Segni. Festa di San Bruno. Il Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinal Pietro Parolin, celebra la SS Messa Pontificale e riceve in dono un’opera del Maestro Ufagrà
SEGNI – In occasione della tanto sentita festa del Patrono San Bruno, ieri 18 Luglio, la cittadina lepina ha ospitato il Cardinal Pietro Parolin Segretario di Stato della Santa Sede: una visita ricca di significato sia dal punto di vista religioso che culturale.
Nell’Anno Giubilare Straordinario dedicato proprio al IX Centenario della morte del Santo di Solero, il Cardinal Pietro Parolin ha celebrato la SS. Messa Pontificale nella Concattedrale di S. Maria Assunta alla presenza del Vescovo della Diocesi Velletri-Segni S.E. Rev.ma Mons. Stefano Russo, del Parroco Don Daniele Valenzi e delle massime autorità civili, religiose e delle Forze dell’Ordine cittadine.
Al termine della celebrazione eucaristica, al Cardinal Parolin è stata consegnata presso il Palazzo comunale una splendida serigrafia del quadro dal titolo “Madonna Ufagrà”, opera dell’artista futurista di Segni Antonio Fiore, in arte Ufagrà.
Un dono che l’artista di fama internazionale ha voluto fare al Cardinal Parolin in occasione della sua visita nella città di Segni: «Il Cardinale – ha detto il Maestro Ufagrà– sembra aver gradito molto questo piccolo regalo, ne è rimasto sorpreso e in un piccolo ma intenso colloquio avuto con lui alla presenza anche di tutte le altre autorità sembrava essere interessato all’opera e soprattutto ai colori intensi da ma utilizzati.
Gli ho raccontato – ha proseguito il Maestro futurista – con estremo piacere che questi sono i miei colori da quarantacinque anni e approfittando del suo stupore ho spiegato in modo sintetico il significato di questa serigrafia cercando di dare a tutti una giusta chiave di lettura interpretando a parole, in modo semplice, il mio modo di vedere il quadro : il senso di elevazione verso l’alto verso una entità suprema per coloro che credono in Dio mentre per altri semplicemente un protendere verso un obiettivo o un traguardo posto in alto, il tutto, raccolto e stretto in un dinamismo delle forme tipico del futurismo e nel colore simbolo della vita e della speranza.
La Madonna – ha concluso Ufagrà – è il collante tra noi e il cielo, un cielo oro come quello impresso nelle tele dei pittori del 1200-1300. Un cielo sotto al quale c’è il nostro mondo il nostro tempo caotico».


















