’ascensore non sembra ci siano telecamere di sorveglianza. Ma nei corridoi sì.
Chi è entrato per primo nell’ascensore? Chi per ultimo? E soprattutto con quale spirito?
E poi. Questa relazione tra Daniela ed Alessandro, c’era davvero? O era solo una visionaria fantasia del marito?
Sul profilo facebook di Mauro queste parole:
«Tanto ve troverò a pecorina davanti a me, oramai se so’ rotti li freni…». Le aveva scritte un mese fa. Il 28 Agosto… Sempre che si riferisse alla tresca…
Increduli i colleghi di lavoro.
Della moglie: «Era solare. Tre bambini. Non è possibile».
Del marito: «Un uomo tranquillo…».
I rilievi sono stati effetuati. Le immagini della videosorveglianza sono stati acquisite. Testimoni non ce ne sono. Non bisogna cercare l’assassino che, ovviamente, è stato arrestato, né l’arma del delitto né, tantomeno, i corpi delle vittime… Sono stati ascoltati i colleghi e sono in corso accertamenti sulle rispettive vite private…
I militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri Casilina e i tecnici del Nucleo Investigativo di Via In Selci faranno il resto per ricostruire quello che resta un dramma della gelosia assurdo. In ogni caso…
Giulio Iannone












