21 Marzo 2026
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Subiaco. Il Rotary Club rende omaggio al grandissimo poeta Giuseppe Gioachino Belli

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SUBIACO (RM) – Quest’anno ricorre il centocinquantesimo  anniversario della  morte del grande poeta romanesco Giuseppe Gioachino Belli, uno dei più grandi poeti dialettali romaneschi ed europei di ogni tempo.

Il Rotary Club di Subiaco, nei giorni scorsi, per commemorare degnamente questo illustre figlio di Roma,  ha organizzato con successo di pubblico e critica, una dotta conferenzapresso la sala Braschi, in piazza S.Andrea a Subiaco.

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Teodonio Marcello
Il relatore, prof. Marcello Teodonio, docente universitario e massimo studioso del Belli a livello internazionale

Il relatore, prof. Marcello Teodonio, docente universitario e massimo studioso del Belli a livello internazionale, nella sala gremita di partecipanti,  non solo rotariani ,  dopo un dettagliato escursus storico  – sociologico dell’epoca, per  inquadrare, nel contesto della società ottocentesca, la rappresentazione quotidiana della vita del Belli  nel contesto romano, ha presentato la figura dell’uomo e del poeta attraverso una sapiente lettura con relativo commento dei brani più significativi  di alcuni suoi sonetti.

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Teodonio ha poi toccato  argomenti quali : Rapporti umani, Amore, Sesso…. (Ommini e Donne);   Politica, religione , Potere (Articolo magnà, magnemo tutti);Visione del mondo, La guerra, L’al di là (La vita dell’Omo).

L’ indiscutibile  preparazione del prof. Marcello Teodonio , che è oggi il massimo studioso del Belli ed è fra i massimi studiosi della letteratura romanesca,  la sua grande verve di comunicatività, l’ eccezionale capacità di esposizione  e di  coinvolgimento , ha reso la conferenza, già di per sè grande evento culturale, un’ora e mezza  di piacevole ed interessantissimo ascolto.

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Un plauso  dunque all’ennesima iniziativa del Presidente del Rotary Club  Pierluigi Cesari di aprire gli  eventi di natura  culturale ai cittadini di Subiaco, che avendo dato buoni risultati,  è  sicuramente da  ripetere.

 

Chi era Giuseppe Gioacchino Belli…

Giuseppe Gioachino Belli
Il poeta romanesco Giuseppe Gioachino Belli

…POETA italiano (Roma 1791-1863)… …Sensibile e malinconico, educato secondo le regole rigidamente conformiste della borghesia della Roma papalina, visse la prima giovinezza in scontrosa solitudine. Nel 1798, a causa dell’occupazione della città da parte dei Francesi, fuggì con la madre a Napoli, dove visse in miseria; fu poi a Civitavecchia, dove il padre Gaudenzio aveva ottenuto un impiego da papa Pio VII. Nel 1803, morto il padre, tornò a Roma, che lasciò soltanto per brevi viaggi. Fu allievo del Collegio Romano (1804-07), ma, essendo morta la madre, dovette interrompere gli studi regolari e lavorò come computista in casa Rospigliosi, poi agli Spogli Ecclesiastici e al Demanio, infine come segretario in casa Poniatowski.

Il matrimonio (1816) con la ricchissima e non più giovane vedova del conte Giulio Pichi, Maria Conti, diede a Belli l’agio decisivo per la sua formazione culturale e per la sua attività di scrittore. Giò introdotto negli ambienti accademici (era stato, nel 1813, tra i fondatori dell’Accademia Tiberina), fu chiamato (1818) a far parte dell’Arcadia. E’ del 1827 un viaggio a Milano, dove tornò nei due anni seguenti: ebbe allora modo di cogliere i fermenti di una società tanto diversa da quella romana e di scoprire le Poesie del Porta, che lo orientarono al gusto della poesia realistica e drammatica.

Nel 1819 il poeta iniziò la stesura dei Sonetti in romanesco; contemporaneamente, andava scrivendo i 4000 articoli di vario argomento che saranno raccolti negli undici volumi dello Zibaldone. Nel 1837, morta la moglie, Belli fu costretto a cercare un nuovo impiego.

Censore per la “morale politica” dal 1852 al 1853, giudicò severamente i melodrammi di Verdi e Rossini. Malato e solo, visse tristemente i suoi ultimi anni, giungendo fino al ripudio dei suoi Sonetti romaneschi (2883, tutti pubblicati postumi).

Beatrice Cardillo