Segni. Da Giovedì 20 a Domenica 23 Ottobre va in scena la 65^ Sagra del Marrone Segnino
SEGNI – Da Giovedì 20 a Domenica 23 Ottobre, a Segni, va in scena la 65^ Sagra del Marrone Segnino. È proprio il caso di dire “va in scena” dal momento che in quei giorni tutto il centro abitato diventa una sorta di palco animato dalle tipiche “fraschette” con tante iniziative in ogni angolo del borgo.
L’intenso programma dell’evento è in calce all’articolo, dopo la presentazione del Sindaco Piero Cascioli che pubblichiamo qui di seguito.
«Siamo giunti alla 65^ Edizione della Sagra del Marrone Segnino, tanti anni di attività che sono solo un piccolo scorcio di storia dal tempo che ci separa dalle prime piantumazioni di castagni nel territorio lepino avvenute ai tempi di San Vitaliano, Papa segnino del VII secolo e, pare, proprio lui fu a segnare l’avvio di questa coltura.
Il 31 Ottobre del 1938 Segni celebrava la 1^ Edizione della “Sagra delle castagne e delle frutta dei Monti Lepini”; così fu chiamato quel primo appuntamento di 84 anni fa.
A tanta distanza, con diverse interruzioni, continuiamo a vivere la sagra con rinnovato entusiasmo e forte senso identitario.
Possiamo ancora vantare un posto di prestigio nella produzione, per l’alta qualità del prodotto e, dopo le forti flessioni nei recenti anni a seguito della presenza del cinipide, anche nella quantità, certamente con livelli non più paragonabili a quelli degli anni antecedenti alla comparsa di questo insetto.
Quello che non si può cancellare è la storia che lega il marrone alla nostra città. La presenza del castagno a Segni è conosciuta a partire già dal VII-VIII secolo d.C., e si può parlare di una vera e propria “civiltà del castagno” che se in passato ha fortemente condizionato i modi di vita, di produzione e di scambio dei nostri padri, oggi, oltre a mantenere una non trascurabile valenza economica, esercita un’influenza a vasto raggio che, specialmente nei giorni di sagra, coinvolge l’intera comunità.
Ecco allora che la Sagra del marrone vive dentro il microcosmo di ogni segnino riproducendo una dimensione culturale che ha radici lontane e si presenta come una sorta di rinascita della memoria di una comunità che vuole riscoprire le proprie radici.
E nei quattro giorni di sagra sembra che un mondo si risvegli, le botteghe di antichi mestieri rialzano i battenti, le luci tornano a brillare nelle vie e nei vicoli, lontano i rintocchi di una Cattedrale che riporta agli antichi fasti, e poi i canti, i suoni, i profumi, la gioia del momento.
Ecco, la sagra è anche questo, una stella cadente che illumina un risveglio bellissimo che ogni anno rivive nei giorni maturi di ottobre».
F.to Il Sindaco di Segni Piero Cascioli













