Roma. Trastevere. Un orco nel giallo della 13enne suicida? Forse nel tablet qualche risposta…
Questa volta riteniamo però di dover fare un’“eccezione” dal momento che la vicenda nel frattempo si è colorata di tinte fosche che meritano di essere rese note alla pubblica opinione.
Si fa riferimento a Katia, la 13enne di Capo Verde che nel tardo pomeriggio di ieri l’altro, Giovedì 18 Settembre, si è tolta la vita dopo una lite con la madre.
A dare l’allarme erano stati i genitori (la ragazzina era stata “affiliata” dalla coppia da circa quattro anni tramite un’adozione internazionale) che, rientrando a casa, in Vicolo della Penitenza, nel cuore di Trastevere, l’hanno trovata impiccata con una corda appesa al soffitto tramite un gancio.
Secondo quanto si è appreso, la lite con la madre era scoppiata in seguito al rinvenimento, da parte di quest’ultima, di un cellulare e di un tablet dei quali ignorava l’esistenza. Erano insieme al cofanetto dei trucchi della ragazzina, nella sua cameretta…
E nel biglietto che la ragazzina avrebbe lasciato scritto, prima di mettere in atto l’insano gesto, avrebbe lasciato intendere di essere pentita di qualcosa che non avrebbe dovuto fare…
Sembrerebbe che in quel tablet e/o in quel cellulare, o la loro stessa esistenza, nascondesse un segreto inconfessabile per la giovane ragazza.
Una consulenza tecnica sui due strumenti elettronici potrebbe se non proprio svelare, quantomeno attenuare, il mistero che circonda il suicidio di una 13enne…
Certo resta quanto meno da capire come la ragazzina è venuta in possesso di un cellulare e di un tablet non acquistato dalla famiglia.
È stato il regalo di qualcuno? Se sì, di chi? Perché? In cambio di cosa?
Senza dirlo apertamente altri organi di stampa hanno paventato l’esistenza di un ipotetico… orco. Oppure hanno considerato non “esclusa” la possibilità che la ragazzina fosse oggetto delle attenzioni di qualche malintenzionato…
Saranno gli inquirenti a far luce sull’intera vicenda e ci auguriamo che tutto venga chiarito.
Nel rispetto del dolore dei genitori, che evidentemente quella figlia l’hanno tanto desiderata.
E nel rispetto della disperazione che deve aver pervaso l’animo di una povera 13enne, in quei minuti prima di scegliere una strada senza ritorno.
In quel modo, nella cameretta che l’aveva accolta e che avrebbe dovuto rappresentare per lei un mondo migliore…













