Segni. Sabato 20 Ottobre cerimonia di inaugurazione dell’area archeologica del restaurato “Ninfeo” di Q. Mutius
SEGNI (Eledina Lorenzon) – Sabato 20 Ottobre avrà luogo la Cerimonia di Inaugurazione de “Il Ninfeo” di Q. Mutius.
L’evento è stato presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi qualche giorno fa, presso un noto hotel del luogo, alla presenza dell’archeologo Francesco Maria Cifarelli – della Sovraintendenza Roma Capitale-Monumenti Antichi, di Michelangelo Bedini, capo progetto insieme all’ing. Fulvio Balzani del recupero del Ninfeo, e di Federica Colaiacomo, Direttore del Museo Comunale di Segni. Presenti anche il Sindaco di Segni, ed il Presidente della Compagnia dei Lepini.
Tanta l’emozione e l’orgoglio che ha contraddistinto i vari interventi, a testimonianza che il risultato raggiunto ha rappresentato una sfida davvero impegnativa per tutti i relatori, che hanno vissuto in prima persona l’iter fatto di impegno e passione, fortemente convinti dell’importanza di una scoperta archeologica di rilievo internazionale.
Un viaggio iniziato nel lontano 1995 grazie agli studi di Francesco Maria Cifarelli con una prima edizione scientifica che identificava il Ninfeo di Q. Mutius come una delle più importanti testimonianze dell’architettura romana del tardo Ellenismo.
L’eccezionalità del monumento è data dalla presenza, conservata in una tabella posta al centro del prospetto principale, della firma dell’architetto responsabile, fra tardo II e primi anni del I secolo a.C., della sua progettazione: Q. Mutius.
Il suo nome compare addirittura nei testi degli scrittori antichi: da Vitruvio sappiamo infatti che un C. Mutius fu l’architetto incaricato dal grande Caio Mario di realizzare il tempio di Honos et Virtus da lui votato dopo la grande vittoria sui Cimbri e Teutoni che salvò Roma dalla prima invasione di barbari.
Un documento dunque eccezionale, che mostra come la Segni dell’epoca – assieme ad altri centri del Lazio meridionale interno come Palestrina, Cori o Priverno – abbia vissuto un irripetibile momento di splendore, legata ai massimi circuiti politici, commerciali e culturali dell’epoca.
Tra gli interventi rilevanti della conferenza stampa di presentazione, segnaliamo quello del dr. Francesco Maria Cifarelli (in video sopra), il quale ha ripercorso una storia iniziata ben venticinque anni fa quando giovane universitario giunse a Segni, città quasi sconosciuta dal punto di vista archeologico se non per la Porta Saracena, la cinta muraria ed il tempio sull’Acropoli.
La sua tesi di laurea portò Segni all’attenzione degli studiosi.
Nuovi scavi e nuove scoperte nonché la stessa Federica Colaiacomo – oggi Responsabile del Museo Archeologico – portarono poi a riconoscere il Ninfeo di Q. Mutius come una delle più importanti testimonianze dell’architettura romana del tardo ellenismo.
Molto interessante anche il contributo dell’Arch. Michelangelo Bedini (in video sopra), nel corso del quale sono state proiettate una serie di slides per mostrare le fasi dell’intervento, dallo stato originario ad oggi, naturalmente senza svelarne il risultato finale che sarà per tutti una sorpresa e su cui si alzerà il sipario Sabato 20 Ottobre, alle 10:30, dopo una ulteriore conferenza presso la Sala Pio XI (Cattedrale Santa Maria Assunta) dove saranno dettagliatamente illustrati sia il progetto di recupero, studio e valorizzazione, che lo scavo, per poi passare all’architettura ed alla storia del Ninfeo, monumento dell’architettura romana della tarda repubblica.
Ulteriori visite guidate saranno programmate anche nel pomeriggio di Sabato 20 dalle ore 15 alle ore 18 (ultima partenza) a cura dell’Ass. Culturale “Amici del Museo di Segni”.






















