Segni. “Impropèri I Esclamažžiuni”, la raccolta di poesie in segnino di Monia Manciocco verrà presentata Giovedì 20 Ottobre al Caffè Letterario “Lettrica”
SEGNI – In occasione dell’apertura delle manifestazioni della 65^ Sagra del Marrone Segnino, il Presidente dell’Associazione Culturale Itinesegni, Camillo Sbarzella, presenterà presso il Caffè Letterario “Lettrica” di Segni, il nuovo e affascinante lavoro di Monia Manciocco: “Impropèri I Esclamažžiuni” – Raccolta di poesie in dialetto segnino.
L’evento – previsto per Giovedì 20 Ottobre, alle ore 18 – è stato organizzato anche grazie al contributo del locale Comitato Soci della Banca di Credito Cooperativo di Roma.
Dopo “I personaggi i la Commedia”, questa è la seconda opera di Monia che ci riserva una carrellata di citazioni paesane mettendo in evidenza la segninità.
Ogni poesia è il riassunto di un contesto più ampio che difficilmente può essere espresso nella lingua ufficiale se non attraverso un copioso giro di parole.
E allora ecco che la poesia di Monia, di verso in verso diventa musica, storia di vita vera, ricordi della socialità del vicolo, della strada insomma uno scatto fotografico della realtà quotidiana.
Uno spaccato culturale degno di essere portato all’attenzione di tutti.
In una delle poesie, “La Mia Banca è Differente”, Monia, racconta uno dei tanti dialoghi che caratterizzano il rapporto tra clienti e impiegati traendone, positivamente, la conclusione.
Quale significato assume un Caffè Letterario a Segni?
«Ferma restando l’importantissima funzione della Biblioteca comunale e il lodevole lavoro della responsabile – ha affermato il Presidente dell’Associazione Culturale Itinesegni, Camillo Sbarzella –, sull’esempio del Cafè Procope di Parigi, il Caffè Florian di Venezia o ancora il Caffè Giubbe Rosse di Firenze, dove Marinetti, Carrà e Boccioni erano di casa – rendendolo sede della redazione di una serie di importanti riviste del Novecento: da La Voce a L’Italia Futurista – ho trovato lo stimolo a concretizzare l’idea anche nella nostra cittadina.
Il Caffè Letterario rappresenta dunque il luogo dove è possibile leggere, sognare, scrivere la propria, personalissima storia, bere un caffè che ha il sapore un po’ magico dei racconti più belli.
La sfida è ardua – conclude il presidente – ma se pensiamo che la cultura sia come il pane, non dobbiamo fare altro che eliminare tutti gli ostacoli offrendola ai giovani nei luoghi da loro frequentati…».













