Roma. Nel giorno dell’ultimo saluto al grande Gigi Proietti due omaggi in pittura (Guadagnuolo) e poesia (Gentiletti)
ROMA – Nel giorno dell’ultimo saluto a Gigi Proietti pubblichiamo due omaggi all’attore romano scomparso il 2 Novembre scorso.
L’omaggio di Guadagnuolo a Gigi Proietti nella maschera di “Gastone”
Gigi Proietti ci ha lasciato nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Mentre stavamo per rendere omaggio al grande attore per il suo genetliaco, la morte è sopraggiunta improvvisa alle prime luci dell’alba. Personaggio talentuoso, Maestro dell’arte teatrale del trasformismo, di cui, attori come lui ne nascono ormai raramente.
Il M° Francesco Guadagnuolo, che ha ritratto Papi, Cardinali, politici e intellettuali, lo ricorda con un’opera dal titolo: “Trasformismo di Gigi Proietti nella maschera di Gastone”(click sull’immagine per ingrandire).
L’artista che ne ha sempre ammirato il suo trasformismo teatrale ha voluto così immortalarlo.
Nel grande dipinto si nota, Proietti che interpreta il personaggio “Gastone” di Ettore Petrolini, con andatura malferma, sua la camminata inventata, entra in palcoscenico, nel braccio sinistro tiene legato il guanto destro bianco ‘latte’, mentre nel braccio destro tiene il suo immancabile bastone. Guadagnuolo ha pensato al sipario rosso del palco, dopo l’ultima rappresentazione teatrale, nell’atto di chiudersi, come nel momento del commiato di Proietti al suo pubblico.
Nella parte destra del dipinto sono rappresentati oggetti e maschere teatrali come se si volesse percorrere la commedia musicale teatrale da Ettore Petrolini a Gigi Proietti.
L’opera dai colori forti e contrastanti, bene è riuscito l’artista ad impersonare il modo di porsi di Proietti, che interpreta “Gastone” ormai annoiato, frustrato dalla vita, soprattutto nostalgico e abbandonato, pertanto in declino, che crede di essere ancora un divo. Anche se “Gastone” racconta la società dello spettacolo degli anni ’30, possiamo definirlo un personaggio tanto attuale a ben vedere ciò che accade nella vita di tutti i giorni, spesso ridicola, in una società costruita sull’esteriorità, che si manifesta nella ricerca ansiosa dell’affermazione.
Guadagnuolo raffigura l’attore Proietti con cuore palpitante, atto ancora a raccontare, attraverso il suo Teatro ironico, satirico pur commovente, la grande maschera della vita, precaria senza dubbio ma piena di tenerezza.
Ne è uscita un’opera suggestiva e piena di pathos che provoca commozione con un rimpianto per non avere più tra noi il grande Gigi Proietti.
L’omaggio in poesia di Luciano Gentiletti a “Uno dei mejo”
(Un pensiero per il grande Gigi Proietti)
Un granne tra li granni cià lassato
e Roma piagne un’omo de curtura,
ha fatto ride e piagne co bravura
la gente der presente e der passato.
Padrone de quell’arte antica e pura
ha saputo ammischià dorce e salato:
‘n artista vero, un genio illuminato,
un faro amico ne la notte scura.
Ogni còre romano s’è intristito
er mejo de li mejo se n’è annato:
un “mattatore” che cià divertito.
Co ‘na maggia che pare preparata
se ne va propio er giorno quanno è nato:
la festa de li morti… ‘na geniata!
Luciano Gentiletti












